Il dolore
le posizioni
I sindacati si schierano per il sì
L’assessore Sdoga: la politica non c’entra, a rimetterci sono i ragazzi
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CARRARA. La legge vuole che le province italiane siano suddivise per ambiti scolastici, secondo un puro calcolo matematico: ogni 22 mila studenti va previsto un ambito. In provincia di Massa Carrara gli studenti calcolati al 2016 sono 25mila ed è per questo che sono scattati due ambiti, disegnati per dividere equamente il numero degli studenti sul territorio provinciale. È ovvio che, spiegano gli addetti ai lavori ieri mattina durante la riunione della commissione per il dimensionamento scolastico, i due comuni più grandi, Carrara e Massa, con il maggior numero di studenti, siano stati divisi in due ambiti diversi. Semplicemente per far tornare i conti. Così il comune di Carrara è finito nell’ambito con la Lunigiana e quello di Massa con Montignoso. La Provincia, assieme a chi lavora quotidianamente nelle scuole, si è subito accorta che questa divisione creava disagi, soprattutto nell’ambito Carrara-Lunigiana. I docenti, spiegano Fabrizio Rocca della Flc Cgil, Lucia Natali della Cisl Scuola, Carlo Romanelli Uil Scuola e Salvatore Saieva Snals Confssal, si ritrovano con cattedre spezzettate, in scuole distanti anche 50 chilometri tra di loro; 15 ore allo Zaccagna, ad esempio, e il completamento della cattedra con 3 ore al Belmesseri di Pontremoli; oppure metà ore allo scientifico di Carrara e l’altra metà tra Pontremoli e Aulla.
La formazione dei docenti, che è obbligatoria, fatta per ambito costringe alla divisione del budget tra le sedi di Carrara e Aulla, impedendo, quando questo non accade, la partecipazione degli insegnanti. A rimetterci sono i ragazzi, che hanno docenti come biglie impazzite di flipper e l’offerta formativa che è sparpagliata e disorganica. I due ambiti naturali che i sindacati chiedono di rappresentare, vedrebbero insieme gli istituti dei comuni di Massa, Carrara e Montignoso da una parte e quelli di Lunigiana e Fosdinovo dall’altra. «La Regione ci sta dando ragione– aggiunge l’assessore alle Politiche della scuola di Massa Silvana Sdoga– capendo la nostra necessità di superare il vincolo degli ambiti scelti in base numerica, per definire le cattedre secondo altri criteri, soprattutto di facile raggiungimento». Secondo la commissione, quindi, era partito un importante lavoro di convincimento da parte della Provincia verso l’ufficio scolastico regionale, adesso minato dalla posizione del sindaco di Carrara, «che vuole far apparire l’operazione– dice la Sdoga– come lotta di interessi tra partiti. Cosa che non è mai stata».
Manuela D’Angelo
La formazione dei docenti, che è obbligatoria, fatta per ambito costringe alla divisione del budget tra le sedi di Carrara e Aulla, impedendo, quando questo non accade, la partecipazione degli insegnanti. A rimetterci sono i ragazzi, che hanno docenti come biglie impazzite di flipper e l’offerta formativa che è sparpagliata e disorganica. I due ambiti naturali che i sindacati chiedono di rappresentare, vedrebbero insieme gli istituti dei comuni di Massa, Carrara e Montignoso da una parte e quelli di Lunigiana e Fosdinovo dall’altra. «La Regione ci sta dando ragione– aggiunge l’assessore alle Politiche della scuola di Massa Silvana Sdoga– capendo la nostra necessità di superare il vincolo degli ambiti scelti in base numerica, per definire le cattedre secondo altri criteri, soprattutto di facile raggiungimento». Secondo la commissione, quindi, era partito un importante lavoro di convincimento da parte della Provincia verso l’ufficio scolastico regionale, adesso minato dalla posizione del sindaco di Carrara, «che vuole far apparire l’operazione– dice la Sdoga– come lotta di interessi tra partiti. Cosa che non è mai stata».
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