Il Tirreno

«Mio marito è stato aggredito»

«Mio marito è stato aggredito»

Parla la moglie dell’ex vigilante Tonarelli. Alla sbarra per tentato omicidio

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MASSA. «Mio marito ha litigato col vicino e quando si è avvicinato al cancello è stato preso per il petto. È stato a quel punto che ha estratto la pistola e ha esploso tre colpi». Rosetta Balloni, moglie di Alberto Tonarelli, non si è sottratta alle domande del pubblico ministero Roberta Moramarco e del presidente del collegio Giovanni Sgambati, rispondendo sempre e senza esitazioni. Ha raccontato della zuffa avvenuta nel luglio del 2013 in località Campareccia. Tonarelli, ex guardia giurata, dopo l’ennesima discussione con Ottavio Ciuffi, aveva preso la sua Smith&Wesson e aveva sparato contro il suo dirimpettaio, titolare di un distributore di metano. Lo aveva colpito al volto e all'addome facendolo stramazzare al suolo. Il pensionato quando era stato arrestato dai carabinieri aveva spiegato che la rivoltella era caricata a pallini. Ma invece i tecnici hanno appurato che nel caricatore c’era anche un proiettile vero, come ha confermato un perito dei Ris in una passata udienza. L’anziano aveva detto agli inquirenti che, siccome viveva vicino ai boschi, usava l’arma per sparare agli animali e alla vipere se si avvicinavano a casa sua.

Tonarelli aveva anche raccontato di una lite per un albero a confine tra i due terreni. Ed è stata quella la causa scatenante l’alterco finito a pistolettate, per chi ha condotto le indagini. Lui voleva tagliare qualche ramo perché faceva ombra al suo orto, Ciuffi non era d'accordo. La lite era degenerata.

La moglie dell’imputato ha insistito sull’aggressione, ma la parte civile - Ciuffi è rappresentato dall’avvocato Enzo Frediani - su questo punto ha tenuto a sottolineare che se anche Tonarelli si fosse sentito in pericolo c’era comunque il cancello che delimitava le due proprietà a impedire che l’ex guardia giurata potesse essere sopraffatta. Ma anche la difesa è pronta a dare battaglia. Fondamentale finora quanto detto dai consulenti.

La prossima udienza è stata fissata dal collegio (oltre a Sgambati ci sono i giudici Alessandro Trinci ed Elisabetta Congiusta) al 13 dicembre. Gli ultimi testi, poi per l’inizio del 2018 dovrebbe arrivare la sentenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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