Sicurezza
«Vino eccezionale» con la vendemmia anticipata ad agosto
di Fabrizio Palagi
Anche studenti hanno partecipato alla raccolta dell’uva I produttori: «Meno acini, ma bottiglie di grande qualità»
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CASTELNUOVO MAGRA.. Mai accaduto prima, nella vallata-patria del vermentino Colli di Luni e dintorni: la vendemmia, di solito precoce da queste parti rispetto a quelle delle vicine alta Toscana, Lunigiana e Liguria di levante, quest'anno ha fatto segnare un record storico che ha frantumato quelli passati che vedevano già da fine agosto l'inizio della raccolta dei grappoli d'uva.
Il caldo eccezionale di una estate torrida ha fatto sì che gli acini maturassero ben prima del periodo previsto, con i primi "zac" delle cesoie tra gli alti filari di viti che adornano il tratto che sale dal mar Tirreno alle dolci colline sovrastanti la zona archeologica di Luni, dalle quali si domina una vallata dedicata alla viticoltura.
Ecco quindi che, subito dopo Ferragosto, nei vigneti di Cantine Lunae, regno della famiglia di Paolo Bosoni, si è pensato di passare alle vie di fatto e quindi dare mandato a uno stuolo di vendemmiatori di fare il loro lavoro. Paolo Bosoni ama così tanto il suo lavoro che, intendendo trasmetterne i valori, ogni anno lascia alcuni filari di viti per farli vendemmiare dai ragazzi delle scuole, il tutto per far loro conoscere dal vivo cosa è e cosa dà la terra. «E' un record assoluto - dice patron Bosoni, laureatosi, come ama dire, "all'università della terra" - infatti non avevamo mai iniziato così presto, visto che, al massimo, le uve pregiate bianche venivano raccolte a fine agosto, mentre la vendemmia più consistente iniziava ai primi di settembre per protrarsi, tempo permettendo, a fine mese».
Già, il fattore meteo: esso grava da sempre (ma quest'anno ancor più) sull'economia di un'industria nata di nicchia, ma tramutatasi, nell'arco di pochi anni, in un dei maggiori volani imprenditoriali del territorio apuo-ligure: «La vendemmia è come un parto per noi contadini che aspettiamo con ansia prima di sapere cosa uscirà dal lavoro di un anno, perché basta poco per rovinare il raccolto» conclude Paolo Bosoni che, poco prima di Ferragosto aveva sentenziato: «Una stagione particolarmente secca, come non accadeva da anni, darà una produzione di uva leggermente minore, ma con vini eccezionali, di grande struttura e qualità.
Infatti si stima un raccolto con il 5-10 per cento in meno, fattore negativo ma solo in parte dato che i nostri terreni non hanno sofferto perché nella notte avviene una scambio termico che pareggia le temperature diurne. La nostra zona è così: la vicinanza del mare e delle montagne influisce positivamente sull'agricoltura, malgrado le scarsissime piogge degli ultimi tre mesi».
Ma sono proprio le attuali condizioni meteo a destare qualche preoccupazione tra gli addetti ai lavori del particolare settore. «C'è da sperare, a questo punto di una così tanto particolare estate - ammonisce Bosoni - che non avvengano forti temporali, come accaduto di recente nel nord Italia, perché si rischierebbe seriamente di vedere compromesso il raccolto.
Ecco perché amo dire che la vendemmia, fatti i dovuti paragoni, è per noi contadini come la nascita di un figlio. Comunque è difficile fare pronostici dato che, come recita un vecchio adagio nostrano «Un buon raccolto lo è quando entra nel tino, perciò non si devono fare conti troppo slanciati».
Ma anche altri produttori sono sulla stessa lunghezza d'onda del "guru" Bosoni. Nella vicina azienda retta da Fabio Lambruschi, i cui vigneti sono in terreno leggermente più collinare, «Le vendemmie inizieranno a giorni, forse il primo settembre, ossia - rileva il figlio del mitico Ottaviano, il carrarese fondatore dell'attività vinicola - una quarantina di giorni prima rispetto al periodo di quando ero bambino, vale a dire fine anni Settanta: vale a dire che il clima è cambiato, tanto, in pochi decenni».
All'esperto Fabio Lambruschi fanno eco due giovani e rampanti imprenditrici: Chiara Barbero dell'azienda Fravizzola di Fosdinovo e Alice Conti dell'attività agricola che si erge tra le colline del Candia a Massa. «Considerata l'eccezionalità di questa estate - dice Chiara Barbero - siamo costretti a iniziare la vendemmia già ai primi di settembre.
L'uva è maturata in anticipo, dato che si sono assommate tre prerogative: caldo giusto di notte e di giorno, tanto sole e poca acqua. Inoltre abbiamo fatto la scelta di eliminare grappoli da ogni filare per alleggerire lo sforzo delle piante. Comunque sarà un anno da sogno, con un po' meno uva e più qualità del vino».
Poco distante, in linea d'aria, Alice Conti dice: «Abbiamo già raccolto le uve chardonnay e la vendemmia vera inizierà a fine mese, ossia una quindicina di giorni prima del solito. Non è un'annata normale - rimarca la recente vincitrice del Bancarel'vino di Mulazzo - il vino, si presume, sarà ottimo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il caldo eccezionale di una estate torrida ha fatto sì che gli acini maturassero ben prima del periodo previsto, con i primi "zac" delle cesoie tra gli alti filari di viti che adornano il tratto che sale dal mar Tirreno alle dolci colline sovrastanti la zona archeologica di Luni, dalle quali si domina una vallata dedicata alla viticoltura.
Ecco quindi che, subito dopo Ferragosto, nei vigneti di Cantine Lunae, regno della famiglia di Paolo Bosoni, si è pensato di passare alle vie di fatto e quindi dare mandato a uno stuolo di vendemmiatori di fare il loro lavoro. Paolo Bosoni ama così tanto il suo lavoro che, intendendo trasmetterne i valori, ogni anno lascia alcuni filari di viti per farli vendemmiare dai ragazzi delle scuole, il tutto per far loro conoscere dal vivo cosa è e cosa dà la terra. «E' un record assoluto - dice patron Bosoni, laureatosi, come ama dire, "all'università della terra" - infatti non avevamo mai iniziato così presto, visto che, al massimo, le uve pregiate bianche venivano raccolte a fine agosto, mentre la vendemmia più consistente iniziava ai primi di settembre per protrarsi, tempo permettendo, a fine mese».
Già, il fattore meteo: esso grava da sempre (ma quest'anno ancor più) sull'economia di un'industria nata di nicchia, ma tramutatasi, nell'arco di pochi anni, in un dei maggiori volani imprenditoriali del territorio apuo-ligure: «La vendemmia è come un parto per noi contadini che aspettiamo con ansia prima di sapere cosa uscirà dal lavoro di un anno, perché basta poco per rovinare il raccolto» conclude Paolo Bosoni che, poco prima di Ferragosto aveva sentenziato: «Una stagione particolarmente secca, come non accadeva da anni, darà una produzione di uva leggermente minore, ma con vini eccezionali, di grande struttura e qualità.
Infatti si stima un raccolto con il 5-10 per cento in meno, fattore negativo ma solo in parte dato che i nostri terreni non hanno sofferto perché nella notte avviene una scambio termico che pareggia le temperature diurne. La nostra zona è così: la vicinanza del mare e delle montagne influisce positivamente sull'agricoltura, malgrado le scarsissime piogge degli ultimi tre mesi».
Ma sono proprio le attuali condizioni meteo a destare qualche preoccupazione tra gli addetti ai lavori del particolare settore. «C'è da sperare, a questo punto di una così tanto particolare estate - ammonisce Bosoni - che non avvengano forti temporali, come accaduto di recente nel nord Italia, perché si rischierebbe seriamente di vedere compromesso il raccolto.
Ecco perché amo dire che la vendemmia, fatti i dovuti paragoni, è per noi contadini come la nascita di un figlio. Comunque è difficile fare pronostici dato che, come recita un vecchio adagio nostrano «Un buon raccolto lo è quando entra nel tino, perciò non si devono fare conti troppo slanciati».
Ma anche altri produttori sono sulla stessa lunghezza d'onda del "guru" Bosoni. Nella vicina azienda retta da Fabio Lambruschi, i cui vigneti sono in terreno leggermente più collinare, «Le vendemmie inizieranno a giorni, forse il primo settembre, ossia - rileva il figlio del mitico Ottaviano, il carrarese fondatore dell'attività vinicola - una quarantina di giorni prima rispetto al periodo di quando ero bambino, vale a dire fine anni Settanta: vale a dire che il clima è cambiato, tanto, in pochi decenni».
All'esperto Fabio Lambruschi fanno eco due giovani e rampanti imprenditrici: Chiara Barbero dell'azienda Fravizzola di Fosdinovo e Alice Conti dell'attività agricola che si erge tra le colline del Candia a Massa. «Considerata l'eccezionalità di questa estate - dice Chiara Barbero - siamo costretti a iniziare la vendemmia già ai primi di settembre.
L'uva è maturata in anticipo, dato che si sono assommate tre prerogative: caldo giusto di notte e di giorno, tanto sole e poca acqua. Inoltre abbiamo fatto la scelta di eliminare grappoli da ogni filare per alleggerire lo sforzo delle piante. Comunque sarà un anno da sogno, con un po' meno uva e più qualità del vino».
Poco distante, in linea d'aria, Alice Conti dice: «Abbiamo già raccolto le uve chardonnay e la vendemmia vera inizierà a fine mese, ossia una quindicina di giorni prima del solito. Non è un'annata normale - rimarca la recente vincitrice del Bancarel'vino di Mulazzo - il vino, si presume, sarà ottimo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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