Il Tirreno

Omicidio di Marco Corini denunciata la fidanzata

di Alessandra Vivoli
Omicidio di Marco Corini denunciata la fidanzata

Alla vigilia dell’udienza preliminare passano al contrattacco la sorella del legale  e la ex collega (entrambe sotto accusa). E spunta pure un ricorso in Cassazione

3 MINUTI DI LETTURA





VAL DI MAGRA. Alla vigilia dell’udienza preliminare che domani vedrà davanti al gip Marzia Corini, medico anestesista sotto accusa per l’assassinio del fratello Marco Valerio, scattano due denunce nei confronti della fidanzata del noto avvocato spezzino, la ventunenne Isabò Michelle Barrack.

L’anestesista di "Medici senza frontiere", che secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe somministrato una dose letale di potente sedativo al fratello malato, deceduto il 25 settembre 2015 nella sua abitazione di Ameglia ha presentato una denuncia ipotizzando il reato appropriazione indebita nei confronti della giovane fidanzata dell’avvocato Corini. La ragazza avrebbe preso in consegna la collezione di armi del compagno, diverse pistole e fucili, senza averne titolo. Nell’esposto si fa riferimento anche al fatto che uno dei più cari amici di Corini, l’imprenditore Giuseppe Rampini, si sarebbe impossessato di un quadro di pregio del pittore Giorgio Morandi. Si tratterebbe di un’opera del valore di diverse decine di migliaia di euro che l’avvocato Corini aveva acquistato tempo addietro.

Isabò Barrack e Rampini sono tra i principali testimoni dell’inchiesta condotta da Procura e carabinieri, quella che nel febbraio 2016 portò all’arresto (ai domiciliari) di Marzia Corini, accusata di omicidio volontario pluriaggravato.

Secondo l’accusaa la donna avrebbe rubato alcune confezioni di sedativo, il Midazolan, dall’ospedale universitario di Pisa dove ha lavorato per anni, poi, lo avrebbe iniettato, utilizzando un dosaggio letale, al fratello, da tempo malato di cancro, per paura di essere estromessa dall’asse ereditario. Sempre secondo l’ipotesi accusatoria Marzia Corini avrebbe anche circuito il familiare assieme alla sua ex amica e collega di studio, l’avvocato Giuliana Feliciani. Le due donne sono accusate di aver «abusato dello stato di deficienza psichica dell’avvocato Corini (immobilizzato a letto e in fase di depressione)» per fargli sottoscrivere un testamento a loro favorevole: a Marzia è spettato un milione di euro, mentre a Feliciani 400 mila euro. Quel lascito prevedeva anche una somma piuttosto cospicua, mezzo milione di euro, per Isabò. Quel documento però è stato poi annullato da a un atto successivo, «d’integrazione di legittima», firmato davanti al notaio Pasquale Scrufari da tutte le persone interessate all’eredità di Corini. Ecco, secondo Feliciani, Isabò sarebbe stata cosciente del fatto che quell’atto non era autentico così l’avvocato ha presentato una denuncia, per «uso di atto falso», proprio nei confronti della fidanzata di Corini. Intanto per quel che riguarda la posizione dell’altra indagata, l’avvocato Feliciani, il gip Mario De Bellis ha rigettato l’istanza presentata dall’imputata ex collega del legale deceduto per accedere al processo con rito immediato. La difesa Felicani ha quindi presentato ricorso in Cassazione contro l’ordinanza di rigetto. Il provvedimento impugnato, secondo la difesa Feliciani risulterebbe «illegittimo in quanto viziato da violazione di legge per abnormità». In primis - spiegano i legali della Feliciani, il professor Luigi Alibrandi e l’avvocato Valentina Antonini, perchè travalica i poteri del gup, e in secondo luogo perchè viola un diritto insindacabile garantito dal legislatore secondo cui l’imputato ha facoltà di rinunciare all’udienza preliminare e chiedere il rito celere. Se la Cassazione accoglie il ricorso l’udienza preliminare sarebbe nulla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa