Il Tirreno

Il Comune chiude la materna di Bergiola

di Francesca Vatteroni
Il Comune chiude la materna di Bergiola

«Troppe spese e pochi bambini». Ma i genitori non ci stanno: iniziata la raccolta di firme per far desistere la giunta 5 Stelle

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CARRARA.Come un fulmine a ciel sereno e in pieno agosto, la decisione del Comune di chiudere la scuola comunale dell’infanzia "Bergiola, ha spiazzato le mamme dei piccoli bergiolesi già iscritti. Infatti, nessuna delle mamme, andate a parlare ieri con il sindaco per chiedere chiarimenti, si aspettava la delibera 364 del 9 agosto, di cui sono venute a conoscenza solo da qualche giorno e con cui la giunta comunale ha adottato all’unanimità, assente solo l’assessore Bruschi, questa decisione.

I 10 bambini iscritti, spiega il comunicato stampa, anche se Martina Cappè una delle mamme dei piccoli parla di 11, saranno trasferiti presso la scuola materna di Bedizzano. Così recita infatti il comunicato stampa arrivato dal palazzo municipale: "Pochi alunni costi elevati necessità di preservare la scuola di Bedizzano, reperire risorse per la ristrutturazione degli edifici scolastici. Sono queste in estrema sintesi le ragioni che hanno spinto l’Amministrazione comunale a compiere la difficile scelta di chiudere la scuola dell’infanzia comunale di Bergiola in via Fratelli Bandiera 23. La decisione è stata presa con la delibera di giunta 364/2017 visto "Il superamento delle condizioni-è scritto nel documento-che hanno motivato negli ultimi decenni il mantenimento del servizio educativo per l’infanzia nella frazione di Bergiola".

Il calo demografico si è riflesso anche nel numero di alunni: solo 10 le iscrizioni presentate nell’anno scolastico 2017/2018. Quest’ultima ragione insieme all’eccessiva onerosità per Palazzo civico (i costi si aggirano intorno alle 70.000 euro) e alla necessità di preservare e garantire in prospettiva il ruolo della scuola di infanzia statale di Bedizzano (che ha subito anch’essa gli effetti del calo demografico), hanno indotto la giunta a deliberare la soppressione della scuola di infanzia. A questo va aggiunto che i risparmi derivanti dalla decisione avranno lo scopo di fornire al Comune risorse da investire nella ristrutturazione di edifici scolastici.Preoccupate le mamme dei piccoli bergiolesi hanno richiesto un incontro col sindaco Francesco De Pasquale, il quale le ha ricevuto nella giornata di ieri pomeriggio a Palazzo Civico. Il primo cittadino ha spiegato loro le ragioni che hanno costretto l’amministrazione a compiere la scelta e si è preso l’impegno di andare incontro alle esigenze delle famiglie, relativamente alla possibilità di offrire il servizio di trasporto scolastico che potrà accompagnare i bambini alla scuola di Bedizzano , distante circa 3 km da Bergiola e gestita dall’Istituto comprensivo di Carrara e Paesi a monte, che accoglie già piccoli alunni provenienti da Codena, Colonnata e Bergiola.Le parole del sindaco, l’amarezza dei genitori.

«Da sindaco ma soprattutto da insegnante-commenta il primo cittadino- è una decisione che mi rattrista molto ma tocca a noi assumerci la responsabilità che la precedente amministrazione ha evidentemente preferito non prendere».«Siamo andate a chiedere come mai di questa scelta-spiega Martina Cappè- e per prima cosa il sindaco ci ha parlato di problemi di inagibilità, senza però specificarci quali siano in concreto: l’inagibilità non ha nessun riscontro infatti dato che la struttura è nuova e moderna, sia fuori che dentro. Ha anche lo scivolo per i disabili». Non è contenta Martina e le altre mamme dei piccoli che erano stati iscritti alla materna bergiolese e non accettano la chiusura della scuola, tanto da essere arrivate a proporre al sindaco, quando De Pasquale ha fatto loro presente i costi elevati per bambino che gravano sul bilancio determinanti per la decisione finale, di pagare di tasca propria le spese di cancelleria e le altre spese ordinarie. «Speriamo almeno di avere il servizio di trasporto gratuito-continua a raccontare Cappè- il sindaco in merito ci ha suggerito di fare domanda in segreteria, dicendosi disponibile a trovare una tariffa agevolata, ma i bambini sono comunque molto piccoli, sono bambini di 2 anni e mezzo, non hanno ancora l’autonomia per stare da soli su un pulmino: noi cercheremo in tutti i modi di far desistere l’amministrazione da questa decisione».

E infatti è già partita la raccolta firme in paese, perché, spiega sempre Martina Cappè, tutta Bergiola è scontenta: «È stata una decisione affrettata, presa senza ascoltarci prima e senza valutare per esempio che il prossimo anno gli iscritti sarebbero passati a 15: è l’ennesimo servizio che ci tolgono, così i paesi a monte scompariranno».E anche Marsiglia Morelli, ex assessore all’innovazione, decentramento, servizi alla città dal 2002 al 2004, che abita proprio davanti alla materna si dice molto dispiaciuta e parla di errore: «Capisco che il Comune avrà fatto i suoi conti, sono stata amministratrice anch’io, ma poi ci vogliono scelte politiche coraggiose, che guardino anche alla realtà del paese e valutare quali siano le prospettive future: un conto è tagliare quando ci sono 10 asili, ma così viene meno qualsiasi presidio istituzionale, non abbiamo neanche un centro di aggregazione per i bambini».

Non solo. La Morelli si dice preoccupata per il destino dell’edificio scolastico che, non a caso e legati da un ideale filo conduttore, sottolinea, si trova accanto all’edificio della scuola elementare dove il 16 settembre del 1944 si consumò l’eccidio di Bergiola. La scuola è chiusa da anni e ridotta in condizioni fatiscenti: «Cosa succederà adesso alla scuola materna? Farà la stessa fine della scuola Vincenzo Giudice?» si chiede Marsiglia Morelli.

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