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Marmo e arte: ecco la chiesa di San Giuseppe a Massa

Marmo e arte: ecco la chiesa di San Giuseppe a Massa

Oltre 4 anni di lavori, 3 milioni di euro di spesa 1.000 metri quadri, opere di Massari e Rossi  

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MASSA. Un complesso di quasi mille metri quadrati al cui interno sorge la nuova chiesa di San Giuseppe dei Ronchi. Sarà consacrata sabato dal vescovo Giovanni Santucci, alle 18, la nuova chiesa di San Giuseppe a Marina di Massa, vicino alla scuola media Don Lorenzo Milani.

Sono cambiate molte cose dalla prima pietra simbolica posta ai piedi della struttura nel marzo 2013, e dello stile classico della vecchia chiesa non vi è rimasta alcuna traccia. Al suo posto adesso c'è una struttura in stile moderno ricca di riferimenti alla simbologia cristiana, che ha ricevuto il contributo artistico dello scultore Luciano Massari. «Dieci anni fa la vecchia chiesa di San Giuseppe chiudeva i battenti per gravi difetti tecnici. Una costruzione sfortunata – spiega Agostino Dagnini, segretario del comitato nato per sostenere la ricostruzione della chiesa di San Giuseppe - che ha subìto tre incidenti, due dei quali legati al cedimento delle pareti di elevazione, mentre un terzo, più lieve, che riguardava l'intonaco del soffitto. Ma quella struttura ormai è sepolta, e adesso abbiamo di fronte un grande centro di aggregazione che spera di ospitare moltissimi giovani». Il progetto, realizzato dall'architetto Anna Della Tommasina, ha previsto un costo di circa 3 milioni di euro, destinati alla costruzione ex novo della chiesa e delle nove stanze dedicate alle attività parrocchiali, come la Caritas, il centro anziani e il catechismo. Costo che è stato diviso a metà tra la Cei, la Conferenza episcopale italiana, e la Diocesi di Massa - Carrara Pontremoli, e che ha visto come società affidataria dei lavori la Rota Luigi Costruzioni snc di Pisa (fallita mentre i lavori erano in corso) e la Cmsa s.coop,rl di Massa, che ha portato a termine i lavori dopo circa quattro anni e mezzo dal loro inizio.

Il nuovo complesso è stato pensato ispirandosi all'architettura tipica dei monasteri: un sagrato come spazio di accoglienza rivolto completamente verso l'esterno; la piazzetta che collega l'ingresso della cappella feriale con i locali della sacrestia e un chiostro situato all'interno del complesso, in cui poter eseguire funzioni all'aperto e attività ricreative. «La consacrazione di sabato – racconta Don Danilo Vita – sarà un percorso alla scoperta della simbologia della nuova chiesa. Dal tetto spiovente ispirato all'arca di Noè, al grande portale per accogliere il gregge di Dio. La nuova chiesa è un'opera d'arte che non vede l'ora di accogliere i suoi fedeli».

E all'interno della chiesa sono presenti anche tre opere realizzate dal professor Luciano Massari, direttore dell'Accademia di belle arti di Carrara:l'altare, l'ambone da cui si legge la liturgia e la cornice in marmo (ideata da Cinzia Rossi che abbraccia il dipinto della Madonna di Guido Reni. «L'altare è un parallelepipedo di marmo bianco levigato in modo tale da percepire che non esistono lati preferenziali, e che l'assemblea partecipa alla liturgia- spiega Dagnini - L'ambone, invece, dà il senso della solidità delle fondamenta di chi costruisce la propria casa facendosi avvolgere dalla parola di Dio».

Camilla Palagi

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