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Massa

Rubano le targhe all’ambulanza e le riportano

Rubano le targhe all’ambulanza e le riportano

I ragazzini le hanno svitate da un mezzo della Croce Rossa di Massa: pensavamo fosse fuori uso

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MASSA. Si è temuto un collegamento con il terrorismo per le targhe rubate dall’ambulanza della Croce rossa di Massa. I nervi in giro sono tesi: «E se volessero utilizzarle per superare i controlli? Chi lo blocca un mezzo della croce rossa?». In realtà si trattava di una bravata di due ragazzini attirati da quella targa che, dicono, gli è sembrata appartenere a un mezzo abbandonato. Uno strano trofeo di caccia estiva.

Sparite così, di colpo, senza nessuna ragione apparente. Sia quella davanti che quella dietro, contemporaneamente. Il mezzo era parcheggiato e normalmente utilizzato dai volontari. Che poi si sono accorti della mancanza e hanno fatto circolare l’allarme. Non prima, ovviamente, di avere allertato le forze dell’ordine.

E poi la richiesta di aiuto sui social. Che gira e gira, si allarga e monta di condivisione in condivisione. Fino a raggiungere la bacheca di uno dei giovanissimi autori del furto.

A quel punto, collegamento col terrorismo lancia in resta, i due giustamente si spaventano. Capiscono che il loro trofeo potrebbe diventare una bella spada di Damocle sulle teste. E, dopo un confronto tra loro, decidono di presentarsi alla polizia.

«Sì, siamo stati noi. E no, non volevamo rubarla. Credevamo semplicemente che appartenesse a un mezzo fuori uso , non più in grado di camminare. E per questo l’abbiamo svitate e portate a casa». Gli piacevano, si vede. Dalla pensata all’azione senza troppi filtri.

I due ragazzi, visti la giovane età, non sono perseguibili per furto. Entrambi infatti hanno meno di quattordici anni. Si sono presentati loro a consegnare le due targhe e chiedere scusa per il gesto avventato. Volevamo vivere un’avventura e si sono trovati equiparati a possibili terroristi.

A spaventarli in particolare è stata la viralità dell’appello della Croce Rossa, la capacità cioè della notizia di girare sui social network. E così si sono presentati alla polizia.

Che la pista terrorismo non fosse poi così calda sono varie considerazione a smentirlo. Intanto l’obiettivo, la targa di un mezzo come l’ambulanza. Facilmente riconducibile alla vettura e stonata su altre auto o tipi di mezzi di locomozione.

Secondo poi, si tratta di un mezzo in funzione, sorvegliato e dunque l’eventuale furto a scopo terroristico avrebbe avuto terreno breve. La denuncia, com’è stato, in questi casi parte subito. E quella sequenza di numeri e lettere finisce nei database delle forze dell’ordine. Facile dunque immaginare come basterebbe un banalissimo controllo per rendere ciò che si vorrebbe insospettabile il suo esatto contrario: un bel faro luminoso posto sull’obiettivo. I terroristi, temiamo, sono un po’ più scaltri di così.

Libero Red Dolce

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