Lutto
Piante di marijuana alte più di due metri nel campo sul Magra
I carabinieri ne hanno estirpate 2.500: una tonnellata di droga La semina risale a questa primavera. Spunta una pista apuana
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VEZZANO LIGURE. Duemilacinquecento piante di marijuana, qualcuna alta quasi due metri e mezzo. Le hanno trovate i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di La Spezia lungo le sponde del fiume Magra. A Vezzano Ligure. In un campo abbandonato di circa tremila metri quadri. Erano nel bel mezzo della fioritura e quindi chi le ha seminate nei prossimi giorni sarebbe andato a raccoglierle. Una volta messe a essiccare potevano essere messe sul mercato e fruttare un bel po’ di soldi. Anche perché la nota dell’Arma parla di un sequestro di oltre una tonnellata di marijuana. Lo stupefacente è stato messo in un container in attesa dell’ordine di distruzione che dovrà arrivare dalla procura di La Spezia.
Gli inquirenti, dopo aver estirpato l’intera piantagione, con l’aiuto della forestale e grazie ai mezzi speciali dei vigili del fuoco, si sono messi sulle tracce di chi quelle piante ha aiutato a crescere. L’individuazione del terreno è avvenuta dall’alto qualche giorno fa, grazie a un elicottero dei carabinieri che stava controllando la zona. La scorsa notte il comando ha deciso di entrare in azione, anche perché non si poteva più aspettare oltre. Militari e pompieri hanno dovuto faticare parecchio per falciare le piante: erano davvero tante e coprivano praticamente una lingua di terra lungo il Magra. La marijuana grazie al caldo di queste settimane è cresciuta a dismisura, forse sorprendendo anche chi aspettava di poter fare quel raccolto che gli avrebbe reso decine di migliaia di euro. Una volta strappate le radici gli uomini del reparto operativo hanno voluto misurare l’altezza che avevano raggiunto quelli che sembravano dei veri e propri alberi: come detto qualcuna era arrivata a due metri e mezzo, mentre le più piccole (che si contavano sulle dita di una mano) erano di settanta centimetri. Il resto erano piante giganti che comunque superavano il metro e mezzo tranquillamente.
La semina risale a questa primavera, probabilmente a marzo vista l’altezza che aveva raggiunto il raccolto. Ma qualcuno deve aver provveduto a innaffiare le piante, soprattutto all’inizio. Qualche traccia è stata isolata dai militari e non è detto che presto questi contadini dello sballo vengano individuati. Una delle piste porta proprio nella provincia apuana. Quel terreno infatti potevano conoscerlo soltanto persone della zona. Persone che sono state a un passo dal fare il colpo della loro vita. E che invece adesso rischiano di finire in manette.
Gli inquirenti, dopo aver estirpato l’intera piantagione, con l’aiuto della forestale e grazie ai mezzi speciali dei vigili del fuoco, si sono messi sulle tracce di chi quelle piante ha aiutato a crescere. L’individuazione del terreno è avvenuta dall’alto qualche giorno fa, grazie a un elicottero dei carabinieri che stava controllando la zona. La scorsa notte il comando ha deciso di entrare in azione, anche perché non si poteva più aspettare oltre. Militari e pompieri hanno dovuto faticare parecchio per falciare le piante: erano davvero tante e coprivano praticamente una lingua di terra lungo il Magra. La marijuana grazie al caldo di queste settimane è cresciuta a dismisura, forse sorprendendo anche chi aspettava di poter fare quel raccolto che gli avrebbe reso decine di migliaia di euro. Una volta strappate le radici gli uomini del reparto operativo hanno voluto misurare l’altezza che avevano raggiunto quelli che sembravano dei veri e propri alberi: come detto qualcuna era arrivata a due metri e mezzo, mentre le più piccole (che si contavano sulle dita di una mano) erano di settanta centimetri. Il resto erano piante giganti che comunque superavano il metro e mezzo tranquillamente.
La semina risale a questa primavera, probabilmente a marzo vista l’altezza che aveva raggiunto il raccolto. Ma qualcuno deve aver provveduto a innaffiare le piante, soprattutto all’inizio. Qualche traccia è stata isolata dai militari e non è detto che presto questi contadini dello sballo vengano individuati. Una delle piste porta proprio nella provincia apuana. Quel terreno infatti potevano conoscerlo soltanto persone della zona. Persone che sono state a un passo dal fare il colpo della loro vita. E che invece adesso rischiano di finire in manette.
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