Il dolore
centro storico
Cede soffitto, chiuso il Cairoli
Stop forzato per la sala da tè inaugurata soltanto 10 mesi fa
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MASSA. Nastro segnaletico rosso e bianco e blocco delle attività fino a compimento dei lavori per la messa in sicurezza. Chiusura improvvisa per il Cairoli e ferie forzate per tutto il personale; la caffetteria e sala da tè del centro storico chiude momentaneamente i battenti a seguito del cedimento di una “parte del soffitto” avvenuto lunedì scorso in tarda serata.
«Chiuso per manutenzione», cita il cartello appeso alla porta del bar del centro, «fino a data da destinarsi», ma la titolare Daniela Raggi assicura che i lavori per la ristrutturazione del solaio dovrebbero partire a breve e concludersi prima di settembre. Un fine estate sfortunato per la caffetteria del centro, che ha inaugurato i propri locali solo dieci mesi fa, ma fortunatamente il crollo è avvenuto intorno alla mezzanotte, quando il locale aveva ormai chiuso, evitando possibili coinvolgimenti di clienti o del personale che lavora nel bar.
E sulle cause del crollo c'è ancora da fare chiarezza. L'intervento del comando provinciale dei vigili del fuoco ha constatato che le condizioni dei locali non sono preoccupanti, adesso tocca alla polizia giudiziaria svolgere le indagini per capire chi sia coinvolto nelle responsabilità del crollo. Interpellati telefonicamente i gestori del locale non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, ma nella pagina Facebook del Cairoli scrivono: «Nella notte di lunedì vi è stato un cedimento di una porzione del soffitto, cedimento dovuto ad interventi di ristrutturazione svolti in passato che non hanno tenuto conto né della pesantezza del materiale utilizzato né dello stato del materiale sottostante. Mai avremmo immaginato potesse accadere quello che è successo, dato che da quando abbiamo preso possesso del locale,10 mesi fa, niente ha mai fatto sospettare un problema di questo tipo». Lavori di ristrutturazione sbagliati secondo i gestori del locale, che puntano il dito contro i proprietari del fondo di via Cairoli, che appartiene dal 1855 alla storica famiglia Giampaoli. «Probabilmente il cedimento è avvenuto anche a causa delle temperature così alte – ha commentato Bruno Giampaoli – ma è normale che un edifico di così antica costruzione ogni tanto abbia bisogno di manutenzione. L'importante è che al momento del crollo nessuno sostasse nel locale e che nessuno si sia fatto del male».
Camilla Palagi
«Chiuso per manutenzione», cita il cartello appeso alla porta del bar del centro, «fino a data da destinarsi», ma la titolare Daniela Raggi assicura che i lavori per la ristrutturazione del solaio dovrebbero partire a breve e concludersi prima di settembre. Un fine estate sfortunato per la caffetteria del centro, che ha inaugurato i propri locali solo dieci mesi fa, ma fortunatamente il crollo è avvenuto intorno alla mezzanotte, quando il locale aveva ormai chiuso, evitando possibili coinvolgimenti di clienti o del personale che lavora nel bar.
E sulle cause del crollo c'è ancora da fare chiarezza. L'intervento del comando provinciale dei vigili del fuoco ha constatato che le condizioni dei locali non sono preoccupanti, adesso tocca alla polizia giudiziaria svolgere le indagini per capire chi sia coinvolto nelle responsabilità del crollo. Interpellati telefonicamente i gestori del locale non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, ma nella pagina Facebook del Cairoli scrivono: «Nella notte di lunedì vi è stato un cedimento di una porzione del soffitto, cedimento dovuto ad interventi di ristrutturazione svolti in passato che non hanno tenuto conto né della pesantezza del materiale utilizzato né dello stato del materiale sottostante. Mai avremmo immaginato potesse accadere quello che è successo, dato che da quando abbiamo preso possesso del locale,10 mesi fa, niente ha mai fatto sospettare un problema di questo tipo». Lavori di ristrutturazione sbagliati secondo i gestori del locale, che puntano il dito contro i proprietari del fondo di via Cairoli, che appartiene dal 1855 alla storica famiglia Giampaoli. «Probabilmente il cedimento è avvenuto anche a causa delle temperature così alte – ha commentato Bruno Giampaoli – ma è normale che un edifico di così antica costruzione ogni tanto abbia bisogno di manutenzione. L'importante è che al momento del crollo nessuno sostasse nel locale e che nessuno si sia fatto del male».
Camilla Palagi
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