Il Tirreno

Bagni vietati alla foce del Brugiano

Bagni vietati alla foce del Brugiano

Enterococchi intestinali sopra i limiti di legge, scatta il provvedimento, niente tuffi in due stabilimenti e una spiaggia libera

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MASSA. Arriva alla vigilia di Ferragosto, sgradito e inaspettato, il primo divieto di balneazione della stagione. Arriva alla foce del Brugiano, dove le analisi di laboratorio dell’Arpat, l’Agenzia di protezione ambientale della Toscana, hanno rilevato la presenza di una carica batterica superiore ai limiti imposti dalla legge. Il campionamento è stato effettuato nella giornata di lunedì e l’esito sfavorevole è stato comunicato, dopo le 24 ore di rito, al Comune. Che con un’ordinanza firmato dal sindaco Alessandro Volpi alla fine della mattinata di ieri, ha ordinato il divieto di fare il bagno nel tratto di mare interessato dall’inquinamento. Si tratta di un pezzo di spiaggia di circa 100-150 metri fra la sponda destra del torrente Brugiano e la scogliera anti erosione a nord di essa. L’ordinanza del primo cittadino impone la collocazione di cartelli di “divieto di balneazione” sulla battigia del bagno Asciutti, del bagno Milano e della spiaggia libera attrezzata “del Brugiano”. Sono questi tre stabilimenti – dove ieri, comunque, molta gente ha continuato a fare il bagno – a dover fare i conti con lo stop al libero tuffo che di sicuro non farà piacere. Il campionamento di Arpat (di tipo routinario, cioè di quelli che vengono effettuati periodicamente in assenza di emergenze) ha evidenziato la presenza di 504 unità di Enterococchi intestinali per ogni 100 millilitri d’acqua. Presenza parecchio abnorme, visto che il limite di legge è di 100 unità e che nei precedenti prelievi – in maggio, giugno e luglio – il livello era tra “meno di 10” e 20 unità per 100 millilitri. Tanto da qualificare come “eccellente” la qualità dell’acqua di quella zona.

L’emergenza inquinamento fecale – detto in parole povere, la presenza dell’Enterococco deriva da scarichi di servizi igienici – ha fatto subito scattare una serie di controlli da parte dei tecnici di palazzo civico lungo il percorso del Brugiano. Appare infatti molto probabile – anche se non c’è una prova – che il fenomeno della improvvisa proliferazione dei colibatteri sia dovuta a uno sversamento di liquami nel torrente. L’attenzione dei tecnici è rivolta ad eventuali rotture negli scarichi di abitazioni ma anche sulla intensa attività del porticciolo di barche alla foce del Brugiano, da cui derivano molte deiezioni. Ma c’è anche da tenere conto che più nell’entroterra, nella zona dell’ospedale, sono in corso lavori che potrebbero aver provocato uno sversamento.

Il divieto di balneazione dovrebbe comunque avere vita breve, E il Comune ci conta. «Abbiamo chiesto ad Arpat un contro campionamento – dice il vicesindaco Uilian Berti – ed entro venerdì (domani) dovrebbero arrivare i nuovi responsi sulla qualità delle acque che, dovrebbero attestare la “conformità” ai parametri di legge». Una “macchia” da lavare in fretta, si augura insomma l’amministrazione, spiazzata da questo divieto che a ridosso di Ferragosto può davvero diventare un pesante danno di immagine per il turismo di Marina.

Claudio Figaia

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di Redazione web