Il Tirreno

Urbanistica, le opposizioni al sindaco: «Eliminare gli Aru»

di Manuela D’Angelo
Urbanistica, le opposizioni al sindaco: «Eliminare gli Aru»

La proposta di Fabrizio Brizzi (Arancioni) passa a maggioranza in commissione. Volpi replica:  «Nessun piano di espropri, se non c’è volontà dei proprietari la previsione può essere stralciata»

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MASSA. Stralcio di tutti gli Aru, ovvero delle aree dove il Regolamento Urbanistico prevede la costruzione di strade, parchi, parcheggi e abitazioni, i cui proprietari hanno rappresentato la volontà di non procedere con la realizzazione della pianificazione urbanistica.

A chiederlo è il consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi, che ha presentato nella seduta di martedì scorso in commissione urbanistica una proposta, appoggiata da Stefano Alberti (consigliere del Pd), Nicola Cavazzuti (Rifondazione comunista) Agostino Incoronato (Udc), Luigi Della Pina (Psi) e Simone Ortori (Articolo Primo), poi votata a maggioranza da sei consiglieri su sette, con il presidente Luigi Turri (Pd) che si è invece astenuto dal voto.

Per discutere di questa delicata proposta è stato chiamato anche il sindaco Alessandro Volpi (nella foto piccola), a dare un parere politico e di indirizzo amministrativo. Volpi sulla questione ha dichiarato che «se non c’è la volontà dei proprietari dei terreni alla realizzazione dell’Aru, allora questo può essere stralciato, su valutazione tecnica degli uffici». Ma questa posizione potrebbe creare successivi problemi a tecnici e progettisti, che stanno cercando di ricucire un Regolamento urbanistico sempre più sfilacciato.

Il problema degli Aru da stralciare, ovvero di quei pezzi di regolamento dove il Comune ha previsto la pianificazione urbanistica, mettendo insieme la volontà dei proprietari dei terreni interessati, nasce da una osservazione scritta dal titolare di quasi un intero Aru (il numero 4.01) su cui il Comune pensava di costruire il parco fluviale del Frigido. I terreni interessati da questo progetto però sono risultati, per oltre il 70%, di proprietà di un’unica persona, che ha dichiarato nella sua osservazione di non avere alcuna intenzione di cedere l’area individuata, neppure in cambio della possibilità di edificare un numero di 22 appartamenti (come previsto da regolamento).

Dunque, visto che su quell’Aru non si realizzerà mai il 50,1% dei favorevoli al progetto del Comune, ne viene chiesto lo stralcio automatico. Il Comune si ritrova, così, a pochi mesi dall’approvazione definitiva del Regolamento urbanistico, con un altro Aru che, viste le previsioni, non si realizzerà e con la richiesta di stralcio, che porterebbe a 27 gli Aru da sottrarre alla pianificazione del Ru (26 sono già inseriti nel documento di indirizzo della giunta che accompagna le controdeduzioni al regolamento).

In commissione urbanistica l’opposizione attacca il sindaco: «Cosa rimane di questo Regolamento urbanistico? - chiedono ad esempio Brizzi e Alberti - dove è finita la filosofia iniziale? Perché il sindaco non ammette che ha stravolto tutto e che non si riuscirà ad approvarlo in queste condizioni?». Ma Volpi nega ci siano dei problemi: «Si sapeva fin da subito - spiega il sindaco di Massa - che, se i proprietari dei terreni non si fossero messi d’accordo, l’Aru non sarebbe stato realizzato, perché il Comune non ha previsto un piano di espropri, non avendone la forza economica. Quindi era già stato messo in conto che molti Aru potevano rimanere irrealizzati».

A questi cittadini (e pare che oltre al caso citato dell’Aru 4.01 ce ne siano molti altri) non basta, però, essere soltanto tranquillizzati dal sindaco, vogliono che gli Aru spariscano dal Ru, e questo obbligherà i progettisti a nuove manovre. L’unica cosa certa al momento è che l’Aru 4.01 non si farà e salta dunque l’idea del Parco del Frigido, attraverso la cessione gratuita all'amministrazione di 9.408 metri quadrati di aree dove realizzarlo. Il progetto prevedeva anche una quota di edilizia residenziale pubblica - pari a 70 metri quadrati - e la realizzazione di un sottopassaggio dei binari della ferrovia, il tutto in cambio di 930 metri quadri di nuova edificazione (residenziale) per un numero massimo di 22 appartamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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