Finanza
Marina di Massa
Tornano pedalò e canoe dopo un mese di sequestro
L’attrezzatura dello stabilimento Tropical era stata bloccata dalla Capitaneria C’era Ferragosto di mezzo e quindi il provvedimento ha tardato ad arrivare
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MARINA DI MASSA. Procura e capitaneria di porto avevano sequestrato pedalò e canoe al bagno Tropical il 20 luglio. Ieri mattina il giudice Giovanni Sgambati ha restituito l’attrezzatura al titolare dello stabilimento balnerare della Partaccia per la gioia dei turisti che hanno fatto la fila pur di poter sguazzare a largo. Resta il fatto però che per quasi un mese la famiglia Maggiani, responsabile del Tropical, non ha potuto offrire un servizio ai suoi clienti. La sfortuna ha voluto che ci fosse Ferragosto di mezzo (anche perché sennò quando lo usi un pedalò?) e tra un ricorso e un altro il fascicolo è stato visionato dal magistrato soltanto questa settimana.
Quello della Partaccia era stato il primo verbale della capitaneria in questa stagione all’insegna della regolarità. Dai controlli effettuati i militari hanno accertato che i quattro pedalò e gli annessi scivoli per farli entrare in acqua erano troppo vicini alla battigia - la prescrizione dice che devono stare a più di dieci metri di distanza - e così era scattato il sequestro dell’attrezzatura. Stesso destino era toccato anche a tre canoe di proprietà del bagno. Tutto era stato circondato con del nastro con tanto di avviso del provvedimento giudiziario. E così è rimasto fino a Ferragosto e oltre. Ieri mattina invece i sigilli sono stati tolti, dopo che l’avvocato Riccardo Balatri (che insieme al collega Massimo Francini ha rappresentato i Maggiani in questa vertenza) è arrivato con la sentenza del giudice. I titolari hanno ammesso la colpa e pagato 250 euro.
Il fermo dell’attrezzatura da quasi un mese ha creato parecchi problemi al Tropical perché i clienti volevano utilizzare pedalò e canoe. Ma i gestori non potevano accontentarli. Il problema non è il sequestro ma il tempo che è trascorso per ottenere il via libera dalla procura prima e il dispositivo di Sgambati poi. La speranza dei proprietari era di chiudere la questione entro l’inizio di agosto, ma così non è stato perché serviva un documento che non è arrivato. Ma, disavventura del bagno della Partaccia a parte, dal punto di vista dei controlli i balneari massesi hanno superato l’esame a pieni voti. L’anno scorso di questi tempi i sequestri erano stati molti di più. E non per pedalò e canoe vicini alla battigia, ma per abusi veri e propri. Tanto che ci furono parecchie polemiche perché i sigilli in piena stagione estiva avevano indispettito più di un imprenditore. Questa estate invece si può dire che la tolleranza zero dell’anno scorso ha dato i suoi frutti perché gli accertamenti della capitaneria hanno dato un po’ ovunque esito negativo. (d.d.)
Quello della Partaccia era stato il primo verbale della capitaneria in questa stagione all’insegna della regolarità. Dai controlli effettuati i militari hanno accertato che i quattro pedalò e gli annessi scivoli per farli entrare in acqua erano troppo vicini alla battigia - la prescrizione dice che devono stare a più di dieci metri di distanza - e così era scattato il sequestro dell’attrezzatura. Stesso destino era toccato anche a tre canoe di proprietà del bagno. Tutto era stato circondato con del nastro con tanto di avviso del provvedimento giudiziario. E così è rimasto fino a Ferragosto e oltre. Ieri mattina invece i sigilli sono stati tolti, dopo che l’avvocato Riccardo Balatri (che insieme al collega Massimo Francini ha rappresentato i Maggiani in questa vertenza) è arrivato con la sentenza del giudice. I titolari hanno ammesso la colpa e pagato 250 euro.
Il fermo dell’attrezzatura da quasi un mese ha creato parecchi problemi al Tropical perché i clienti volevano utilizzare pedalò e canoe. Ma i gestori non potevano accontentarli. Il problema non è il sequestro ma il tempo che è trascorso per ottenere il via libera dalla procura prima e il dispositivo di Sgambati poi. La speranza dei proprietari era di chiudere la questione entro l’inizio di agosto, ma così non è stato perché serviva un documento che non è arrivato. Ma, disavventura del bagno della Partaccia a parte, dal punto di vista dei controlli i balneari massesi hanno superato l’esame a pieni voti. L’anno scorso di questi tempi i sequestri erano stati molti di più. E non per pedalò e canoe vicini alla battigia, ma per abusi veri e propri. Tanto che ci furono parecchie polemiche perché i sigilli in piena stagione estiva avevano indispettito più di un imprenditore. Questa estate invece si può dire che la tolleranza zero dell’anno scorso ha dato i suoi frutti perché gli accertamenti della capitaneria hanno dato un po’ ovunque esito negativo. (d.d.)
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