Il Tirreno

La maggioranza in consiglio: «Primarie? Non necessarie»

di Manuela D’Angelo

Il fatto, però, non significa automaticamente l’appoggio ad un futuro “Volpi bis” «Auspicabile trovare un nome condiviso da tutti per evitare “il bagno di sangue”»

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MASSA. A otto mesi dalle prossime elezioni amministrative nel comune di Massa, si apre il dibattito sulla metodologia con cui, all’interno del centro sinistra, verrà scelto il sindaco da presentare alla città.

Dunque si torna a parlare di primarie, strumento principe, in questi casi, considerato da alcuni dei nostri intervistati elemento di partecipazione e democrazia, da altri motivo di scontro e frantumazioni.

Semplificando il pensiero degli attuali consiglieri di Massa e di alcuni big della politica locale, il risultato è il seguente: nella maggioranza che appoggia il sindaco Alessandro Volpi, 9 consiglieri su 21 vorrebbero le primarie; uno rimane incerto e per 11, invece, non sono necessarie.

Va detto, però, che il “no” alle primarie non per tutti gli intervistati significa automaticamente “Volpi bis”: «Volpi è solo un nome– ci dice Fabrizio Panesi consigliere del Pd-; bisognerà capire se attorno a lui e al suo programma ci sarà condivisione e serenità. Non mi è stato mai proposto alcun documento sulle primarie– continua– ma non lo avrei firmato, perché credo che atti di questo tipo alimentino solo lotte di potere e che certe decisioni vadano prese dentro ai partiti. Detto questo credo che una amministrazione chiusa su se stessa non sia ripresentabile; vorrei un sindaco che attorno a sé creasse entusiasmo. Volpi sta facendo di tutto per non rifare il secondo mandato». All’interno del Pd però ci sono anche alcuni consiglieri, rappresentati dalla capogruppo Giovanna Santi, che danno un giudizio positivo a questa amministrazione e che quindi credono sia giusto proseguire con il secondo mandato: «Abbiamo fatto tanto– dice la Santi– e abbiamo fatto bene. È nella natura della politica riconfermare con l’attuale coalizione un sindaco che ha rispettato il programma e che ha ancora molto da fare per il bene della città». «Credo che questa amministrazione meriti altri cinque anni di lavoro– sostiene anche Eleonora Biancolini (Pd)– e comunque io, nonostante quanto pensi il mio partito, non sono una sostenitrice dello strumento primarie. Credo abbia fatto più danni che altro. Crea divisioni, lacerazioni e infiamma gli animi al nostro interno. Meglio sarebbe trovare sempre un nome condiviso dalle alleanze». Nel Pd ci sono poi i renziani (Bugliani, Dell’Ertole e Alberti) e consiglieri come Anghelè, Carmassi e Lazzarini che un mese fa firmarono un documento, assieme ai Socialisti, Articolo Primo e parte dell’opposizione (Arancioni e Udc) per l’allargamento dell’attuale coalizione e le primarie, fatto che fece vacillare un po’ la sicurezza del sindaco Volpi di riavere tutti i consiglieri del Pd dalla sua parte.

Mdp, in maggioranza e a sinistra della coalizione, ha firmato recentemente un documento in cui sosteneva che «Non si possono anteporre le primarie all’interesse della città». Lo ha ribadito il vicesindaco Mdp Uilian Berti: «Prima decidiamo i programmi, mettiamoci attorno ad un tavolo e contiamo chi ci sta. La scelta del nome del sindaco e delle modalità con cui nominarlo è secondaria». «Fare le primarie a Massa– rincara Domenico Ceccotti presidente del consiglio comunale (Mdp)– sarebbe un bagno di sangue per il centro sinistra e la città. Più auspicabile sarebbe allearci, con programmi seri, e scegliere un sindaco credibile da proporre, o riproporre». Il consigliere Loreno Vivoli (Sel) ritiene il dibattito «una pantomima che fa del male al centro sinistra e alla città. Il Pd dica cosa pensa del suo sindaco, incontriamoci e ragioniamo di programmi. Per certi politici le primarie sono solo strumentali ad ottenere altro».

L’onorevole parlamentare del Pd Andrea Rigoni, durante l’ultima festa dell’Unità– a sorpresa si disse favorevole alle primarie, e la sua collega Martina Nardi ribadisce che «la mozione Renzi al prossimo congresso sosterrà le primarie come unico strumento valido per la scelta di un sindaco»

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