Il Tirreno

«L’Asl deve assumere e smettere di usare il lavoro interinale»

«L’Asl deve assumere e smettere di usare il lavoro interinale»

Dure accuse del sindacato Fials all’azienda ospedaliera «Precarizzano i lavoratori, senza seguire il decreto Madia»

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MASSA-CARRARA. Durissime critiche del sindacato Fials all’Asl Toscana Nord Ovest, accusata di non varare il piano triennale dei fabbisogni, non prorogare i contratti dei lavoratori a tempo determinato e di usare il lavoro interinale

«Gli annunci tra il tranquillizzante e l’ottimistico di future stabilizzazioni del personale precario servono a distogliere l’attenzione dalla realtà - accusa il coordinatore per l’area della Fials Massimo Ferrucci – poichè il decreto Madia è entrato in vigore il 22 giugno ed era normale e legittima, da parte del personale delle Aziende Sanitarie, attendersi risposte rapide di natura applicativa delle norme ivi contenute».

A questo proposito Fials aveva richiesto un approfondito confronto sul piano assunzioni 2017. Ma a loro dire dalla direzione non è arrivata alcuna risposta. « Non sono state risolte le sistematiche violazioni della legge 161/2015 e vengono imposti turni che non rispettano le 11 ore consecutive di riposo giornaliero, non sono rispettati i vincoli in materia di lavoro straordinario con spesa che continua a gravare sui fondi contrattuali e non sul bilancio aziendale e si registra una impossibilità di smaltimento delle ferie arretrate».

Cosa doveva fare la Asl, secondo il sindacato? «Aveva l’obbligo di varare il piano triennale dei fabbisogni previsto dal decreto Madia - accusa Ferrucci – perché tale piano era indispensabile a garantire i diritti dei lavoratori ed una conseguente possibilità di operare in sicurezza a fronte del mantenimento dei livelli assistenziali. La direzione aziendale non ha ottemperato alla legge ed ha proceduto a precarizzare il lavoro. Il tetto massimo di spesa previsto dalla legge è di circa 793 milioni di euro (meno 1,4% della spesa dell’anno 2004) e la ASL si attesta in maniera rilevante al di sotto e prevede sulla base del bilancio preventivo una minore spesa per il personale di circa 28 milioni di euro. Non ha determinato i fabbisogni di personale ma ha deciso obiettivi nella performance aziendale senza mettere in relazione gli stessi con le risorse umane necessarie. Era indispensabile e doveroso assumere a tempo indeterminato e a tempo determinato utilizzando le graduatorie esistenti secondo le disposizioni di legge».

C’è poi la questione dei lavoratori con contratto in scadenza. «Sempre secondo il decreto - continua Ferrucci – avrebbe dovuto prorogare i contratti in scadenza dei lavoratori a tempo determinato con i requisiti per essere stabilizzati e per valorizzare le esperienze acquisite. Molti di questi lavoratori sono stati “buttati” fuori dopo anni di lavoro per sopperire alle carenze stabili dell’organico e nonostante il diritto alla proroga per il possesso dei requisiti per il diritto al concorso riservato o alla immissione diretta in ruolo perché presenti in graduatorie di concorso o di selezione. Al loro posto la Asl ha preferito l’acquisizione di operatori con contratto di lavoro interinale spendendo la cifra di 1 milione e 200.000 euro ed il 21% in più delle risorse del bilancio, incrementando il lavoro precario e ponendosi contro la legge che impedisce l’attivazione di nuovi rapporti di lavoro flessibile».

Un’altra via, per il sindacato è possibile. «Basta guardare ad altre Regioni Italiane come ad esempio la Puglia che con proprio atto di indirizzo alle Aziende ha prorogato i contratti a tempo determinato in scadenza e fornito indicazioni precise per come applicare le norme per la stabilizzazione dei precari», conclude Ferrucci.

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