Sicurezza
Il degrado all’Ugo Pisa la tristezza di una pineta
di Luca Signorini
Viaggio nel parco dell’ex colonia alla Partaccia. Sensazione di abbandono e di poca cura per i 140.000 metri quadrati dell’area verde a un passo dal mare
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Certo che tenere in ordine un parco di quelle dimensioni non deve essere così facile. In tutto 140.000 metri quadrati. Un gruppo di pensionati volontari ci prova anche, per quello che può. E lo spazio dove di solito questi anziani stazionano in effetti appare pulito (e c’è pure un cartello che lo indica).
Ma passeggiando per il mega giardino dell’ex colonia Ugo Pisa ciò che si avverte è una sensazione di abbandono. E il posto sarebbe anche frequentato: c’è chi fa jogging, chi si aggira con il proprio cane. Nel percorso ginnico - che nelle intenzioni sarebbe una palestra a cielo aperto, e gratuita, per i cultori della forma fisica - qualche attrezzatura non si trova, oppure è rovinata, e alcuni cartelli informativi sono stati rimossi.
A un passo c’è il mare, la Torre Fiat, via delle Pinete, gli stabilimenti balneari. Il percorso principale è presentabile, i vialetti sono visibili. Ma nella boscaglia confinante con la recizione - soprattutto lato mare - c’è un po’ di tutto. Persino una vecchia bicicletta annerita, lasciata lì a marcire, senza ruote, senza sellino, senza manubrio. Qualche transenna, tavole sparse, sedie e tavolini di plastica. Quindi i rifiuti, alcuni cestini stracolmi. Bottiglie di plastica, lattine, vetro, cartacce, escrementi, scarti di cibo.
Funzionano i bagni pubblici, e sono puliti. Nell’altro stabile al centro del parco sembra esserci un magazzino. Le mura sono imbrattate da scritte a bomboletta. Il campo da baseball è una spianata che soffre tremendamente sotto il sole. La tribuna prefabbricata in ferro è avvolta dalla vegetazione: agli spettatori servirebbero scarponcini da trekking per farsi largo sulle gradinate tra le sterpaglie incolte. Intorno ci sono strutture che soffrono di incuria e poca cura. Passa un signore affaticato dalla corsetta mattutina.
Quindi l’edificio dell’ex colonia. Mura esterne grigie, ammaccate, decadenti. Si salva a fatica la parte che si affaccia sul mare: qualcuno ci abita, e ci sono le sedi del Centro sub Alto Tirreno, del circolo della vela, dei radioamatori della provincia. Per ristrutturarla come si deve sono richiesti 200.000 euro. È invece completamente abbandonata la porzione lato parco. Sprangata, chiusa, pericolante. Travi in legno circondano le facciate che mettono tristezza. E si ritorna ai pensionati: loro hanno chiesto e ottenuto l’utilizzo di una stanza come magazzino. Dentro ci sono tavoli e sedie, e qualche mazzo di carte.
Eppure qui una volta - in questa colonia realizzata tra il 1913 e il 1914 con fondi di Luigi Pisa in omaggio al padre senatore Ugo - era tutto un brulicare di ragazzini. Adesso mette tristezza. E ci sarebbe il progetto di riconvertire i volumi dell’ex colonia a convitto del vicino istituto alberghiero di Marina (che vede iscritto circa il 30% di studenti da fuori territorio). A inizio agosto la firma del protocollo d’intesa tra il presidente della Regione Enrico Rossi, il presidente della Provincia di Massa-Carrara Gianni Lorenzetti, il sindaco di Massa Alessandro Volpi e la dirigente scolastica del "G. Minuto" Maria Ramunno. Costo dell’operazione 1 milione e 100.000 euro: 800.000 da Firenze e 300.000 dalla Provincia. Al Comune, che cederà in convenzione i locali, il compito di effettuare le indagini statiche e sismiche della struttura, oltre alla realizzazione del progetto definitivo. Partenza del dormitorio studenti all’ex Ugo Pisa nell’anno scolastico 2018/2019.
Il progetto andrebbe a recuperare un’area che da risorsa sta diventando scempio.
Ma passeggiando per il mega giardino dell’ex colonia Ugo Pisa ciò che si avverte è una sensazione di abbandono. E il posto sarebbe anche frequentato: c’è chi fa jogging, chi si aggira con il proprio cane. Nel percorso ginnico - che nelle intenzioni sarebbe una palestra a cielo aperto, e gratuita, per i cultori della forma fisica - qualche attrezzatura non si trova, oppure è rovinata, e alcuni cartelli informativi sono stati rimossi.
A un passo c’è il mare, la Torre Fiat, via delle Pinete, gli stabilimenti balneari. Il percorso principale è presentabile, i vialetti sono visibili. Ma nella boscaglia confinante con la recizione - soprattutto lato mare - c’è un po’ di tutto. Persino una vecchia bicicletta annerita, lasciata lì a marcire, senza ruote, senza sellino, senza manubrio. Qualche transenna, tavole sparse, sedie e tavolini di plastica. Quindi i rifiuti, alcuni cestini stracolmi. Bottiglie di plastica, lattine, vetro, cartacce, escrementi, scarti di cibo.
Funzionano i bagni pubblici, e sono puliti. Nell’altro stabile al centro del parco sembra esserci un magazzino. Le mura sono imbrattate da scritte a bomboletta. Il campo da baseball è una spianata che soffre tremendamente sotto il sole. La tribuna prefabbricata in ferro è avvolta dalla vegetazione: agli spettatori servirebbero scarponcini da trekking per farsi largo sulle gradinate tra le sterpaglie incolte. Intorno ci sono strutture che soffrono di incuria e poca cura. Passa un signore affaticato dalla corsetta mattutina.
Quindi l’edificio dell’ex colonia. Mura esterne grigie, ammaccate, decadenti. Si salva a fatica la parte che si affaccia sul mare: qualcuno ci abita, e ci sono le sedi del Centro sub Alto Tirreno, del circolo della vela, dei radioamatori della provincia. Per ristrutturarla come si deve sono richiesti 200.000 euro. È invece completamente abbandonata la porzione lato parco. Sprangata, chiusa, pericolante. Travi in legno circondano le facciate che mettono tristezza. E si ritorna ai pensionati: loro hanno chiesto e ottenuto l’utilizzo di una stanza come magazzino. Dentro ci sono tavoli e sedie, e qualche mazzo di carte.
Eppure qui una volta - in questa colonia realizzata tra il 1913 e il 1914 con fondi di Luigi Pisa in omaggio al padre senatore Ugo - era tutto un brulicare di ragazzini. Adesso mette tristezza. E ci sarebbe il progetto di riconvertire i volumi dell’ex colonia a convitto del vicino istituto alberghiero di Marina (che vede iscritto circa il 30% di studenti da fuori territorio). A inizio agosto la firma del protocollo d’intesa tra il presidente della Regione Enrico Rossi, il presidente della Provincia di Massa-Carrara Gianni Lorenzetti, il sindaco di Massa Alessandro Volpi e la dirigente scolastica del "G. Minuto" Maria Ramunno. Costo dell’operazione 1 milione e 100.000 euro: 800.000 da Firenze e 300.000 dalla Provincia. Al Comune, che cederà in convenzione i locali, il compito di effettuare le indagini statiche e sismiche della struttura, oltre alla realizzazione del progetto definitivo. Partenza del dormitorio studenti all’ex Ugo Pisa nell’anno scolastico 2018/2019.
Il progetto andrebbe a recuperare un’area che da risorsa sta diventando scempio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
