Sicurezza
Coltelli in vendita, polemica sicurezza alla Festa della Birra
di Cinzia Chiappini
Fa discutere uno stand di lame e katane a Tutti in Fiera. Il titolare: ma quel che vendiamo non può essere aperto qui
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MARINA DI CARRARA. Ha partecipato alle ultime 15 edizioni di Tutti in Fiera. Eppure mai come quest’anno Emanuele Crimi della coltelleria Zoppi ha avuto la netta sensazione di avere tutti gli occhi addosso. E in effetti le telefonate arrivate alla redazione del Tirreno confermano la percezione del commerciante, titolare di due coltellerie, una a Lucca e una a Viareggio: con il giro di vite sulla sicurezza degli eventi pubblici imposto dall’ordinanza Gabrielli, e il clima di paura che aleggia un po’in tutta Europa, sono tanti i visitatori della September Fest che dopo aver passeggiato tra i banchi di Tutti in Fiera si sono interrogati sull’opportunità della presenza di uno stand di coltelli e armi da taglio a un evento così affollato.
Dubbi e timori che sono diventati di pubblico dominio dopo che un visitatore ha raccontato al nostro giornale di essersi visto sequestrare i due coltellini da cucina che si era portato per tagliare la carne: a far scattare la protesta dell’uomo non è stato il sequestro in sé ma piuttosto l’aver constatato che a fronte di tanta severità nei confronti degli avventori, all’interno dei padiglioni era stata comunque autorizzata la presenza di una rivendita di lame. In effetti quei coltelli e quelle armi da taglio, adagiate lì su un bancone alla portata di tutti, sembrano in aperta contraddizione con il giro di vite imposto dall’ordinanza Gabrielli.
Gli organizzatori, gli addetti alla sicurezza e ovviamente il commerciante sono certi che proprio grazie alla nuova norma, questi prodotti possano essere venduti in totale sicurezza: «La presenza di queste armi nel perimetro della fiera è legata alla mia attività commerciale dunque siamo in presenza di quel “giustificato motivo” che prevede il Tuel. Chi si porta un coltello da casa non può dire lo stesso, soprattutto se si tratta di un luogo affollato come questo», spiega Crimi dallo stand della Coltelleria Zoppi. «Io sono tenuto a impacchettare e chiudere con lo scotch le armi, come accade ad esempio anche ad eventi molto più affollati di questo come Lucca Comics. Il cliente per non correre il rischio di farsi sequestrare quello che ha appena acquistato, può aprire il pacco solo una volta arrivato a casa», prosegue Crimi.
Questo vale anche per le lame più imponenti, come le katane appese in bella mostra sulle pareti dello stand: «Queste? Ma sono katane da cosplay, non hanno la lama affilata e se si usano con una certa forza si spezzano a metà», spiega il commerciante che poi coglie l’occasione per dire la sua: «La verità è che gli ultimi attentati ci hanno insegnato che qualsiasi cosa può essere usata come un’arma. All’interno degli stand ci sono automobili che potrebbero essere rubate e lanciate sulla folla come accaduto a Nizza o Barcellona. In uno stand qui vicino vendono accessori da officina, inclusi i crick… anche quelli possono diventare uno strumento di offesa». Mentre Crimi parla, attorno al suo stand, si aggirano in modo discreto ma ben visibile due vigilantes della ditta incaricata della sicurezza, l’Agenzia Investigativa Security Service: uno di loro è il responsabile, Ottavio D’Andrea: «Noi siamo qui da 8 anni e da quando siamo arrivati la September Fest è più sicura, ci vengono anche le famiglie con i bambini. Quanto allo stand dei coltelli, non abbiamo mai avuto problemi: lo presidiamo continuamente, sempre in due ma gli unici coltelli che abbiamo sequestrato sono quelli che le persone portavano da fuori, per tagliarsi la carne», riferisce l’agente. Del resto, l’organizzazione ha provveduto a incrementare la squadra addetta alla sicurezza, attualmente composta da un centinaio di addetti: «Sono stati assunti 25 vigilantes in più – precisa Cesare Tazzini di Tc&t, l’azienda che organizza Tutti in Fier – dove c’è grande attenzione difficilmente qualcuno si mette a creare problemi perché sa di essere controllato».
Dubbi e timori che sono diventati di pubblico dominio dopo che un visitatore ha raccontato al nostro giornale di essersi visto sequestrare i due coltellini da cucina che si era portato per tagliare la carne: a far scattare la protesta dell’uomo non è stato il sequestro in sé ma piuttosto l’aver constatato che a fronte di tanta severità nei confronti degli avventori, all’interno dei padiglioni era stata comunque autorizzata la presenza di una rivendita di lame. In effetti quei coltelli e quelle armi da taglio, adagiate lì su un bancone alla portata di tutti, sembrano in aperta contraddizione con il giro di vite imposto dall’ordinanza Gabrielli.
Gli organizzatori, gli addetti alla sicurezza e ovviamente il commerciante sono certi che proprio grazie alla nuova norma, questi prodotti possano essere venduti in totale sicurezza: «La presenza di queste armi nel perimetro della fiera è legata alla mia attività commerciale dunque siamo in presenza di quel “giustificato motivo” che prevede il Tuel. Chi si porta un coltello da casa non può dire lo stesso, soprattutto se si tratta di un luogo affollato come questo», spiega Crimi dallo stand della Coltelleria Zoppi. «Io sono tenuto a impacchettare e chiudere con lo scotch le armi, come accade ad esempio anche ad eventi molto più affollati di questo come Lucca Comics. Il cliente per non correre il rischio di farsi sequestrare quello che ha appena acquistato, può aprire il pacco solo una volta arrivato a casa», prosegue Crimi.
Questo vale anche per le lame più imponenti, come le katane appese in bella mostra sulle pareti dello stand: «Queste? Ma sono katane da cosplay, non hanno la lama affilata e se si usano con una certa forza si spezzano a metà», spiega il commerciante che poi coglie l’occasione per dire la sua: «La verità è che gli ultimi attentati ci hanno insegnato che qualsiasi cosa può essere usata come un’arma. All’interno degli stand ci sono automobili che potrebbero essere rubate e lanciate sulla folla come accaduto a Nizza o Barcellona. In uno stand qui vicino vendono accessori da officina, inclusi i crick… anche quelli possono diventare uno strumento di offesa». Mentre Crimi parla, attorno al suo stand, si aggirano in modo discreto ma ben visibile due vigilantes della ditta incaricata della sicurezza, l’Agenzia Investigativa Security Service: uno di loro è il responsabile, Ottavio D’Andrea: «Noi siamo qui da 8 anni e da quando siamo arrivati la September Fest è più sicura, ci vengono anche le famiglie con i bambini. Quanto allo stand dei coltelli, non abbiamo mai avuto problemi: lo presidiamo continuamente, sempre in due ma gli unici coltelli che abbiamo sequestrato sono quelli che le persone portavano da fuori, per tagliarsi la carne», riferisce l’agente. Del resto, l’organizzazione ha provveduto a incrementare la squadra addetta alla sicurezza, attualmente composta da un centinaio di addetti: «Sono stati assunti 25 vigilantes in più – precisa Cesare Tazzini di Tc&t, l’azienda che organizza Tutti in Fier – dove c’è grande attenzione difficilmente qualcuno si mette a creare problemi perché sa di essere controllato».
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