La manifestazione
Metà cast carrarese ma cave versiliesi per Konchalovsky
di David Chiappuella
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Il registaCarrara, le riprese cominciano il 28 agosto sul monte Altissimo Solo una parte sarà ambientata anche nella nostra città
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CARRARA. «Voglio ricordare al mondo l’importanza della figura di Michelangelo. Voglio ricordarlo ai giovani di oggi che hanno la memoria corta. Come scriveva Umberto Eco, oggi nessuno vuole ricordare nulla perché tutto è su internet».
Così il grande regista russo Andrei Konchalovsky, 80 anni il prossimo 20 agosto, ha annunciato l’inizio delle riprese di “Il peccato. Una visione”, film dedicato a Michelangelo, che solo in piccola parte sarà girato anche a Carrara, con un cast di attori-cavatori (questi invece in gran parte carraresi).
Ufficiale: Konchalovsky comincia le riprese il 28 agosto. Konchalovsy, 55 anni di carriera, un Leone d’argento a Venezia l’anno scorso con “Paradise” ed un altro nel 2014 per “Le notti bianche del postino”, parla in un’intervista rilasciata ad Arianna Finos, pubblicata ieri su “la Repubblica”, in cui si spiega che: «Le riprese del film inizieranno il 28 agosto, tra Carrara, Montepulciano, Arezzo, Caprarola, Firenze, Roma». «Il film -prosegue la Finos- è una coproduzione con la Russia, che ha stanziato l’ottanta per cento del budget, l’altro venti arriva dalla Jean Vigo di Elda Ferri (con Raicinema)».
Ad interpretare Michelangelo sarà Alberto Testone, mentre Umberto Orsini vestirà i panni del marchese Malaspina e Massimo De Francovich quelli di papa Giulio II.
Metà del cast scelto in terra apuana. Ma, precisa il regista, che ricorda anche le difficoltà ad ottenere il riconoscimento di interesse da parte del Ministero dei beni culturali italiano, «nel film ci sarà soprattutto gente presa dalla strada. Metà del cast arriva da Carrara: facce fantastiche, personalità forti. I carraresi vivono nelle montagne senza mescolarsi agli altri, producono marmo da oltre duemila anni. Sono uno dei primi esempi di proletariato: sono una società che è una classe. Non dimentichiamo che l’anarchia sindacalista è nata qui e che qui i partigiani lottarono con grande forza contro fascisti e nazisti. Questi luoghi hanno una storia di indipendenza e facce meravigliose. E poi è un piacere avere che fare non con attori ma con gente che lavora davvero il marmo: scalpellini, marmisti».
Ciak si gira: ma Carrara non è il set. Le riprese del film su Michelangelo cominceranno fra poco ma, nonostante metà attori provengano da Carrara, la nostra città farà da set per una sola scena della pellicola di Konchalovsky, poiché le riprese in cava si gireranno sul Monte Altissimo, nel versante versiliese.
«Il regista russo -scrive ancora la Finos- fa base tra le cave del Monte Altissimo per le riprese di Il peccato. Una visione, film dedicato a Michelangelo che 500 anni fa, a Serravezza, trovò la materia prima ideale per le sue opere d’arte».
Massari: Michelangelo sull’Altissimo? Un errore storico.Quest’ultima affermazione, sul Michelangelo che trova la sua materia prima in quel di Serravezza, non è piaciuta affatto al professor Luciano Massari, direttore dell’Accademnia di Belle Arti di Carrara, che, raggiunto telefonicamente, ha parlato di “errore storico madornale”, ribadendo che quasi tutti i marmi utilizzati dall’artista per le sue opere provenivano da Carrara.
«Gli atti notarli, i disegni e le lettere indirizzate al papa -ha ricordato l’esperto- dimostrano senza alcun dubbio che tutti i capolavori di Michelangelo, eccetto il David, sono stati scolpiti in marmo statuario Polvaccio, proveniente dall’omonima cava carrarese, situata nel bacino di Ravaccione».
«A scegliere questi blocchi era il Maestro stesso, che quando si recava a Carrara soggiornava in una casa in piazza del Duomo, di proprietà di Francesco Pelliccia, uno dei cavatori del Polvaccio - continua a precisare il direttore dell’Accademia di Belle Arti - Sulla parete di questa abitazione è visibile ancora oggi una targa che ricorda la sua presenza in città. Michelangelo si recò a Serravezza per tentare di aprirvi nuove cave su ordine del papa, realizzando la bonifica della palude di Querceta, ma non usò mai il marmo di questa zona per i suoi lavori. All’epoca, poi, le cave si trovavano ad un’altezza non superiore a 400/500 metri e non certo sull’Altissimo». Insomma secondo Massari non ci sono dubbi, Michelangelo ha scelto il suo marmo solo a Carrara.
Ma allora da cosa nasce questa falsa credenza?
«Probabilmente -afferma Massari- all’origine c’è il tentativo di far propria una nostra tradizione da parte della Versilia. E’ triste dover sempre constatare che la nostra città non è in grado di mantenere e valorizzare come meriterebbe la sua grande memoria storica ed artistica».
Un altro film dedicato all’artista della Pietà. Bisogna anche ricordare che giorni fa, oltre a quello di Konchalovsky, era stato annunciato, sempre per agosto, l’inizio delle riprese di un altro nuovo film dedicato a Michelangelo.
Si tratta di “Michelangelo - Infinito”, una pellicola prodotta da Magnitudo film per Sky che il regista Emanuele Imbucci girerà a Carrara con protagonista l’attore palermitano Enrico Lo Verso.
Ma dal periodo del muto oggi il territorio di Massa-Carrara ha ospitato i set di quasi altri 40 film ed al centro di due di essi c'erano già la vita e le opere di Michelangelo. Il più noto è sicuramente “Il tormento e l’estasi” (1965), diretto dall’inglese Carol Reed, un kolossal di produzione Fox, in cui l’artista è interpretato da Charlton Heston. In questa pellicola, tratta da una biografia romanzata di Irving Stone del 1961, le cave di Carrara compaiono quando Michelangelo, in crisi creativa, vi si rifugia dopo l’ennesimo dissidio con papa Giulio II, interpretato da Rex Harrison. Il grande regista Konchalovsky, però, sembra propenso a far percorrere al suo film una strada diversa da questo illustre predecessore. Lo si capisce quando spiega - nellpintervista rilasciata sul film che si appresta a realizzare, il motivo per cui ha deciso di girare in italiano. «Sarebbe stato ridicolo -sostiene- un Michelangelo che parla inglese. Oggi un Charlton Heston non funzionerebbe».
Così il grande regista russo Andrei Konchalovsky, 80 anni il prossimo 20 agosto, ha annunciato l’inizio delle riprese di “Il peccato. Una visione”, film dedicato a Michelangelo, che solo in piccola parte sarà girato anche a Carrara, con un cast di attori-cavatori (questi invece in gran parte carraresi).
Ufficiale: Konchalovsky comincia le riprese il 28 agosto. Konchalovsy, 55 anni di carriera, un Leone d’argento a Venezia l’anno scorso con “Paradise” ed un altro nel 2014 per “Le notti bianche del postino”, parla in un’intervista rilasciata ad Arianna Finos, pubblicata ieri su “la Repubblica”, in cui si spiega che: «Le riprese del film inizieranno il 28 agosto, tra Carrara, Montepulciano, Arezzo, Caprarola, Firenze, Roma». «Il film -prosegue la Finos- è una coproduzione con la Russia, che ha stanziato l’ottanta per cento del budget, l’altro venti arriva dalla Jean Vigo di Elda Ferri (con Raicinema)».
Ad interpretare Michelangelo sarà Alberto Testone, mentre Umberto Orsini vestirà i panni del marchese Malaspina e Massimo De Francovich quelli di papa Giulio II.
Metà del cast scelto in terra apuana. Ma, precisa il regista, che ricorda anche le difficoltà ad ottenere il riconoscimento di interesse da parte del Ministero dei beni culturali italiano, «nel film ci sarà soprattutto gente presa dalla strada. Metà del cast arriva da Carrara: facce fantastiche, personalità forti. I carraresi vivono nelle montagne senza mescolarsi agli altri, producono marmo da oltre duemila anni. Sono uno dei primi esempi di proletariato: sono una società che è una classe. Non dimentichiamo che l’anarchia sindacalista è nata qui e che qui i partigiani lottarono con grande forza contro fascisti e nazisti. Questi luoghi hanno una storia di indipendenza e facce meravigliose. E poi è un piacere avere che fare non con attori ma con gente che lavora davvero il marmo: scalpellini, marmisti».
Ciak si gira: ma Carrara non è il set. Le riprese del film su Michelangelo cominceranno fra poco ma, nonostante metà attori provengano da Carrara, la nostra città farà da set per una sola scena della pellicola di Konchalovsky, poiché le riprese in cava si gireranno sul Monte Altissimo, nel versante versiliese.
«Il regista russo -scrive ancora la Finos- fa base tra le cave del Monte Altissimo per le riprese di Il peccato. Una visione, film dedicato a Michelangelo che 500 anni fa, a Serravezza, trovò la materia prima ideale per le sue opere d’arte».
Massari: Michelangelo sull’Altissimo? Un errore storico.Quest’ultima affermazione, sul Michelangelo che trova la sua materia prima in quel di Serravezza, non è piaciuta affatto al professor Luciano Massari, direttore dell’Accademnia di Belle Arti di Carrara, che, raggiunto telefonicamente, ha parlato di “errore storico madornale”, ribadendo che quasi tutti i marmi utilizzati dall’artista per le sue opere provenivano da Carrara.
«Gli atti notarli, i disegni e le lettere indirizzate al papa -ha ricordato l’esperto- dimostrano senza alcun dubbio che tutti i capolavori di Michelangelo, eccetto il David, sono stati scolpiti in marmo statuario Polvaccio, proveniente dall’omonima cava carrarese, situata nel bacino di Ravaccione».
«A scegliere questi blocchi era il Maestro stesso, che quando si recava a Carrara soggiornava in una casa in piazza del Duomo, di proprietà di Francesco Pelliccia, uno dei cavatori del Polvaccio - continua a precisare il direttore dell’Accademia di Belle Arti - Sulla parete di questa abitazione è visibile ancora oggi una targa che ricorda la sua presenza in città. Michelangelo si recò a Serravezza per tentare di aprirvi nuove cave su ordine del papa, realizzando la bonifica della palude di Querceta, ma non usò mai il marmo di questa zona per i suoi lavori. All’epoca, poi, le cave si trovavano ad un’altezza non superiore a 400/500 metri e non certo sull’Altissimo». Insomma secondo Massari non ci sono dubbi, Michelangelo ha scelto il suo marmo solo a Carrara.
Ma allora da cosa nasce questa falsa credenza?
«Probabilmente -afferma Massari- all’origine c’è il tentativo di far propria una nostra tradizione da parte della Versilia. E’ triste dover sempre constatare che la nostra città non è in grado di mantenere e valorizzare come meriterebbe la sua grande memoria storica ed artistica».
Un altro film dedicato all’artista della Pietà. Bisogna anche ricordare che giorni fa, oltre a quello di Konchalovsky, era stato annunciato, sempre per agosto, l’inizio delle riprese di un altro nuovo film dedicato a Michelangelo.
Si tratta di “Michelangelo - Infinito”, una pellicola prodotta da Magnitudo film per Sky che il regista Emanuele Imbucci girerà a Carrara con protagonista l’attore palermitano Enrico Lo Verso.
Ma dal periodo del muto oggi il territorio di Massa-Carrara ha ospitato i set di quasi altri 40 film ed al centro di due di essi c'erano già la vita e le opere di Michelangelo. Il più noto è sicuramente “Il tormento e l’estasi” (1965), diretto dall’inglese Carol Reed, un kolossal di produzione Fox, in cui l’artista è interpretato da Charlton Heston. In questa pellicola, tratta da una biografia romanzata di Irving Stone del 1961, le cave di Carrara compaiono quando Michelangelo, in crisi creativa, vi si rifugia dopo l’ennesimo dissidio con papa Giulio II, interpretato da Rex Harrison. Il grande regista Konchalovsky, però, sembra propenso a far percorrere al suo film una strada diversa da questo illustre predecessore. Lo si capisce quando spiega - nellpintervista rilasciata sul film che si appresta a realizzare, il motivo per cui ha deciso di girare in italiano. «Sarebbe stato ridicolo -sostiene- un Michelangelo che parla inglese. Oggi un Charlton Heston non funzionerebbe».
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