Il Tirreno

Donatori di musica, con Renzo Arbore compleanno super

di Camilla Palagi
Renzo Arbore nel reparto di oncologia del Noa
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Renzo Arbore nel reparto di oncologia del Noa

Massa, festeggiati alla grande i dieci anni della bella iniziativa. «Possiamo essere un balsamo per la sofferenza»

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MASSA. Hanno festeggiato cantando canzoni, ridendo e sognando tra le note suonate spassionatamente dallo showman Renzo Arbore. Un decimo compleanno da ricordare per “Donatori di musica”, la rete di musicisti, medici e volontari, che da anni organizza concerti nei reparti di oncologia di tutta Italia.

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Un'esperienza nata a Carrara che si è velocemente diffusa anche negli ospedali di Mantova, Brescia Perugia, Bari, Saronno e molte altre città. «L’esperienza emotiva ed umana dell’ascolto della musica dal vivo è un diritto di tutti ed in particolare di chi si trova ad affrontare situazioni critiche», spiegano i volontari di “Donatori di musica”, che ieri al Nuovo Ospedale delle Apuane di Massa, hanno assistito all'esibizione del cantante, clarinettista, disc jokey, showman e chi più ne ha più ne metta. Insomma, Renzo Arbore. Dal 2007, anno della nascita del progetto, sono stati in tanti a "donare" la propria musica: da Stefano Bollani, Elio delle Storie Tese, la Pfm e tanti altri. Il sogno dell'ideatore Andrea Lodovici continua ad essere coltivato, grazie anche al primario del reparto di oncologia del Noa Andrea Mambrini.

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E il concerto di ieri ha visto un Renzo Arbore che non ha lasciato spazio alla tristezza, in un susseguirsi di battute che strappavano risate e sorrisi ai presenti, semplicemente felici di stare in quella stanza ad ascoltare la sua musica. «Stavolta sono accompagnato da Gianni Conte dell'Orchestra italiana», commenta prima dell'esibizione. «Una compagnia di quelle di cui vale la pena godere. Quando sentirete la sua voce capirete perché». E la sua voce la sentono in tantissimi al Noa, che a pochi minuti dall'inizio del concerto, incuriositi da tanta estensione vocale, hanno deciso di avvicinarsi alla sala allestita per “Donatori di musica”, che improvvisamente è stata riempita in tutti i suoi angoli, di persone e di voci, che un po' sottovoce e un po' sognanti hanno accompagnato l'esibizione di Arbore. «Siete meglio del coro della cappella Sistina», scherza il cantautore. E con un repertorio improvvisato, «perché improvvisare rimane la mia arte preferita», fatto di pezzi storici come “Il clarinetto”, “Reginella” “Nessun dorma”, ha intrattenuto i presenti.

Un palcoscenico speciale, quello del Noa, un pubblico diverso dai soliti , che lei ha definito emozionante nella sua ultima esibizione a Carrara con “Donatori di musica”.

«Sarà perché sono figlio di medico e ho sempre ammirato i medici e i dottori, quelli veri, che fanno con passione il proprio mestiere. Il medico però non l'ho voluto fare. Perché dopo aver collezionato un paio di svenimenti, ho lasciato perdere. Mio padre mi faceva indossare il camice, tutto orgoglioso, sognando che un giorno lo vestissi anche io. Ma è stato tutto inutile. La vicinanza alla causa la sento per questo, però. Mio padre è venuto a mancare a causa di un tumore, e all'epoca, gli Andrea Mambrini che volevano allietare la degenza dei pazienti con la musica, non c'erano ancora. Io faccio un lavoro futile, quando vedo questi medici un po' mi sento intimidito. Ma anche grazie a loro ho capito quanto può essere importante la musica in questi casi. Essendo una vita, la loro, così vicina alla sofferenza ha bisogno di un balsamo. In questo caso il balsamo è la musica».

Da sempre è attivo con campagne di prevenzione e lotta alle malattie tumorali, la musica in questo gioca un ruolo chiave. Un po' come se la musica fosse portatrice sana di guarigione e di speranza.

«La speranza è fondamentale nella guarigione. Conosco persone che hanno lottano e hanno sconfitto questo terribile male, grazie anche al contatto continuo con la “Lega del filo d'oro” ho la possibilità di vivere a stretto contatto con chi lotta per questo. Tra le altre cose anni fa feci una pubblicità con Piero Angela per una campagna contro il fumo. Era stupidissima (ride), io avevo i capelli corti e correvo tantissimo, fino a quando Piero Angela ad un certo punto mi fermava e mi chiedeva: perché stai così bene? Ed io rispondevo: perché non fumo».

Camilla Palagi
 

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