Il Tirreno

LA NOVITA'

Operatori giorno e notte con i migranti

di Luca Signorini
Operatori giorno e notte con i migranti

Lo prevede il bando della Prefettura: «Sono direttive ministeriali, il mediatore culturale a garanzia della sicurezza»

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MASSA-CARRARA. Fa discutere il bando pubblicato in questi giorni dalla Prefettura per l’accoglienza di “cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e della gestione dei servizi connessi”. Questione passata in sordina, ma che potrebbe alimentare parecchie discussioni: la presenza obbligatoria degli operatori, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, nei centri di accoglienza. È una vera e propria novità.

Si legge in proposito all’articolo 2 del bando: “I servizi sono assicurati nell’arco delle 24 ore giornaliere articolate nel servizio diurno e in quello notturno; per ogni turno di lavoro è garantito l’impiego del personale necessario all’espletamento di tutti i servizi secondo criteri di congrua proporzionalità rispetto al numero di ospiti presenti”. In sostanza, le associazioni, le cooperative o i consorzi che decideranno di presentare la propria domanda devono assicurare la presenza giornaliera (e pure in orario notturno) di un proprio operatore abilitato, requisito che nei vecchi bandi non c’era mai stato.

Per le strutture che accolgono fino a 20 migranti si tratta di un operatore il giorno (dalle 8 alle 20) e di uno la notte (dalle 20 alle 8), per i centri da 21 a 50 posti disponibili sono due operatori diurni e uno notturno, per strutture con capienza superiore i numeri chiaramente aumentano (2 ogni 50 ospiti, più uno ogni 20 ospiti o frazione superiore a 10).

Spiega Francesco Montemarano, capo di gabinetto della Prefettura di Massa-Carrara: «La novità segue precise direttive ministeriali, a cui tutte le Prefetture devono attenersi. Con questo requisito inserito c’è l’obiettivo di perfezionare le modalità dell’accoglienza, si tratta di migliorie e accorgimenti per accrescere l’organizzazione, la logistica e la gestione dell’ospitalità dei richiedenti asilo che vengono assegnati al territorio».

Viene escluso che la presenza di un operatore professionale 24 ore su 24 all’interno del centro equivalga a un servizio di sorveglianza e guardianìa. Ancora Montemarano: «Non si tratta di controllare queste persone, che sono libere a patto che rispettino determinate regole fondamentali, ma il mediatore culturale va a garanzia della condizione del migrante e della sua sicurezza. Questa figura professionale appositamente formata servirà per aiutare l’ospite quando si trova in situazioni di difficoltà, quando per esempio ha bisogno di un medico o di un infermiere, e non conosce la nostra lingua e le nostre abitudini».

Il servizio introdotto sarebbe da garantire per le strutture d’accoglienza di livello medio-grande, e non per i piccoli appartamenti autogestiti, dove vengono ospitate intere famiglie o comunque al massimo cinque richiedenti asilo. «Ma non andremo a realizzare mega centri sul territorio», precisa il capo di gabinetto della Prefettura. «Tra l’altro - continua Montemarano - già oggi in alcune strutture il mediatore culturale è sempre presente e dorme insieme ai migranti, dunque è una cosa che già esiste anche se fino ad ora non era contrattualizzata all’interno dei bandi».

Oltre ai turni fissi degli operatori (“che devono essere muniti di tesserino con l’indicazione del ruolo, in modo da essere immediatamente riconoscibili”, evidenzia ancora il testo del recente bando per l’accoglienza), viene indicato che i gestori sono chiamati ad assicurare la presenza di un infermiere e di un medico (entrambe le figure professionali per un’ora a settimana), di un insegnante di lingua italiana (per 6 ore a settimana, che salgono a 24 per centri con oltre 50 persone), di corsi di mediazione linguistica e culturale (18, 36 e 45 ore ogni sette giorni a seconda del numero dei rifugiati ospiti), di sedute per il sostegno socio-psicologico ai migranti (6, 12 e 24 ore) e anche di un servizio di informazione normativa (4, 6 e 12 ore alla settimana).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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