Sicurezza
Rave party al Barumba, alcool e devastazione: in 300 alla folle notte
I gestori della cooperativa denunciano una festa non autorizzata, lettini e sdraio spaccati, resti di droghe, danni per migliaia di euro
MASSA. Rave party non autorizzato sulla spiaggia libera attrezzata Barumba: alcool, droga ma niente sesso, almeno pare, per gli oltre 300 giovani che hanno trascorso la notte tra il 14 e il 15 agosto nello stabilimento balneare di Poveromo, gestito dalla cooperativa Alto Tirreno Cds. Sulla spiaggia, infatti, dicono i gestori, è stato trovato di tutto, ma neanche un preservativo. In compenso, al mattino, quasi non si vedeva la sabbia a causa delle bottiglie di vetro che la ricoprivano.
La storia delle notte brava, che sta costando numerosi danni sia economici che di immagine al bagno Barumba, la racconta Luca Paioletti, che da tre anni, dopo aver vinto un regolare bando, gestisce la spiaggia libera attrezzata con una cooperativa di bagnini, la Alto Tirreno Cds. «La notizia che a Ferragosto sarebbe stata organizzata una festa al Barumba, non autorizzata ovviamente, ma improvvisata da alcuni ragazzi, si era diffusa già dal giorno prima. Il tam tam in questi casi è deleterio e poiché anche la passata estate avevamo avuto problemi seri la notte del 14, abbiamo deciso di assumere quattro vigilanti, a spese della cooperativa, per controllare la spiaggia. Ho telefonato a tutte le forze dell’ordine nel pomeriggio, per comunicare quanto sapevo, cioè che decine di ragazzi si sarebbero dati appuntamento in spiaggia per festeggiare il Ferragosto. Mi hanno risposto che non era reato. Quello che abbiamo trovato la mattina seguente però credo lo sia. Alle 21 abbiamo lasciato lo stabilimento, spiaggia fatta, ombrelloni chiusi, lettini e sdraio posizionate. Dalle 23 è iniziato il marasma».
Secondo quanto riferito da Paioletti i quattro vigilanti si sono trovati, ad un certo punto, circondati da oltre 300 persone: un vero rave party, ognuno con almeno tre bottiglie, gli stereo accesi, il fumo: «Passavano da tutte le parti, da ogni accesso laterale alla spiaggia ed è stato impossibile fermarli. Erano troppi- dice il gestore-. Alle due del mattino sono tornato al Barumba, da Sarzana dove abito, per aiutare i vigilanti e chiamare le forze dell’ordine. Per tutta la notte abbiamo provato, mentre ci distruggevano lo stabilimento, ma la municipale non ha neanche risposto e gli altri si sono affacciati, senza fare nulla. Una ragazza è stata portata via con ambulanza perché aveva bevuto troppo e si era sentita male».
La mattina i danni sono gli occhi di tutti e con il sole si vedono bene: 30 lettini sfondati, con le tele tagliate o prese a calci; 10 sdraio spezzate, altre sdraio sono state rubate; 4 ombrelloni divelti. Sulla spiaggia bottiglie di super alcolici di ogni genere, tracce di fumo e altre droghe, vomito, sigarette, vetri rotti anche sugli scogli, plastica in mare. Ma neanche una carta di preservativo: «Si vede che la loro priorità è stata soltanto bere- dice Paioletti- ; all’alba avevamo già raccolto cinque sacconi neri con il vetro, grazie ad altrettanti operatori, che abbiamo dovuto ingaggiare per aiutarci a pulire. Al mattino non abbiamo potuto offrire il nostro solito servizio ai clienti, perché la spiaggia era troppo sporca, ci mancavano lettini e sdraio e c’erano pezzi di vetro fino a riva. Un cliente si è tagliato. E’ stato un incubo. E pensare che il giorno prima ero stato accusato addirittura di procurato allarme. I danni, ancora da quantizzare, non saranno inferiori a diverse migliaia di euro, in pratica una intera stagione andata in frantumi». La cooperativa sta pensando se sporgere denuncia o meno contro ignoti: «Nessuno ci tutela, né il Comune quando ci affida un servizio, né le forze dell’ordine.
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