Il Tirreno

Rogo di via Becchiera a Carrara: "Siamo vivi per miracolo"

Rogo di via Becchiera a Carrara: "Siamo vivi per miracolo"

La signora Anna abita a fianco dell’appartamento distrutto: "Ho visto filtrare il fumo, ho urlato e preso i figli che dormivano"

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CARRARA. «Se siamo ancora tutti vivi è un miracolo»: la signora Anna  Esposito è la vicina di casa di Stefania Guarracino, l’inquilina assegnataria a cui hanno distrutto l’appartamento. È ancora sotto choc: «Non abbiamo più chiuso occhio. Saranno state le 4 e un quarto, quando da sotto la porta ho visto entrare del fumo, acre. Eravamo nel soppalco, questione di un attimo: ho svegliato tutti, ho iniziato a urlare, ho preso al volo dai cassetti qualcosa per coprirci perché faceva freddo e con i miei bambini siamo scesi giù. Il fumo aveva già invaso tutto il corridoio, non oso pensare cosa sarebbe successo se il signor Stefano Dadà, del piano di sopra, come poi ho saputo, non se ne fosse accorto prima. Quando mi sono svegliata io di soprassalto, lui aveva già iniziato a dare l’allarme ai vigili del fuoco, quelli del piano di sopra sono usciti, solo quelli dell’ultimo piano sono rimasti bloccati, ma l’arrivo tempestivo dei vigili del fuoco ha impedito che le fiamme aggredissero tutto il palazzo. Una cosa spaventosa. Qui - prosegue tutto d’un fiato, raggiunta mentre parla da altri inquilini, che annuiscono - siamo tutte giovani coppie, abbiamo tutti bambini. Rischiavano di restare soffocati dal fumo, se non tutti ustionati dalle fiamme. Abbiamo avuto paura per noi e per i nostri bambini. Fuori faceva freddo e io per me non avevo preso quasi niente, ho chiesto a un vigile del fuoco e lui mi ha prestato il suo giaccone, era grosso e impregnato di fumo, ma almeno non mi sono presa un accidente. Solo alle 7,30, quando finalmente hanno fatto i controlli e visto che le fiamme avevano distrutto solo l’appartamento a fianco, e annerito i corridoi, ci hanno permesso di rientrare. Ma chi ha dormito? Nessuno».

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Nello stabile dell’ex Paretra sono stati ricavati dieci appartamenti, ne resta da assegnare solo uno. Ci vivono oltre 30 persone, molti bambini: un ritardo di qualche minuto, e sarebbe stata una strage. Le fiamme, a quanto sembra, sono state appiccate in tre punti, nelle due camere dell’appartamento e alla porta dell’appartamento della signora Stefania, che si trova proprio vicino alle scale e quindi, se le fiamme avesser preso ancora più vigore, avrebbero intrappolato tutti. Un vero attentato.

«Avessi avuto il sonno più pesante, o se Dadà non avesse avvertito i vigili del fuoco, morivamo tutti. Le fiamme hanno trovato un primo sfogo fuori dalle finestre che danno sul fiume, erano impressionanti. Siamo tutti sotto choc».I vigili del fuoco - siamo a metà mattina - sono ancora a fare bonifica. La porta è tutta annerita, dentro non si può entrare. Una signora si avvicina: «La signora Stefania ha lasciato parcheggiata qui la sua auto... Ora abbiamo paura che diano fuoco anche a quella...»

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di Redazione web