Il Tirreno

Ufficiale: la Camera di commercio di Massa è accorpata con Pisa e Lucca

di Libero Red Dolce
Ufficiale: la Camera di commercio di Massa è accorpata con Pisa e Lucca

Firmato dal ministero dello Sviluppo economico il decreto che dà il via alla fusione tra istituti: Carrara declassata a sede periferica ma per i 40 dipendenti non ci saranno trasferimenti

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MASSA. 150 anni di storia della Camera di commercio apuana cancellati dalla riforma voluta dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Martedì è stato firmato il decreto «che razionalizza e rende più efficiente il sistema delle Camere di Commercio», annuncia una nota ministeriale. Ma sulla presunta efficienza della riforma c’è chi ha più di qualcosa da dire.

Lucca, Pisa e Massa. Insieme dal 2018. Le prime due con 56.000 aziende iscritte a testa, l’altra appena 25.000. Due pesi medio massimi contro un peso piuma. E, ad accorpamento compiuto, gli organi e la presidenza saranno evidentemente sbilanciati verso le aree più forti e strutturate.

«È un ulteriore passo che mi rende particolarmente sfiduciato verso il futuro, parlo proprio di sopravvivenza, delle camere di commercio – dichiara il presidente della Camera di commercio di Massa Carrara Dino Sodini – prima hanno ridotto del 50% i nostri introiti camerali dalle aziende. Per capire meglio: a fronte di un risparmio per ciascuna azienda di circa 70-80 euro annui, al nostro ente sono venuti a mancare due milioni e mezzo di euro. E chiaramente questo ha portato a una contrazione dei servizi, della qualità di quello che possiamo offrire».

Nessun rischio, a suo dire, sulla situazione di chi lavora però nella sede di Carrara. Si tratta di poco meno di 40 persone che non dovrebbero essere trasferite meno che mai cacciate dal posto di lavoro. «Le sedi rimarrano – spiega ancora Sodini – soltanto che la sede principale adesso sarà a Viareggio e le altre due rimarrano come sedi periferiche».

Accorpare per tagliare i costi, è stata la parola d’ordine del ministero. con gli accorpamenti previsti si passerà da 95 a 60 sedi delle camere di commercio, salvaguardando la presenza di almeno una camera di commercio in ciascuna Regione. In Toscana si passerà dalle nove attuali alle cinque post riforma.

«Chi ne soffrirà di più – rincara il presidente – sono le aree più piccole, magari con specificità differenti. E già si vedono le prime mosse muscolari. Chi è più forte avrà più capacità di governance, conseguentemente di scelta e via dicendo. Chiaro che noi, con i numeri attuali, andremo a contare per un sesto nella nuova struttura. Temiamo che la gestione sarà tutto meno che collegiale».

Quello che preoccupa Sodini è la periferizzazione continua della provincia di Massa Carrara che, dall’accorpamento dell’Autorità portuale con La Spezia, alla creazione di un Asl della Toscana del Nord e ora alla fusione delle Camere di Commercio, perde sempre più centralità: «Stanno scomparendo numerosi presidi pubblici, questo è uno in più che faranno sì che Massa Carrara avrà più difficoltà. DI recente non possiamo più fare missioni all’estero e per il nostro settore è una perdita notevole. Si pensi al marmo e alle occasione perse nelle fiere internazionali di spingere le piccole imprese».

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