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Appalto per il nuovo palasport azienda esclusa fa ricorso al Tar

Appalto per il nuovo palasport azienda esclusa fa ricorso al Tar

MASSA. È una mina piazzata sul percorso verso la realizzazione del nuovo palazzetto dello sport, il ricorso al Tar presentato da una delle ditte che hanno partecipato e sono state escluse nella gara...

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MASSA. È una mina piazzata sul percorso verso la realizzazione del nuovo palazzetto dello sport, il ricorso al Tar presentato da una delle ditte che hanno partecipato e sono state escluse nella gara di appalto da 2,8 milioni di euro bandita dal Comune. A rivolgersi al tribunale regionale è la Clc, Cooperativa lavoratori delle costruzioni di Livorno, in Ati (associazione temporanea di imprese) con la Lumar Impianti Srl. I legali delle due aziende chiedono l’annullamento dell’atto con cui il Comune ha assegnato l’appalto la consorzio bolognese Integra società cooperativa. Il Tar fi Firenze non ha tuttavia preso alcuna decisione in merito, ma ha invece rinviato il ricorso dalla sezine monocratica a quella collegiale, che affronterà la questione il 7 settembre. Soltanto per quella data, dunque, si saprà se la mina del ricorso sarà disinnescata dai giudici o se esploderà. Ed è chiaro che se il ricorso verrà accolto, i tempi per vedere costruito il palazzetto dello sporto si allungheranno di parecchio. Ben oltre la fine della sindacatura di Alessandro Volpi.

I legali delle imprese ricorrenti, Clc e Lumar Impianti contestano in particolare un aspetto della gara. Quello riguardante i tempi di realizzazione.

Il Comune aveva predisposto la gara di appalto in modo tale da “premiare” non soltanto l’offerta economica (il ribasso) e la qualità tecnica della proposta tecnico-esecutiva. ma anche la durata dei cantieri. In altre parole: più punteggio a chi garantisce tempi più ridotto per completare l’opera. Il fatto è che Clc e Lumar hanno proposto un ribasso dei tempi ri realizzazione del 50% e oltre. A fronte di 450 giorni standard, hanno detto che avrebbero costruito il palasport in 217 giorni. Un’offerta, si legge nei verbali di gara, che la commissione ha giudicato non accoglibile in quanto “non sostenibile tecnicamente” anche dopo le delucidazioni chieste al progettista. In pratica, ha ritenuto impossibile che si possa realizzare l’opera in così pochi giorni lavorativi. E ha deciso quindi di escludere la concorrente dalla gara. Una “squalifica” ritenuta non legittima da parte della azienda livornese, che adesso chiede ai giudici amministrativi di rifare la gara.c.f.



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