Gioco
Massa-Carrara
«I nostri 18 anni di battaglie»
di Manuela D’Angelo
I Paladini Apuoversiliesi: «Ma noi non festeggiamo, abbiamo ancora tanto da fare per il territorio»
4 MINUTI DI LETTURA
MASSA-CARRARA. Domani i Paladini Apuoversiliesi, compiranno 18 anni. Anni di battaglie contro l’erosione e a tutela dell’ambiente. «Ma non festeggeremo- dice la presidentessa Orietta Colacicco- perché abbiamo ancora troppe cose da fare».
La prima battaglia. A dare il via fu un’affollatissima riunione al Golf Club della Versilia: «sul piatto c’era l’erosione della spiaggia- dice la Colacicco-, perché diventava sempre più faticoso passeggiare sulla battigia. Ma a richiamare tanta gente quel 22 agosto del 1999 fu il progetto di un ponte alto 7 metri, sorretto da una torre di 33 metri sul lungomare a Cinquale: la prima grande battaglia vinta, perché fu bocciato».
La scelta del nome. Iniziò la lunga storia, sempre in trincea, anche perché l’associazione trasversale, apolitica, con sede a Forte dei Marmi, è attiva su uno spazio molto esteso, da Carrara fino a Viareggio. Il primo nome scelto “Le Ville di Vittoria Apuana”, divenne immediatamente stretto; richiamati dalla passione infuocata “Paladini Apuoversiliesi” fu il nome scelto alla costituzione ufficiale, il 25 Marzo 2000. Poi si associarono a centinaia, residenti e non residenti, proprietari di case, balneari, albergatori, ristoratori, commercianti, ma anche persone fisiche “amanti” del territorio e soprattutto turisti.
I rifiuti, il porto e l’erosione. Dopo la Torre di 33 metri, qualcuno nel 2000 ebbe l’idea di costruire nell’area dell’ex Tassara, a Montignoso, un impianto di bricchettaggio per lo smaltimento dei rifiuti, a ridosso del Lago di Porta: «Si indignò tutta la Apuoversilia- continua la Colacicco- raccogliemmo 7mila firme e il progetto fu bloccato. Ci sono poi capitoli che sembrano definiti e poi riappaiono, come l’ampliamento del porto di Carrara, considerato, già all’epoca, il vero colpevole dell’erosione della spiaggia. In effetti è quanto è successo, se non peggio- dice la Colacicco-: le spiagge di Marina e della Partaccia sono compromesse, ai Ronchi, dove la spiaggia della Principessa davanti a Oliviero era lunga 150 metri, oggi stanno a malapena cinque file di ombrelloni. Sull’ampliamento del porto sensibilizzammo l’allora sindaco di Forte dei Marmi Roberto Bertola e nel 2001 il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, che bocciò il progetto.
Gli studi sul ripascimento. I Paladini Apuoversiliesi non hanno perso un atto in questi anni: «non c’è dubbio per gli esperti- spiega la Colacicco- la causa dell’erosione della spiaggia è il porto di Carrara. E a dire no all’ampliamento è il Team Coste, accordo quadro fra le Università di Pisa, Firenze e Siena, coordinato dal Professor Giovanni Sarti del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Pisa. Se già la situazione è problematica, temiamo noi Paladini che l’ampliamento possa portare a Marina esondazione e certamente accelerazione dell'erosione della spiaggia verso Sud. Per contenere il fenomeno la Regione ha provato pennelli sommersi, scogliere, opere che si sono dimostrate inutili».
Gli incontri con la Regione. «Nel 2015- spiega la presidentessa- siamo stati ricevuti dal Governatore Enrico Rossi, poi abbiamo continuato a battere su questo tasto, con in testa il Professor Mauro Rosi dell’Università di Pisa, e dal Team Coste è nata la proposta di un grande ripascimento delle aree in erosione, quali Marina di Massa, Ronchi, Poveromo, Cinquale fino a Vittoria Apuana, con la sabbia da prelevare dalle zone in accumulo dei porti di Viareggio e Marina di Carrara, dalle foci dei fiumi navigabili per il diporto di Arno e Magra e la cosiddetta “zona di convergenza” dalla Capannina di Forte dei Marmi alla Bussola, dove si trova in quantità considerevole. E in un’intervista del 14 agosto il Governatore Rossi ha dichiarato no alle scogliere e sì al ripascimento. E’ un buon punto, importante, un regalo di compleanno, ma ancora non festeggiamo, lo faremo quando partirà una sperimentazione, quando sarà stata abbandonata l’idea dell’ampliamento del porto di Carrara»
I prossimi obiettivi. «Amiamo il nostro territorio- dice ancora la Colacicco- e vorremmo valorizzarlo, anche sul piano culturale, ad esempio riscoprendo e mettendo sotto i riflettori il Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo a Massa. Intanto vigiliamo: era prevista un’altra scogliera tratto fiume Frigido-torrente Montignoso, alle porte di Forte dei Marmi, come dal “Documento operativo per il recupero e il riequilibrio della fascia costiera anno 2016” della Regione Toscana. Vorremmo solo sapere se è stata cancellata.
Abbiamo molto da fare, dobbiamo essere in tanti- conclude la presidentessa Colacicco- per contattarci il nostro indirizzo mail è ipaladiniapuoversilesi@gmail.com»
La prima battaglia. A dare il via fu un’affollatissima riunione al Golf Club della Versilia: «sul piatto c’era l’erosione della spiaggia- dice la Colacicco-, perché diventava sempre più faticoso passeggiare sulla battigia. Ma a richiamare tanta gente quel 22 agosto del 1999 fu il progetto di un ponte alto 7 metri, sorretto da una torre di 33 metri sul lungomare a Cinquale: la prima grande battaglia vinta, perché fu bocciato».
La scelta del nome. Iniziò la lunga storia, sempre in trincea, anche perché l’associazione trasversale, apolitica, con sede a Forte dei Marmi, è attiva su uno spazio molto esteso, da Carrara fino a Viareggio. Il primo nome scelto “Le Ville di Vittoria Apuana”, divenne immediatamente stretto; richiamati dalla passione infuocata “Paladini Apuoversiliesi” fu il nome scelto alla costituzione ufficiale, il 25 Marzo 2000. Poi si associarono a centinaia, residenti e non residenti, proprietari di case, balneari, albergatori, ristoratori, commercianti, ma anche persone fisiche “amanti” del territorio e soprattutto turisti.
I rifiuti, il porto e l’erosione. Dopo la Torre di 33 metri, qualcuno nel 2000 ebbe l’idea di costruire nell’area dell’ex Tassara, a Montignoso, un impianto di bricchettaggio per lo smaltimento dei rifiuti, a ridosso del Lago di Porta: «Si indignò tutta la Apuoversilia- continua la Colacicco- raccogliemmo 7mila firme e il progetto fu bloccato. Ci sono poi capitoli che sembrano definiti e poi riappaiono, come l’ampliamento del porto di Carrara, considerato, già all’epoca, il vero colpevole dell’erosione della spiaggia. In effetti è quanto è successo, se non peggio- dice la Colacicco-: le spiagge di Marina e della Partaccia sono compromesse, ai Ronchi, dove la spiaggia della Principessa davanti a Oliviero era lunga 150 metri, oggi stanno a malapena cinque file di ombrelloni. Sull’ampliamento del porto sensibilizzammo l’allora sindaco di Forte dei Marmi Roberto Bertola e nel 2001 il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, che bocciò il progetto.
Gli studi sul ripascimento. I Paladini Apuoversiliesi non hanno perso un atto in questi anni: «non c’è dubbio per gli esperti- spiega la Colacicco- la causa dell’erosione della spiaggia è il porto di Carrara. E a dire no all’ampliamento è il Team Coste, accordo quadro fra le Università di Pisa, Firenze e Siena, coordinato dal Professor Giovanni Sarti del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Pisa. Se già la situazione è problematica, temiamo noi Paladini che l’ampliamento possa portare a Marina esondazione e certamente accelerazione dell'erosione della spiaggia verso Sud. Per contenere il fenomeno la Regione ha provato pennelli sommersi, scogliere, opere che si sono dimostrate inutili».
Gli incontri con la Regione. «Nel 2015- spiega la presidentessa- siamo stati ricevuti dal Governatore Enrico Rossi, poi abbiamo continuato a battere su questo tasto, con in testa il Professor Mauro Rosi dell’Università di Pisa, e dal Team Coste è nata la proposta di un grande ripascimento delle aree in erosione, quali Marina di Massa, Ronchi, Poveromo, Cinquale fino a Vittoria Apuana, con la sabbia da prelevare dalle zone in accumulo dei porti di Viareggio e Marina di Carrara, dalle foci dei fiumi navigabili per il diporto di Arno e Magra e la cosiddetta “zona di convergenza” dalla Capannina di Forte dei Marmi alla Bussola, dove si trova in quantità considerevole. E in un’intervista del 14 agosto il Governatore Rossi ha dichiarato no alle scogliere e sì al ripascimento. E’ un buon punto, importante, un regalo di compleanno, ma ancora non festeggiamo, lo faremo quando partirà una sperimentazione, quando sarà stata abbandonata l’idea dell’ampliamento del porto di Carrara»
I prossimi obiettivi. «Amiamo il nostro territorio- dice ancora la Colacicco- e vorremmo valorizzarlo, anche sul piano culturale, ad esempio riscoprendo e mettendo sotto i riflettori il Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo a Massa. Intanto vigiliamo: era prevista un’altra scogliera tratto fiume Frigido-torrente Montignoso, alle porte di Forte dei Marmi, come dal “Documento operativo per il recupero e il riequilibrio della fascia costiera anno 2016” della Regione Toscana. Vorremmo solo sapere se è stata cancellata.
Abbiamo molto da fare, dobbiamo essere in tanti- conclude la presidentessa Colacicco- per contattarci il nostro indirizzo mail è ipaladiniapuoversilesi@gmail.com»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
