Sicurezza
Gavettoni liberi, la rabbia dei balneari
di Luca Barbieri
Un coro unanime: togliere i divieti è stato sbagliato. Puccetti (bagno Nettuno): ci aspettavamo la tutela dei clienti
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MARINA DI CARRARA. No, per i gestori degli stabilimenti balneari l'appello al buon senso proprio non basta e la preoccupazione, nelle ore che precedono la giornata di Ferragosto, è tanta.
Sono queste le risposte, le sensazioni e le reazioni che arrivano da Marina di Carrara alla nota del primo cittadino di Carrara, Francesco De Pasquale, che riporta la decisione «di non ricorrere allo strumento dell’ordinanza» contro i gavettoni, rivolgendo altresì «un forte e accorato invito soprattutto ai giovani» e appellandosi così «al buon senso di cittadini e giovani al rispetto della corretta convivenza nei confronti di chi non intende partecipare a forme di festeggiamento goliardiche che non trovano tutti d’accordo».
E così, alla vigilia di Ferragosto, mentre sui social network il dibattito prendeva campo con gli schieramenti del “sì” e del “no” già pronti, dagli stabilimenti balneari di Marina di Carrara la preoccupazione sembrava alquanto unanime, almeno da parte degli intervenuti.
«Sinceramente – il primo commento di Fiorenza Puccetti (Bagno Nettuno) – non è certamente quello che ci aspettavamo. Ci facciamo portavoce dei clienti perché non si trovano a poter usufruire del servizio durante una giornata di mare. Noi ci aspettavamo una tutela dei clienti, e quindi dei cittadini. Per fare capire le cose a queste persone ci volevano delle sanzioni e un'ordinanza perché queste persone vanno a limitare la libertà delle altre».
«Che poi – prosegue la Puccetti – questa mica è un'usanza. Vent'anni fa c'erano i pic nic sulla spiaggia con i prodotti tipici dalla torta di riso alla pasta fredda, non è mica una tradizione quella dei gavettoni. Domenica scorsa, ad esempio, abbiamo offerto come stabilimento il cocktail di festa per evitare di farlo nella giornata di oggi. Noi ci mettiamo il buon senso, ma i clienti scappano. Per noi, come stabilimento, inoltre le secchiate di sabbia in piscina vogliono dire un danno, non uno scherzo, bensì un atto vandalico».
Dal Bagno Nettuno al Morgana la preoccupazione è la medesima: una giornata di festa che possa essere rovinata. «Non voglio entrare nel merito dell'ordinanza – precisa infatti Elena Bottari del Morgana – ma il fenomeno preoccupa, una volta non era così. Non hanno il senso della misura e i locali stanno a casa. Si deve trovare una soluzione, non sono scherzi è guerriglia e noi ci sentiamo abbandonati».
Una riflessione amara, quella di Elena Bottari, che infatti si chiede: «sono ragazzini, ma dove sono i genitori? E' un disagio, noi incrociamo le dita». Dal Nettuno al Morgana, dal Morgana alle Palme, ma, come già detto, le sensazioni cambiano modi, forme e contorni, ma non certamente la sostanza e perplessità e preoccupazioni rimangono.
«La faccenda è degenerata – ammette anche Nicola Del Nero (Bagno Le Palme) difatti – non è un divertimento. Le ordinanze non è che hanno prodotto chissà cosa. Prendiamo quello che viene».
«Speriamo non succeda niente – dice invece Pietro Giorgeri (Bagno Lunezia) –, certo li avrebbero fatti ugualmente, ma così proprio non va».
«Noi non siamo tra gli stabilimenti balneari più colpiti – osserva inoltre Giuliano Venturini (Bagno Paradiso) – ma quando arrivano e salgono verso il bar è un problema. E' una moda per cui noi purtroppo dobbiamo avvisare i clienti e alla fine diventa un danno economico. Speriamo bene». Da un lato, quindi, l'invito al buon senso da parte dell'amministrazione, dall'altra le preoccupazioni dei gestori degli stabilimenti balneari.
«Per noi – rassicura infine il Comandante Capitano Mario Ricciardi (Compagnia dei Carabinieri di Carrara ) – poco cambia: speriamo nel buon senso, ma noi ci siamo, il nostro servizio non cambia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono queste le risposte, le sensazioni e le reazioni che arrivano da Marina di Carrara alla nota del primo cittadino di Carrara, Francesco De Pasquale, che riporta la decisione «di non ricorrere allo strumento dell’ordinanza» contro i gavettoni, rivolgendo altresì «un forte e accorato invito soprattutto ai giovani» e appellandosi così «al buon senso di cittadini e giovani al rispetto della corretta convivenza nei confronti di chi non intende partecipare a forme di festeggiamento goliardiche che non trovano tutti d’accordo».
E così, alla vigilia di Ferragosto, mentre sui social network il dibattito prendeva campo con gli schieramenti del “sì” e del “no” già pronti, dagli stabilimenti balneari di Marina di Carrara la preoccupazione sembrava alquanto unanime, almeno da parte degli intervenuti.
«Sinceramente – il primo commento di Fiorenza Puccetti (Bagno Nettuno) – non è certamente quello che ci aspettavamo. Ci facciamo portavoce dei clienti perché non si trovano a poter usufruire del servizio durante una giornata di mare. Noi ci aspettavamo una tutela dei clienti, e quindi dei cittadini. Per fare capire le cose a queste persone ci volevano delle sanzioni e un'ordinanza perché queste persone vanno a limitare la libertà delle altre».
«Che poi – prosegue la Puccetti – questa mica è un'usanza. Vent'anni fa c'erano i pic nic sulla spiaggia con i prodotti tipici dalla torta di riso alla pasta fredda, non è mica una tradizione quella dei gavettoni. Domenica scorsa, ad esempio, abbiamo offerto come stabilimento il cocktail di festa per evitare di farlo nella giornata di oggi. Noi ci mettiamo il buon senso, ma i clienti scappano. Per noi, come stabilimento, inoltre le secchiate di sabbia in piscina vogliono dire un danno, non uno scherzo, bensì un atto vandalico».
Dal Bagno Nettuno al Morgana la preoccupazione è la medesima: una giornata di festa che possa essere rovinata. «Non voglio entrare nel merito dell'ordinanza – precisa infatti Elena Bottari del Morgana – ma il fenomeno preoccupa, una volta non era così. Non hanno il senso della misura e i locali stanno a casa. Si deve trovare una soluzione, non sono scherzi è guerriglia e noi ci sentiamo abbandonati».
Una riflessione amara, quella di Elena Bottari, che infatti si chiede: «sono ragazzini, ma dove sono i genitori? E' un disagio, noi incrociamo le dita». Dal Nettuno al Morgana, dal Morgana alle Palme, ma, come già detto, le sensazioni cambiano modi, forme e contorni, ma non certamente la sostanza e perplessità e preoccupazioni rimangono.
«La faccenda è degenerata – ammette anche Nicola Del Nero (Bagno Le Palme) difatti – non è un divertimento. Le ordinanze non è che hanno prodotto chissà cosa. Prendiamo quello che viene».
«Speriamo non succeda niente – dice invece Pietro Giorgeri (Bagno Lunezia) –, certo li avrebbero fatti ugualmente, ma così proprio non va».
«Noi non siamo tra gli stabilimenti balneari più colpiti – osserva inoltre Giuliano Venturini (Bagno Paradiso) – ma quando arrivano e salgono verso il bar è un problema. E' una moda per cui noi purtroppo dobbiamo avvisare i clienti e alla fine diventa un danno economico. Speriamo bene». Da un lato, quindi, l'invito al buon senso da parte dell'amministrazione, dall'altra le preoccupazioni dei gestori degli stabilimenti balneari.
«Per noi – rassicura infine il Comandante Capitano Mario Ricciardi (Compagnia dei Carabinieri di Carrara ) – poco cambia: speriamo nel buon senso, ma noi ci siamo, il nostro servizio non cambia».
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