Il Tirreno

Campo profughi, la rabbia dei cittadini: «Stufi delle promesse»

di Cinzia Chiappini
Campo profughi, la rabbia dei cittadini: «Stufi delle promesse»

Il consiglio dei cittadini accompagna due assessori ed esplode il caso delle case sostitutive, verifiche in corso

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CARRARA. Il consiglio dei cittadini di Marina di Carrara “scorta” i nuovi assessori al Campo Profughi di Marina di Carrara e tra i residenti scoppia la protesta. «Prima delle elezioni l'amministrazione ci aveva promesso nuovi alloggi, ma siamo ancora qui» raccontano. L'ex assessore Bernardi, interpellato sulla vicenda ribatte: «Le case ci sono, è colpa dei rimpalli tecnici».

Anna Galleni, attuale titolare della delega alla Casa: «Stiamo cercando una soluzione ma secondo gli uffici la riserva per situazioni emergenziali accertate con ordinanza è esaurita». Vivono tutti lì da oltre 30 anni e da sempre, ciclicamente, c'è qualcuno che promette loro di trovare soluzioni abitative alternative. Intanto col trascorrere del tempo, quelle case, costruite per accogliere i profughi istriani e dalmati, sono diventate sempre più fatiscenti e insalubri, forse inagibili per problemi non solo igienico sanitari ma anche strutturali. E così le famiglie dell'ex Campo Profughi di viale Galilei hanno colto l'occasione del sopralluogo di due assessori della nuova giunta, organizzato dal Consiglio dei Cittadini, per dare sfogo a tutta la loro rabbia. Qualcuno si è scaldato, ha iniziato a urlare e a tirare vasi dal balcone per timore dell'ennesima «presa in giro».

Sì perché Salvatore Fortunato, le sorelle Gina e Manuela Dell'Amico, i coniugi Gianfranco Andreani e Giuliana Scaglione – tutti residenti ultratrentennali del campo – giurano che prima delle ultime elezioni era stato garantito loro un imminente trasferimento: «Era venuto l'assessore alla Casa Massimiliano Bernardi. Ci aveva detto che presto avremmo potuto traslocare in altri alloggi popolari, qualcuno alla Doganella qualcuno in via Brigate Partigiane. Per questo non abbiamo nemmeno fatto domanda per il nuovo bando. Avevamo preparato anche i bagagli ma poi, passate le elezioni, non si è visto più nessuno» raccontano all'unisono gli abitanti. Parole di frustrazione e delusione di chi non si vergogna di mostrare la muffa sui muri delle cucine, gli abiti impacchettati nelle buste di cellophane contro l'umidità, la stufa a legna a fianco del letto o le trappole per catturare i tanti topi che infestano l'edificio.

«Abbiamo ritenuto doveroso mostrare alla nuova amministrazione la condizioni in cui vivono diverse famiglie nella zona del campo profughi» spiegano la presidente del Consiglio dei Cittadini di Marina Lara Benfatto e i consiglieri Flavio Franciosi e Paolo Vatteroni. L'organismo di partecipazione si è impegnato fin da subito per provare a risolvere la situazione: «È la terza volta che torniamo in questo posto e abbiamo sollecitato il municipio sia prima che dopo le elezioni. Ci auguriamo che dopo più di 30 anni e dopo tante promesse la situazione venga risolta al più presto perché qui ci sono problemi sia strutturali che igienico sanitari» aggiungono.

Non è un caso dunque che al “sopralluogo” organizzato dal Consiglio dei cittadini abbia partecipato non solo l'assessore al Sociale e alla Casa Anna Galleni, accompagnata da un nutrito stuolo di consiglieri grillini della commissione competente, ma anche Maurizio Bruschi, assessore all'Urbanistica che di professione è architetto. A loro i residenti dell'ex Campo Profughi hanno chiesto conto delle promesse fatte da Massimiliano Bernardi, titolare della delega alle Poltiche abitative dell'amministrazione Zubbani, promesse che risultano a oggi ancora inevase.

Interpellato sulla vicenda, l'ex assessore ha spiegato: «C'è una relazione del settore urbanistica che chiede il trasferimento in deroga dei residenti per pubblica incolumità. Gli alloggi disponibili ci sono. Il ritardo è colpa dei rimpalli tra settore. Per risolvere la questione basterebbe una determina dirigenziale» ha garantito Bernardi, ribadendo a più riprese che le case dove trasferire questi tre nuclei famigliari ci sono eccome.

Decisamente più cauta Anna Galleni, che ha ereditato proprio da Bernardi la delega alla Casa: «Ho immediatamente richiesto una relazione e dei chiarimenti ai dirigenti dei settori patrimonio, urbanistica, sociale/casa nonché ad Erp su quanto riferito dall'ex assessore Bernardi. È in fase di stesura una relazione» spiega l'assessore. Dagli uffici però trapela che le case che costituiscono la riserva per situazioni emergenziali accertate con ordinanza, quelle dove avrebbero dovuto essere trasferiti i residenti dell'ex Campo Profughi, è esaurita, ormai dal 9 marzo. Si tratta in sostanza degli alloggi che vengono tenuti “liberi” proprio per accogliere cittadini in condizioni di emergenza ma che attualmente sarebbero tutti indisponibili. Difficile sapere se la precedente amministrazione avesse individuato altre opzioni perché, in attesa della relazione, non risultano esserci soluzioni “già predisposte” per i residenti dell'ex Campo Profughi. «Stiamo cercando di risolvere un problema, gravissimo, che si trascina ormai da oltre trent'anni» ha concluso l'assessore Galleni ammettendo la difficoltà di questa lunga e intricata vicenda.

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