Italia
2015, fu un autunno di rapine
In due mesi ripuliti due istituti
Durante le incursioni sequestravano la gente anche per un’ora
1 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Due colpi, 180mila euro totali e festeggiamenti in grande stile. Questo il resoconto di quanto fatto dalla banda dei siciliani durante l’ottobre-novembre del 2015. Il 2 ottobre di quell’anno entrarono nella filiale della Ubi in viale Galilei e in cinquanta minuti portarono via tutto, sequestrando per tutto il tempo 12 persone. A un anziano che voleva depositare la pensione hanno lasciato tutti i soldi («tienili tu, noi vogliamo quelli della banca»), a una signora hanno permesso di sedersi perché stava per avere una crisi di pianto. Hanno sequestrato a tutti i telefonini, li hanno chiusi in uno stanzino e poi sono spariti nel nulla.
Passa un mese, poco più, e il 19 novembre il trio si ripresenta; stavolta in zona porto, alla Cassa di Pistoia e Lucchesia. Di nuovo a volto scoperto, si sono avvicinati alle casse e taglierini alla mano si sono fatti consegnare tutti i soldi. Un colpo veloce stavolta, approfittando della poca clientela. I carabinieri hanno messo in correlazione i due colpi e sono arrivati ad arrestare i tre colpevoli.
Passa un mese, poco più, e il 19 novembre il trio si ripresenta; stavolta in zona porto, alla Cassa di Pistoia e Lucchesia. Di nuovo a volto scoperto, si sono avvicinati alle casse e taglierini alla mano si sono fatti consegnare tutti i soldi. Un colpo veloce stavolta, approfittando della poca clientela. I carabinieri hanno messo in correlazione i due colpi e sono arrivati ad arrestare i tre colpevoli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
