Il Tirreno

Coppia di fidanzati aggrediti e picchiati in centro a Marina

Coppia di fidanzati aggrediti e picchiati in centro a Marina

Scene da "Arancia Meccanica" in via Genova, alle 23 Due gli aggressori, senza motivo, poi l’arrivo della polizia

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MARINA DI CARRARA. Aggrediti e picchiati. Raffiche di pugni in faccia e in testa. Senza un motivo, solo un'esplosione di violenza. In pieno centro a Marina poco dopo le 11 di sabato sera, un sabato sera di fine estate con ancora tanta gente a spasso per la zona pedonale.

A raccontare l’episodio è la ventiduenne vittima dell'aggressione che è ancora sotto choc e preferisce non vedere pubblicato sul giornale nome e cognome per proteggere la sua privacy, una scelta che noi rispettiamo e condividiamo. «Con il mio ragazzo - racconta, ancora scossa e dolorante - eravamo stati alla festa della birra ma eravamo venuti via presto per passare dal centro di Marina - prosegue la giovane concittadina - avevo voglia di una crepes e siamo andati al locale di via Genova. Ero qualche passo avanti, quando mi sono girata per chiedere al mio ragazzo cosa volesse e ho visto che era stato avvicinato da due ragazzi che imprecavano in una lingua straniera e lo colpivano con pugni in testa. Per qualche istante sono rimasta paralizzata nel vedere quella scena terribile poi ho cercato di allontanarlo da quelle furie. Allora hanno colpito anche me, in faccia, e mi hanno tirato i capelli. Era un incubo. Per fortuna qualcuno ha chiamato le forze dell'ordine. Sono arrivate subito tre macchine: io ho riconosciuto i due aggressori che avevano subito abbassato i toni e parlavano in italiano. «Ce la siamo vista brutta - conclude - il mio ragazzo ha rimediato un occho nero io ho un dolore fortissimo al volto. È stato davvero terribile».

Una vicenda inquietante, che riporta d’attualità il problema della sicurezza. In questo caso, il pronto intervento delle forze dell’ordine ha evitato peggiori conseguenze. Una esplosione di violenza che poteva avere conseguenze assai peggiori. Sul caso, gli inquirenti sono al lavoro. Il caso ricorda un po’ “Arancia Meccanica”, il purtroppo profetico film di Stanley Kubrick sulla violenza fine a se stessa. Questi due aggressori sono un po’ più grandi dei ragazzi delle baby gang di cui parliamo sotto, ma l’impressione è che alla base le motivazioni siano le stesse: picchiare, o danneggiare, tanto per fare qualcosa. Ed è sconvolgente.
 

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