Il Tirreno

«Rischio idraulico, ora basta rimandare»

«Rischio idraulico, ora basta rimandare»

Faggioni, vicesindaco nella giunta Fazzi Contigli: il tema non è né di destra né di sinistra ma va risolto

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CARRARA. «La recente alluvione a Livorno propone ancora una volta il tema del rischio idraulico sul territorio carrariese»: lo scrive in una nota l’ingegner Giovanni Faggioni, vicesindaco nella giusta Fazzi Contigli.

«E’ un tema che non è né di destra né di sinistra, bensì un tema su cui misurare la sensibilità, di quanti si occupano della res publica, verso temi che attengono il “bene comune”, termine purtroppo inflazionato. E’ ormai evidente - prosegue che tutto il settore dell’alto Tirreno va soggetto a pesanti burrasche potenzialmente devastanti, soprattutto laddove la nostra imprevidenza ci ha portato a scelte sbagliate. La regione Toscana commissionò al professor Seminara un accurato studio sul tema inerente il nostro comune. La relazione venne presentata alla presenza di un folto pubblico nella sala della Fiera a Marina di Carrara. Si evidenziavano i problemi dalla cattiva gestione della montagna giù fino alla foce del Carrione, passando per quell’autentico imbuto del centro di Carrara dove confluiscono tutti i canali che scendono dall’alpe sovrastante». «Non solo i problemi - prosegue - ma si suggerivano anche le eventuali soluzioni, tutte difficili e costose ma comunque fattibili e urgenti. Oltre agli indifferibili interventi sul monte, si enucleava come tema fondamentale la necessità di evitare la contemporaneità dell’afflusso su Carrara delle masse d’acqua confluenti dai vari canali. Si proponevano briglie capaci di ritardare tale afflusso scaglionandolo opportunamente, assieme ad un tunnel scolmatore complementare per far fronte sino al famigerato evento duecentennale. Da parte di altri si proponeva la ripulitura dei ravaneti ritenendoli capaci essi stessi di agire come spugne assorbenti che rilascerebbero più lentamente le acque». «Ognuno può formarsi la propria convinzione in merito ed io propendo per la soluzione Seminara, ma non è questo il punto. Occorre operare per far vagliare scientificamente le varie proposte e decidere di conseguenza, rinunciando all’ennesimo gioco dello scarica-barile delle responsabilità. Che fa l’amministrazione comunale? Credo sia una domanda lecita da parte di ogni cittadino, stante anche la sensibilità dimostrata o quanto meno dichiarata a livello nazionale ed europeo sui temi della sicurezza, che fa supporre una qualche disponibilità a finanziare le opere necessarie - conclude Faggioni - Non è indispensabile far tutto assieme. Si può iniziare dal ripristinare la fruibilità di vie d’acqua oggi cementate proseguendo con delle prime briglie comunque opportune ed utili fino a completare l’intero programma di lavori. Già durante la recente campagna elettorale comunale ero rimasto sfavorevolmente impressionato dallo scarso rilievo in genere attribuito a questi temi, ma ora mi pare assolutamente improcrastinabile porli in primo piano».

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