Il Tirreno

la battaglia continua 

Oggi sit in dei No Costa in piazza

“Vogliamo i collaudi delle vasche o la chiusura della ditta” 

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AULLA. Quella fetta di popolazione albianese che si batte contro la ditta Costa stamani - alle 10 - torna in piazza con un sit in di fronte al palazzo comunale di Aulla. A determinare la decisione di tornare in strada dei No Costa il fatto che non avrebbero ancora ricevuto, da parte degli uffici comunali preposti, i collaudi delle vasche di captazione delle acque della ditta Costa.

“I No Costa vogliono i collaudi delle vasche o la chiusura di Costa“. Questo lo slogan scelto dai No Costa amplificato dalle parole spesso urlate nel suo inseparabile megafono dal leader Walter Moretti, il quale torna a tuonare: «I collaudi o ci sono o non ci sono. Siamo davvero stanchi di essere presi in giro». Insomma, un ritorno in grande stile per i No Costa, i quali avevano anche discusso, pochi giorni fa, della eventualità di richiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla ormai famosa questione dell’articolo 49 del regolamento urbanistico, di cui i No Costa chiedono l’annullamento, e sulla presenza o meno dei documenti che attestino il collaudo delle vasche di captazione delle acque della ditta Costa.

«Non si sa se esista quella documentazione, il Comune ci ha assicurato che lo verificherà a stretto giro di posta. In compenso, ad esistere è la puzza che continua ad ammorbare l’aria ad Albiano», aveva sostenuto Moretti. Perché la puzza sarebbe tornata a turbare le giornate degli albianesi e sarebbe più o meno forte a seconda di come gira il vento. Un ritorno certamente non gradito. Da qui la domanda che era stata rivolta agli amministratori comunali dalle pagine web di “Uniti per Albiano“, il blog su internet dei No Costa: “Ma voi il cattivo odore non lo sentite? Avete il naso, venite a rendervene conto di persona. E il rumore dello scarico del vetro? Avete orecchie, venite all’alba, quando ancora la maggioranza del paese dorme”.

E in merito alle recenti aperture di Silvia Costa, figlia del patron Mauro, sulla futura delocalizzazione dell’azienda di famiglia, a patto però che l’impresa ottenga un’autorizzazione all’esercizio almeno decennale, la diffidenza di Moretti è massima: «Da troppi anni ne sentiamo parlare e non se ne è fatto nulla. Datemi un buon motivo per cui dovremmo fidarci adesso».

Gianluca Uberti

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