Il Tirreno

Grida e giochi dei bimbi durante il concerto

Per due volte i musicisti del gruppo di Mauro Pagani hanno smesso di suonare L’indignazione di Lorenzo Baglioni del Centro commerciale naturale

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CARRARA. Gavettoni, grida e giochi invadenti fatti da un gruppetto di bambini direttamente sotto il palco di piazza Alberica, proprio mentre si esibisce il polistrumentista Mauro Pagani, in città giovedì sera come ospite di Con-vivere. Il tutto sotto gli occhi dei loro genitori. Una situazione particolarmente rumorosa e agitata, tanto che gli stessi artisti hanno smesso di suonare, si sono alzati e diretti verso il retro del palco chiedendo due volte, in due diversi momenti, "per cortesia" un po' di silenzio. Ma niente, i circa 15 bambini hanno continuato a giocare indisturbati, ma disturbando chi invece al concerto era interessato. La circostanza è stata segnalata da Lorenzo Baglioni, presidente del Centro commerciale naturale di Carrara: «I genitori dei ragazzini non sono intervenuti nemmeno dopo che alcuni presenti li hanno ripresi più volte. Nemmeno l'intervento degli agenti di polizia municipale è riuscito a sedare la combriccola o a far muovere anche un solo genitore. I bambini sono bambini e il gioco per loro è la cosa più naturale del mondo, ma ci sono situazioni in cui il gioco diventa motivo di disturbo. Forse se qualche genitore si fosse alzato a spiegare al proprio figlio che per giocare doveva spostarsi da sotto il palco, forse anche gli altri genitori sarebbero intervenuti. Ma niente di tutto questo. I bambini hanno continuato a farsi i gavettoni, rincorrersi, arrampicarsi sulla Beatrice per tutta la durata del concerto. Sotto gli occhi increduli dei moltissimi estimatori di Mauro Pagani». Aggiunge Baglioni, che sull’argomento ha scritto anche un post su Facebook, scatenando polemiche, condivisioni e pareri contrastanti. Ne riportiamo alcune frasi: «Convivere con la maleducazione di decine di bambini con decine di genitori ignoranti e maleducati - scrive Baglioni - che durante il concerto di apertura della manifestazione lasciano liberi i propri piccoli eredi di urlare, fare gavettoni, salire sulle piante, sulla fontana e rincorrersi intorno al palco.Gli artisti si sono fermati e hanno chiesto cortesemente silenzio, altri malcapitati spettatori hanno a loro volta avvicinato i pargoli intimandogli la calma e sono stati seguiti da inequivocabili gesti degli stessi bimbi che indicavano i propri genitali - si legge ancora nel post - sono arrivati i vigili a parlare con i frugoletti per cercare di sedarli... ma niente, ci fosse stato un solo genitore che vedendo i vigili parlare col proprio figlio si fosse destato. Il nulla».

Arrivano i commenti, contrastanti. Ma certo, non un ambiente ideale per chi deve fare musica.

Alessandra Poggi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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