Il Tirreno

Bollini per i condizionatori: occhio, arriva la stangata

di Luca Signorini
Bollini per i condizionatori: occhio, arriva la stangata

Campagna di comunicazione aggressiva dell’azienda pubblica Sevas Controlli che opera a Massa. Senza autocertificazione le ispezioni sono a pagamento

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MASSA. «Forse abbiamo esagerato, è una specie di spauracchio, ma ci siamo sentiti dire spesso: noi questa cosa non la sapevamo. E, come si dice, in casi simili meglio avere paura che toccarne».

Messaggi del tipo: “Si ricorda che da marzo 2018 Sevas Controlli svolgerà ispezioni anche su condizionatori con potenza maggiore a 12 chilowatt, pertanto si invitano tutti i cittadini ad autocertificare (in maiuscolo, ndr) anche questo tipo di impianti fin da ora. In caso di impianto non autocertificato (ancora in lettere maiuscole, ndr) l’ispezione sarà a pagamento (sottolineato, ndr)”.

Sono manifesti pubblicitari, locandine, inserzioni varie. Dove in evidenza ci sono le tariffe: per condizionatori con potenza da 12 a 35 chilowatt il bollino di autocertificazione è pari a 10 euro, mentre il costo dell’ispezione arriva a 80; per condizionatori da 35 a 100 kw 12 euro in tutto il bollino, si sale a 120 per l’ispezione; infine condizionatori oltre i 100 kw, 20 euro costa il bollino, e 180 il controllo obbligatorio di Sevas. L’azienda pubblica ha sede centrale a Lucca e lavora anche a Viareggio e nel solo comune di Massa (a Carrara, Montignoso e in Lunigiana della questione se ne occupa l’Eams, come stabilito da Firenze).

Ci sono i soldi di mezzo, d’accordo, ma una comunicazione così aggressiva non è passata inosservata. E si ripete per le caldaie. Non fa difetto certo la chiarezza, anche troppa. In un altro manifesto si legge: “Il regolamento regionale impone a Sevas Controlli l’accertamento dei rapporti di controllo di efficienza energetica pervenuti e la richiesta di eventuali adeguamenti tecnici e/o documentali. Sevas Controlli invia ai responsabili degli impianti e, se necessario ai manutentori, una notifica della non conformità rilevate sugli Rcee e richiede una comunicazione formale di avvenuto adeguamento entro un termine stabilito. Qualora il responsabile (o il manutentore) non riesca a rispettare la scadenza indicata può fare richiesta scritta di proroga (fatto salvo per le non – in maiuscolo, ndr – conformità rilevanti per la sicurezza, su cui non si può derogare). In mancanza di comunicazione da parte del responsabile dell’avvenuto adeguamento, Sevas Controlli effettuerà un’ispezione a pagamento”.

Cittadini avvertiti con una campagna informativa che in alcuni passaggi è quasi minacciosa. Spiega Primo Riscossa, direttore di Sevas: “Se tutti si autocertificano la cosa è indolore, e tra l’altro il costo dei bollini non è trascendentale. Noi cerchiamo di avvisare tempestivamente sulle conseguenze, perché comprendiamo che la spesa per l’ispezione sia qualcosa di seccante”.

L’accertamento sugli impianti termici non in regola con la disposizione regionale non risparmia alcuno, mentre quello sugli split è rivolto in special modo a banche, uffici, locali e ristoranti. Insomma, al terziario e commerciale. «Tocca le abitazioni solo se sono presenti tanti condizionatori collegati a un solo sistema di controllo (una centralina, ndr) – sottolinea Riscossa – chi ha un solo split con il suo telecomando non è soggetto né al bollino né all’ispezione”.

È in sostanza una nuova gabella (cioè il bollino) e se sei moroso il conto diventa parecchio più salato (vedi a quanto ammonta in denaro l’ispezione). Sevas, con pochissimi giri di parole, lo ha reso noto con anticipo. Per non sentirsi dire: io non lo sapevo.

 

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