Attenzione
«Sul Lavello denuncio Gaia e Arpat»
MASSA. Stefano Benedetti lancia in resta sulla moria di pesci al lavello. E annuncia una denuncia contro Arpat per omissione di atti d’ufficio e una per ipotesi di disastro ambientale nei confronti...
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Stefano Benedetti lancia in resta sulla moria di pesci al lavello. E annuncia una denuncia contro Arpat per omissione di atti d’ufficio e una per ipotesi di disastro ambientale nei confronti di Gaia. Nonostante la smentita di Gaia, che dalle analisi fatte dai suoi laboratori esclude ogni responsabilità del depuratore, e Arpat e Asl che spiegano che per i risultati delle analisi fatte occorrerà qualche settimana.
Ma proprio per questo Benedetti attacca e sostiene che c’è stata «carenza di controlli da parte di Arpat. Come mai in presenza di una moria che ha colpito migliaia di pesci non ha eseguito tempestivamente le analisi della acque del Lavello di Marina di Massa?». Secondo il consigliere i controlli a distanza di giorni non sono più utili.
Benedetti sostiene anche che un funzionario del Consorzio di Bonifica, del quale non specifica il nome, che martedì ha effettuato un sopralluogo in zona gli ha rivelato che i dirigenti dello stesso consorzio intendono denunciarlo per essere entrato all’interno dell’area dove c’è la paratia che divide il canale Lavello con il Bozzone.
Benedetti sostiene di «averla trovata divelta e di essere entrato insieme e dopo ai vigili urbani che hanno fotografato i pesci morti che si erano fermati contro la paratia».
Secondo Benedetti inoltre dal depuratore «stanno ancora arrivando i liquami marronie e puzzolenti, per cui ritengo necessario un nuovo sopralluogo tecnico per appurare il problema».
Ma proprio per questo Benedetti attacca e sostiene che c’è stata «carenza di controlli da parte di Arpat. Come mai in presenza di una moria che ha colpito migliaia di pesci non ha eseguito tempestivamente le analisi della acque del Lavello di Marina di Massa?». Secondo il consigliere i controlli a distanza di giorni non sono più utili.
Benedetti sostiene anche che un funzionario del Consorzio di Bonifica, del quale non specifica il nome, che martedì ha effettuato un sopralluogo in zona gli ha rivelato che i dirigenti dello stesso consorzio intendono denunciarlo per essere entrato all’interno dell’area dove c’è la paratia che divide il canale Lavello con il Bozzone.
Benedetti sostiene di «averla trovata divelta e di essere entrato insieme e dopo ai vigili urbani che hanno fotografato i pesci morti che si erano fermati contro la paratia».
Secondo Benedetti inoltre dal depuratore «stanno ancora arrivando i liquami marronie e puzzolenti, per cui ritengo necessario un nuovo sopralluogo tecnico per appurare il problema».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
