Sicurezza
Carrara, cresce bene la Cooperativa dei giovani scultori
Festa di inaugurazione con tanti artisti e buone prospettive. «Dal licenziamento alla rinascita, Carrara può offrire molto»
CARRARA. Umiltà è la parola d’ordine che ha continuato a ripetere Diego Zampolini nello spiegare cosa sia successo dal dicembre scorso, quando, insieme con i suoi compagni Andrea Franceschi, Riccardo Barsottini e Raffaele Bruzzi, freschi di licenziamento dagli storici Studi Nicoli, avevano costituito la Cooperativa Scultori di Carrara, fino ad oggi, alla festa di inaugurazione di venerdì scorso, colma di ospiti importanti e di scultori di fama internazionale.
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Una cooperativa che ha scelto come presidente il più giovane dei 4 soci, Andrea e che è nata, come ama ricordare Diego, grazie allo sforzo congiunto sia della Cgil, sia di Giulio Pegollo, presidente della cooperativa Canalgrande, che insieme alle altre 2 cooperative di Gioia e Lorano hanno fornito le attrezzature ai ragazzi: «Non finiremo mai di ringraziare Giulio Pegollo senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile-ha detto Diego guardando sfilare davanti a sé gli scultori internazionali tra i più rinomati e conosciuti, intenti a osservare le opere in lavorazione della cooperativa messe in mostra, e proseguendo-in questi mesi abbiamo avuto un passaparola nell’ambiente tale che io all’inizio non pensavo neanche che le cose potessero mettersi così bene». Adesso i ragazzi hanno progetti importanti, vogliono riportare a Carrara le maestranze del marmo, vorrebbero allargarsi e magari, quando la situazione si sarà ulteriormente stabilizzata, assumere giovani a cui tramandare il mestiere. «Per prima cosa però vorremmo riportare gli scultori che sono andati via da Carrara perché l’artista qua ritrovi il punto di riferimento che in questi anni ha perso» ha precisato Diego. E la risposta degli scultori sembra esserci, a giudicare dalle parole di soddisfazione degli scultori presenti che potrebbero presto accodarsi alla celebre scultrice russa Aidan Salakhova, la quale innamoratasi del modo di lavorare dei quattro ragazzi, li ha voluti seguire dopo il loro licenziamento. E la stessa percezione circa la sensibilità dei 4 ragazzi, l’ha avuta anche un’altra importante scultrice presente all’inaugurazione: Valerie Honnart, scultrice parigina: «I ragazzi sono capaci di tradurre un’emozione, non solo la forma ed è una cosa molto bella. Sicuramente quando ne avrò la possibilità, chiederò loro di collaborare con me» ha affermato. E c’è anche Vighen Avetiser, scultore di origini armene che di recente ha venduto la sua opera Sentimento a Ren Zhengfei fondatore di Huawei. Lui ha raccontato di essere rimasto attratto da Carrara quando, durante un viaggio che dalla Francia lo portava a Roma, vide il cartello per Carrara e capì che doveva venire a vedere le cave. Successivamente Vighen Avetis tornò a Carrara l’anno dopo, per cercare lavoro in qualche laboratorio: fu allora che Carlo Nicoli gli disse di essere forse intenzionato ad assumerlo: «Quella chiamata non arrivò mai ma io qualche anno dopo ottenni una commissione talmente importante che contattai gli Studi Nicoli per farmi aiutare a scolpire la mia opera e praticamente tutti i suoi artigiani furono impegnati nella sua realizzazione. E’ così che ho iniziato a collaborare con Carrara e sicuramente adesso continuerò la collaborazione con la città attraverso Diego e gli altri ragazzi, perché questo è uno spazio sano che a Carrara mancava e che rappresenta un nuovo respiro per gli scultori» ha commentato convinto lo scultore. Anche la scultrice Maki Nakamura, qua a Carrara dal 1968 appositamente per lavorare il marmo e che già collabora con diversi laboratori carraresi come Nicoli, Sgf a Torano e Telara, ha parole di incoraggiamento: «Sono contenta per Carrara perché mancava uno spazio così, se apriranno altri studi come questo, Carrara potrà diventare una città dove l’arte può vivere veramente».
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Un altro scultore illustre presente, Luciano Massari, nelle vesti di scultore, amico e Direttore dell’Accademia, ha ricordato l’aiuto che un laboratorio come questo potrà dare agli studenti sempre alla ricerca di uno spazio dove fare pratica. Ciliegina sulla torta di questo successo sarà il film di Sky Michelangelo-infinito con Enrico Lo Verso, che stanno girando in questi giorni a Carrara presso la cava Crestola presso il bacino di Torano, per il quale la cooperativa ha scolpito il Fauno, una delle prime opere di Michelangelo e soprattutto per il quale Diego presterà le mani che diventeranno, nel film, le mani del Maestro: «Lunedì dovrò andare a Roma-ha raccontato Diego, come scriviamo anche in altra pagina- per girare la scena in cui Michelangelo, punzecchiato da Lorenzo il Magnifico e colto da un impulso di rabbia, colpisce i denti del fauno correggendo in un solo colpo l’opera secondo il suggerimento scherzoso del nobile fiorentino, che osservava come un vecchio non potesse avere la dentatura perfetta: anch’io dovrò con un colpo solo staccare i denti davanti del fauno».
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