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«De Pasquale? È lontano dalla realtà»

«De Pasquale? È lontano dalla realtà»

Erich Lucchetti (Confindustria): per rilanciare il territorio bisogna invogliare le aziende a investire

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CARRARA. «Quando il sindaco Francesco De Pasquale afferma che per rilanciare Carrara non bisogna puntare sull’industria, ma su turismo, terziario ed un primario di nicchia e qualità non capisco proprio a cosa si riferisca. Le sue mi sembrano considerazioni teoriche, lontane dalla realtà. Il nostro territorio potrà uscire dalla crisi solo se invogliamo le industrie ad investire, creando quelle condizioni che attualmente mancano». Così Erich Lucchetti, presidente della delegazione apuana di Confindustria, è intervenuto nel dibattito sorto a seguito della pubblicazione dei dati relativi all’elaborazione realizzata dall’Istat per L’Espresso, da cui risulta che Carrara è uno dei primi 50 comuni italiani da cui sono partiti più giovani dal 2008 ad oggi. Ieri avevano rilasciato i loro commenti il presidente della Camera di Commercio Dino Sodini ed il sindaco De Pasquale. Il primo, sostenendo che il settore del marmo ed il turismo non sono sufficienti a garantire un lavoro stabile, aveva individuato nella reindustrializzazione la risposta valida al problema occupazionale sul nostro territorio, ferma restando la necessità di effettuare la bonifica della zona industriale prima di insediarvi nuove aziende. De Pasquale, invece, aveva affermato che sono state proprio le industrie del passato a condurci alla situazione attuale, suggerendo di puntare soprattutto sul turismo. «Io -ha precisato Lucchetti- mi sento più vicino alla posizione di Sodini. Il marmo, pur rappresentando come valore il 23,9% della nostra economia e garantendo sotto il profilo occupazionale un impatto del 13%, che con l’indotto si spinge fino al 20%, da solo non basta. Lo stesso vale anche per il turismo, visto che qui da noi alberghi e ristoranti sono troppo pochi. Bisogna bonificare le aree ancora inutilizzate perché inquinate, così da poter insediarvi nuove industrie e garantire la tutela occupazionale ai nostri ragazzi, che rappresentano il futuro”. Sul fatto che i nuovi insediamenti produttivi dovranno rispettare l’ambiente e la salute, però, il numero uno della Confindustria apuana concorda con De Pasquale. «Pensare ad una reindustrializzazione selvaggia, -ha precisato Lucchetti- sul modello del vecchio polo chimico, sarebbe una pazzia. Oggi, per fortuna, la tutela della salute e della sicurezza rappresentano obiettivi primari per tutte le aziende». (d.c.)

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