Sicurezza
«Rinviamo gli agri marmiferi»
L'intervista al sindaco di Carrara De Pasquale verso la boa dei 100 giorni. «Sulle scuole verifica della sicurezza tutta da fare»
CARRARA. Dieci ore di lavoro al giorno, a Palazzo civico, dall’insediamento a oggi. Tutta una serie di emergenze e di “soluzioni a metà” ereditate dalla precedente amministrazione. Tanti week end dedicati ai “blitz”, ossia le visite a sorpresa per vedere di persona, senza la fanfara del sindaco, come e se funzionano le cose nel territorio comunale: «L’ultima visita l’ho fatta con la mia famiglia a Fossa Cava e sono rimasto inorridito».
E, infine, una consapevolezza, verso i cento giorni di mandato: «Posso dire che a me i conti non tornano e che quella precedente sia stata una gestione amministrativa piuttosto allegra».
Comincia con queste considerazione la lunga chiacchierata con il sindaco Francesco De Pasquale verso i primi cento giorni dell’amministrazione grillina (per la cifra tonda bisognerà aspettare ottobre) e poco prima dell’inizio di settembre il mese che, da sempre costituisce un po’ quello dei buoni propositi e delle priorità da mettere nella propria agenda. In questo caso si tratta di quella del primo cittadino.
Sindaco una delle prime battaglie era quella per il decoro urbano. Come sta andando?
«Abbiamo cominciato con la rimozione delle auto abbandonate, su cui riceviamo moltissime segnalazioni. Ma c’è una partita molto più ampia da giocare che riguarda la pulizia della città. Su questo stiamo dando parecchie sollecitazioni a Amia a cui abbiamo chiesto un intervento anche qui in Comune: dietro Palazzo civico, infatti, si è creata una sorta di discarica».
E sulla pulizia dei fossi e dei fiumi?
«Vorrei chiarire bene questo punto. La competenza è del Consorzio di Bonifica a cui personalmente ho inviato una lettera proprio nei giorni scorsi. Ma so che già cinque volte è stato sollecitato un intervento, senza fino ad oggi avere alcuna risposta».
Quali sono le emergenze a cui state mettendo mano?
«Direi che ce ne sono davvero tante, anche situazioni che, e posso dire alla luce della mia esperienza come consigliere nella commissione lavori pubblici, credevo davvero fossero già risolte».
«Parlo, ad esempio, della verifica sulla sicurezza dei plessi scolastici: credevo fosse terminata, che fosse tutto a posto. Del resto il presidente della commissione deputata, Luca Barattini ha sempre insistito su questo tema. E invece non è così: si è intervenuto sui casi eclatanti, in quelle scuole dove ci sono stati problemi ai solai. Il resto è tutto da fare».
Un altro grosso nodo da sciogliere è quello del regolamento degli agri marmiferi.
«Con la Regione stiamo cercando di ottenere uno slittamento dei tempi: il regolamento dovrebbe infatti essere approvato entro il 31 ottobre. Ecco, o ce lo facciamo per conto nostro o se vogliamo rendere concreto il percorso di partecipazione voluto dalla Regione stessa abbiamo bisogno di tempo per confrontarci con tutti i osggetti interessati».
E sui beni estimati?
«Ci stiamo lavorando, e la ricognizione, come richiesto dalla Regione è completata. A settembre ci sarà il deposito della memoria del professor Iaria. Stiamo cercando di mettere insieme tutti gli elementi per sostenere, e su questo non ci sono margini di discussione, la natura pubblica di quei beni».
La situazione degli Animosi a oggi qual è?
«Sulla riapertura del teatro siamo moderatamente ottimisti ma, allo stesso tempo, non abbiamo intenzione di forzare i tempi. Una delle soluzioni, per la stagione teatrale, potrebbe essere quindi di cominciare alla sala Garibaldi e poi passare agli Animosi».
Ci racconti i suoi blitz a sorpresa che fanno già tanto discutere.
«In veste di sindaco mi invitano a visitare diverse realtà ma preferisco fare a modo mio e andare di persona, spesso con la mia famiglia visto che lo faccio nel week end, a prendere atto di come siano alcune situazioni. Sono andato, ad esempio, una mattina poco dopo le nove nell’infermeria del soccorso cave a Campocecina: c’era l’ambulanza fuori, dentro due addetti. Era, per fortuna un momento molto calmo e non ci sono stati interventi».
«L’ultima visita a sorpresa è stato nel sito della cava romana, a Fossa Cava - continua - e qui sono rimasto inorridito. Il punto ristoro e il punto informazioni erano chiusi, la balaustra in alcuni tratti pericolante. Quando ne ho parlato con il dirigente dicendogli: ma la situazione a Fossa Cava non era ultimata? Mi sono sentito dare una risposta che purtroppo sto sentendo spesso e cioè ”ci sono dei problemini”».
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