Il Tirreno

L’indignazione del partigiano Mori: «Da rabbrividire»

L’indignazione del partigiano Mori: «Da rabbrividire»

E il sindaco scrive alla preside Castagna: «Le chiedo  di richiamare il docente a un atteggiamento consono»

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CARRARA. Proprio in questi giorni è impegnato in una fitta serie di appuntamenti dedicati alla Resistenza e alla commemorazione degli eccidi perpetrati dai nazifascisti: lunedì scorso la cerimonia per i partigiani sorgnanesi Renzo Venturini e Giorgio Dazzi a Sorgnano, sabato prossimo il ricordo della strage di Castelpoggio, senza dimenticare l'imminente ricorrenza di Vinca di cui parliamo anche a parte. A Giorgio Mori, partigiano combattente della Brigata Garibaldi e presidente onorario di Anpi non è certo sfuggita la vicenda di Manfredo Bianchi, il docente dell'Istituto Zaccagna ed esponente politico di destra che ha postato su Facebook una sua foto sulla vetta del Sagro mentre sventola la bandiera della Repubblica di Salò. E così è arrivata puntuale e durissima la “condanna” in questo caso triplice di chi proprio su quel monte ha visto cadere sotto i suoi occhi, amici e compagni impegnati per la riconquista della libertà.

«Il Sagro è stato un simbolo della Resistenza, lì abbiamo combattuto battaglie cruente con molti morti e per noi è sacro. E questo individuo – tuona Giorgio Mori - arriva e ci pianta una schifezza… sono cose che fanno rabbrividire».

Ma per l'ex combattente, oggi 94enne, ci sono due elementi che rendono ancora più spregevole l'episodio di cui si è reso protagonista Bianchi: «La vetta del Sagro si affaccia sulla valle di Vinca, dove fu perpetrata una strage sanguinosa. I responsabili erano anche fascisti carraresi che poi si unirono alla Repubblica di Salò, di cui questo insegnante ha sventolato la bandiera» spiega.

Al partigiano poi non sono sfuggiti gli altri scatti pubblicati sulla pagina di Manfredo Bianchi: «Questa persona è andata a Predappio a festeggiare il compleanno di Mussolini. Anche questo è un gesto intollerabile, soprattutto da parte di un insegnante che dovrebbe insegnare la vita ai ragazzi, sono cose che fanno rabbrividire» si indigna ancora. E da uomo schietto e diretto qual è, dall'alto dei suoi 94 anni, Mori non rinuncia a una sonora strigliata alla dirigente scolastica di Bianchi, Marta Castagna preside dello Zaccagna, che nel commentare la vicenda aveva parlato di un «gesto fatto in privato» e dunque non sanzionabile secondo le regole interne al mondo della scuola: «La preside parla di affari personali ma non ci si può disinteressare a quello che un docente fa fuori dalle ore di lezione. E se uscito da scuola andasse a fare il bandito?» si interroga polemicamente Mori che poi, appresa della volontà di alcuni cittadini di organizzare una camminata antifascista sul Sagro, garantisce la sua adesione. «Ci sarò ma non credo di riuscire ad arrivare in vetta, ci ho provato un paio di mesi fa ma sono arrivato solo a metà percorso» confessa il partigiano, quasi stupito nonostante l'età di non riuscire più a scalare quel monte su cui è stato centinaia di volte, anche in battaglia.

La lettera aperta del sindaco alla dirigente scolastica: almeno, lo richiami. Intanto sul caso-Bianchi torna anche il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale che questa volta si rivolge direttamente alla dirigente Castagna: «Da primo cittadino di un comune decorato Medaglia d'Oro al Merito Civile voglio comunicare la mia inquietudine e quella dell'amministrazione comunale relativa a quanto esposto pubblicamente sui social network dal professor Bianchi» si legge nella missiva partita da Palazzo Civico alla volta della scuola di viale XX Settembre. «Quanto pubblicato non solo è inqualificabile ma è avvenuto in un periodo simbolo della Resistenza al nazi-fascismo e in un luogo molto vicino al paese di Vinca, in cui tra pochi giorni si commemoreranno 173 morti trucidati dai nazifascisti» aggiunge De Pasquale che poi, rivolgendosi direttamente alla preside, conclude: «Nella sua funzione di dirigente scolastico, le chiedo di richiamare l'insegnante in questione a un atteggiamento consono alla sua qualifica di docente».

Bandoni sostiene la preside. In “difesa” di Marta Castagna interviene Alessandro Bandoni, ex presidente della commissione Pari Opportunità: «Una Professoressa, una Dirigente Scolastica garanzia per gli Istituti sotto la sua direzione, impegnata senza se e senza ma da anni per far crescere nella coscienza delle giovani e future generazioni principi quali, lotta alle mafie, lotta alle discriminazioni, integrazione piena nella società delle persone con disabilità, a favore delle pari opportunità, dei diritti e per non far dimenticare ciò che è stata la lotta antifascista per Massa e Carrara e l'Italia tutta. Detto questo, come si è arrivati anche solo lontanamente a mettere in discussione il valore di una persona come Marta Castagna per il comportamento scellerato di un docente per di più avvenuto al di fuori del contesto scolastico!?» conclude Bandoni, accennando a uno dei tanti filoni di polemica scatenati sul web da questa vicenda.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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