Il Tirreno

Urla “Allah Akbar”, arrestato in spiaggia

di Libero Red Dolce
Urla “Allah Akbar”, arrestato in spiaggia

Aveva precedenti per spaccio e ora è in carcere. Clandestino, sarà espulso alla fine della pena

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CARRARA. «Allah akbar, Allah akbar», due volte, al culmine della rabbia e dopo una tempesta di parole meno comprensibili in arabo. Poi l’urlo rabbioso, che congela chiunque nei dintorni del Campo Scuola a Marina di Carrara. Hanno temuto che a quella scarica di rabbia potesse seguire altro. Ma l’uomo, uno straniero uscito di casa, aveva cominciato a inveire contro chiunque gli capitasse a tiro senza una logica.

Lo hanno visto uscire di mattina da casa sua, a pochi passi dal Campo Scuola. Già alterato, già vociante. Urlava contro tutti, sembrava avesse litigato con qualcuno, racconta chi ha assistito alla scena. Poi però la sua rabbia solitaria si è diffusa e ha preso di mira i passanti.

Si è diretto verso chi, per una passeggiata o un allenamento, era nei paraggi. Ha cominciato a inveire contro chiunque gli venisse a tiro. Ha puntato un ragazzo che si allenava e a quel punto, dall’incomprensibile miscuglio di parole in arabo, tanti hanno afferrato quegli “Allah akbar”. Tra mito e realtà, una delle frasi che hanno caratterizzato alcuni gli ultimi attentati terroristi di matrice islamica.

Ma l’uomo più che un terrorista era un esagitato. Dopo averlo urlato, si è diretto verso due donne che attraversavano e ancora: “Allah Akbar”. Poi un balzo in strada in strada, sdraiandosi tra le macchine a farsi investire. E per poco non ci è riuscito, sedendosi in mezzo al traffico. Nel frattempo tante telefonate arrivavano al centralino della polizia.

L’uomo si è allontanato verso il lungomare, in direzione Marinella di Sarzana. La polizia si è messa sulle sue tracce ma per un po’ di tempo sembrava scomparso.

Una rete di sei pattuglie gli ha dato la caccia, cercando di chiuderlo in un’area. Lo segnalano a Marina sulla spiaggia. Gli agenti intervengono e lui prova a resistere all’arresto. Lotta a mani nude, ma viene arrestato.

Identificato, si tratta di un marocchino, da dieci anni noto alle forze di polizia per precedenti di spaccio. Su di lui pende un ordine di arresto della procura di Milano, sempre per reati inerenti il mondo degli stupefacenti. Si spacciava per algerino o tunisino, molte identità ma senza documenti. Agli arresti, sarà espatriato alla fine del periodo di carcerazione. La polizia sta effettuando un surplus d’indagini per verificare l’eventuale pista della radicalizzazione. Ma quello che è più probabile è che si tratti di un esaltato, dalla carriera criminale fiorente ma senza legami con il terrorismo.

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