Proteste
incidente in cava a torano
Si ferisce al braccio con la perforatrice
CARRARA. Sono da poco trascorse le 10. 30 nel bacino di Torano quando dalla Cava di Sponda scatta l’allarme. Un cavatore di 29 anni è rimasto ferito all’avambraccio mentre stava lavorando con una...
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CARRARA. Sono da poco trascorse le 10. 30 nel bacino di Torano quando dalla Cava di Sponda scatta l’allarme. Un cavatore di 29 anni è rimasto ferito all’avambraccio mentre stava lavorando con una macchina perforante.
I colleghi accorrono e fanno scattare la chiamata al 118. Per fortuna le condizioni del giovane non sono gravi.
Niente elisoccorso dunque, si aspetta l’ambulanza. Il cavatore viene portato all’Ospedale delle Apuane in codice giallo.
Come di consueto, l’incidente viene segnalato al Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda Sanitaria.
«È un incidente strano perché questo tipo di macchinario è costituito da una centralina e da delle aste. I due corpi sono lontani tra loro e l’addetto deve stare vicino alla centralina» spiega la dirigente Maura Pellegri. La macchina è impiegata per sezionare le bancate di marmo: le aste si inseriscono nel marmo e creano dei fori che definiscono la sezione. I comandi della “perforatrice”, dove si posiziona l’addetto, sono lontani dalle aste. «Siamo certi che al lavoro ci fosse un solo addetto, come prevede la norma. E ci risulta anche che la macchina stesse funzionando correttamente e fosse in sicurezza. Da questo punto di vista non ci sono particolari critici da prendere in considerazione» ha aggiunto l’ingegner Pellegri.
Per questo il dipartimento ascolterà la testimonianza del cavatore ferito e dei colleghi, per indagare su quelli che la dirigente definisce «gli aspetti comportamentali».
Come a dire che l’attenzione è tutta concentrata sui movimenti dell’addetto per capire se effettivamente sono state rispettate le procedure previste per l’utilizzo di quel macchinario.
Un tema, quello del rispetto delle procedure, che vede il Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda Sanitaria schierato in prima fila nell’ambito di una campagna lanciata con il supporto della Regione Toscana che ha portato alla creazione di una task force ad hoc per intensificare i controlli sia al monte che al piano.
L’iniziativa è partita dopo la tragica serie di infortuni mortali registrati alle cave e nelle aziende a valle tra il 2015 e il 2016.
Quello di ieri mattina è il secondo incidente alle cave in poco più di due settimane.
Lo scorso 22 luglio, due camionisti erano rimasti feriti a seguito del ribaltamento di un autoarticolato nel bacino di Fantiscritti. Per fortuna anche in quel caso le conseguenze sono state limitate e gli infortuni non gravi.
Due infortuni che comunque tengono alta l’attenzione sulla sicurezza ne.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I colleghi accorrono e fanno scattare la chiamata al 118. Per fortuna le condizioni del giovane non sono gravi.
Niente elisoccorso dunque, si aspetta l’ambulanza. Il cavatore viene portato all’Ospedale delle Apuane in codice giallo.
Come di consueto, l’incidente viene segnalato al Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda Sanitaria.
«È un incidente strano perché questo tipo di macchinario è costituito da una centralina e da delle aste. I due corpi sono lontani tra loro e l’addetto deve stare vicino alla centralina» spiega la dirigente Maura Pellegri. La macchina è impiegata per sezionare le bancate di marmo: le aste si inseriscono nel marmo e creano dei fori che definiscono la sezione. I comandi della “perforatrice”, dove si posiziona l’addetto, sono lontani dalle aste. «Siamo certi che al lavoro ci fosse un solo addetto, come prevede la norma. E ci risulta anche che la macchina stesse funzionando correttamente e fosse in sicurezza. Da questo punto di vista non ci sono particolari critici da prendere in considerazione» ha aggiunto l’ingegner Pellegri.
Per questo il dipartimento ascolterà la testimonianza del cavatore ferito e dei colleghi, per indagare su quelli che la dirigente definisce «gli aspetti comportamentali».
Come a dire che l’attenzione è tutta concentrata sui movimenti dell’addetto per capire se effettivamente sono state rispettate le procedure previste per l’utilizzo di quel macchinario.
Un tema, quello del rispetto delle procedure, che vede il Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda Sanitaria schierato in prima fila nell’ambito di una campagna lanciata con il supporto della Regione Toscana che ha portato alla creazione di una task force ad hoc per intensificare i controlli sia al monte che al piano.
L’iniziativa è partita dopo la tragica serie di infortuni mortali registrati alle cave e nelle aziende a valle tra il 2015 e il 2016.
Quello di ieri mattina è il secondo incidente alle cave in poco più di due settimane.
Lo scorso 22 luglio, due camionisti erano rimasti feriti a seguito del ribaltamento di un autoarticolato nel bacino di Fantiscritti. Per fortuna anche in quel caso le conseguenze sono state limitate e gli infortuni non gravi.
Due infortuni che comunque tengono alta l’attenzione sulla sicurezza ne.
Cinzia Chiappini
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