Il Tirreno

E' tornato a casa il cane Boris: «Io e lui inseparabili, finalmente è con me»

Manuela D'Angelo
E' tornato a casa il cane Boris: «Io e lui inseparabili, finalmente è con me»

Parla Daniela Rivieri, assolta lo scorso luglio dall’accusa di maltrattamenti. «Ma ho dovuto aspettare fino al 16 agosto prima di riaverlo qui con me»

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MASSA. Boris, il Bull Terrier finito suo malgrado sotto processo per stabilire chi dovesse essere il suo padrone, da circa due settimane è a casa, con Daniela Rivieri, assolta in primo grado dall’accusa di maltrattamento nei suoi confronti, lo scorso 28 luglio. Boris è tornato a casa il 16 agosto, prima non era stato possibile, racconta Daniela Rivieri: «Aveva vissuto troppo a lungo lontano da me, in un canile, sballottato da una parte all’altra, pieno di medicine per far guarire la sua dermatite. Lo vedevo agitato e impaurito, e così venire subito a casa con me sarebbe stato un altro cambiamento troppo improvviso e traumatico per lui. Allora abbiamo cercato di fare le cose gradatamente».

Con l’aiuto di un educatore, Boris, dopo qualche incontro protetto, ha ritrovato la fiducia nell’ex padrona, a cui era stato sottratto per presunti maltrattamenti domestici. Dopo un lungo processo, durante il quale Boris ha vissuto al canile rifugio di Montepepe, con la Lega del cane che si era costituita parte civile, la sentenza in favore della padrona Daniela Rivieri ha permesso al cane di tornare nella sua vecchia casa. Non dorme più nella cuccia, con paglia e materassino, che fu motivo di scontro in Tribunale, ma in una vera e propria depandance di legno, con terrazzino, ristrutturata per lui nel giardino di casa.

Le cure sono ancora quelle che i veterinari gli avevano prescritto quando viveva a Montepepe: «Le sto seguendo alla lettera- racconta la Rivieri-; sono costosissime ed è pieno di cortisone; ha sempre una gran fame e vorrei saziarlo di più, ma devo attenermi alla dieta prescritta. Però- continua- sono in programma una serie di nuove analisi per trovargli una cura specifica. Lo sta seguendo una specialista dottoressa di Luni». Anche i rapporti con la Lega del cane sembrano migliorati, in questi giorni, proprio per il bene dell'animale, conteso tra troppi padroni. Anche la sua ex tutrice, Alessandra Margara, ha potuto vederlo nei giorni scorsi accompagnato a Marina di Massa dalla Rivieri. «Sono certa che Boris sia stato trattato bene anche da loro, ma mettere in dubbio che io lo potessi maltrattare è un fatto che non perdonerò». Daniela Rivieri racconta di essere riuscita subito ad instaurare un buonissimo rapporto con Boris, a cui è ricresciuto il pelo, e che non sente più prurito, quindi non si sfrega contro gli oggetti e non si ferisce più.

«Lo porto in giro per la città- racconta- e tutti lo riconoscono; ora mi lecca, mi cerca, siamo inseparabili e per lui sto organizzando una grande festa». Dell’appello, qualora la Lega del cane decidesse di procedere, se ne parlerà tra qualche anno e intanto Boris potrà trascorrere l’ultima fase della sua vita (è un po’ vecchietto) con la donna che lo ha salvato dalla strada, quando il suo primo padrone, un senza tetto, morì lasciandolo al suo destino.


 

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