Sicurezza
Cede la tombatura di Canal del Rio
di Cinzia Chiappini
Rimbalzo di responsabilità tra Comune e proprietà del palazzo per i lavori
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CARRARA. La tombatura di Canal del Rio cede ed è guerra aperta sulla responsabilità degli interventi. Siamo alle porte della città, sulla strada di accesso al centro: da qui passa Canal del Rio, il canale “scomparso” visto che la maggior parte del suo percorso è stato tombato. Anche se non si vede, il corso d'acqua c'è eccome, prova ne sono gli effetti dell'azione erosiva sulle strutture sovrastanti. Da qualche tempo, infatti, parte dell'asfalto di un'area condominiale e di un muretto di confine mostrano segni di “cedimento”.
Tanto che lo scorso 13 marzo i tecnici del comune hanno effettuato un sopralluogo, riscontrando «nella pavimentazione dell'area condominiale la presenza di un buco di 80 cm di diametro in adiacenza al muro condominiale».
Siamo nel perimetro del condominio posto al civico 21 e, sempre secondo i tecnici del municipio, «il fenomeno potrebbe verosimilmente derivare dal parziale cedimento delle strutture del canale» . A seguito di questo sopralluogo da Piazza Due Giugno è partito un sollecito, per segnalare ai proprietari del palazzo che in virtù della deliberazione del consiglio regionale 9/2015 «la manutenzione ordinaria e straordinaria dei tratti tombati è in capo al soggetto che utilizza o trae beneficio dagli spazi derivanti dal tombamento».
La missiva del municipio si conclude con l'invito a «effettuare nel più breve tempo possibile un'ispezione per verificare lo stato manutentivo dell'opera e tutti gli eventuali interventi di manutenzione per garantire la sicurezza idraulica e delle proprietà adiacenti». Un carico da novanta, per i proprietari del palazzo visto che secondo il tecnico ingaggiato dai condomini si parla di opere per centinaia di migliaia di euro.
E così Cesare Cabani, proprietario e residente di un appartamento, si è affidato all'avvocato Claudia Cresti: «È una richiesta inverosimile sia dal punto di vista del diritto sia economicamente perché la tombatura di Canal del Rio non è imputabile al signor Cabani né al Condominio ma è stata necessaria al comune di Cararra per la realizzazione di alcune opere pubbliche ancora oggi di utilizzo dell'ente» spiega la legale, sottolineando che il sollecito avrebbe dovuto essere indirizzato a tutti i gestori di pubblici servizi che dispongono di apparecchiature in quell'aera, al condomino confinante e soprattutto allo stesso Comune di Carrara. A nome del suo assistito dunque l'avvocato Cresti ha replicato al municipio declinando ogni responsabilità.
Tanto che lo scorso 13 marzo i tecnici del comune hanno effettuato un sopralluogo, riscontrando «nella pavimentazione dell'area condominiale la presenza di un buco di 80 cm di diametro in adiacenza al muro condominiale».
Siamo nel perimetro del condominio posto al civico 21 e, sempre secondo i tecnici del municipio, «il fenomeno potrebbe verosimilmente derivare dal parziale cedimento delle strutture del canale» . A seguito di questo sopralluogo da Piazza Due Giugno è partito un sollecito, per segnalare ai proprietari del palazzo che in virtù della deliberazione del consiglio regionale 9/2015 «la manutenzione ordinaria e straordinaria dei tratti tombati è in capo al soggetto che utilizza o trae beneficio dagli spazi derivanti dal tombamento».
La missiva del municipio si conclude con l'invito a «effettuare nel più breve tempo possibile un'ispezione per verificare lo stato manutentivo dell'opera e tutti gli eventuali interventi di manutenzione per garantire la sicurezza idraulica e delle proprietà adiacenti». Un carico da novanta, per i proprietari del palazzo visto che secondo il tecnico ingaggiato dai condomini si parla di opere per centinaia di migliaia di euro.
E così Cesare Cabani, proprietario e residente di un appartamento, si è affidato all'avvocato Claudia Cresti: «È una richiesta inverosimile sia dal punto di vista del diritto sia economicamente perché la tombatura di Canal del Rio non è imputabile al signor Cabani né al Condominio ma è stata necessaria al comune di Cararra per la realizzazione di alcune opere pubbliche ancora oggi di utilizzo dell'ente» spiega la legale, sottolineando che il sollecito avrebbe dovuto essere indirizzato a tutti i gestori di pubblici servizi che dispongono di apparecchiature in quell'aera, al condomino confinante e soprattutto allo stesso Comune di Carrara. A nome del suo assistito dunque l'avvocato Cresti ha replicato al municipio declinando ogni responsabilità.
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