Attenzione
Premio Lunezia, stasera al porto c’è Vinicio Capossela
Il cantautore riceverà il prestigioso riconoscimento e racconterà al pubblico le sue canzoni e la sua arte
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MARINA DI CARRARA. Vinicio Capossela si aggiudica il prestigioso Premio Lunezia Canzone d'Autore 2017 per l'album "Canzoni della Cupa". Il cantautore ritirerà il Premio (un'opera scultorea in marmo bianco realizzata da Luciano Massari) stasera a Marina di Carrara (Largo Marinai d'Italia - alle 21 e 30 - ingresso gratuito) e racconterà la genesi dell'album e la sua arte eclettica, intervistato dal giornalista David De Filippi e dal patron del Lunezia Stefano De Martino.
Il Premio Lunezia è patrocinato dal Ministero della Cultura, Regione Toscana e Siae ed è stato realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Carrara, la proloco e i commercianti di Marina di Carrara.
La motivazione musical-letteraria del noto conferimento toscano a cura di Selene Pascasi (Giornalista de Il Sole 24 Ore) e Alessia Pistolini cita questo: «L'album 'Le canzoni della cupa' merita il premio per la capacità di mutare in testi una poetica viva ed essenziale, tenendo alti quei canoni dell'arte musical-letteraria che consacrano la canzone ad opera d'arte. Obiettivo centrato da Capossela che, snodandosi su due binari antitetici ma gemelli - la Polvere e l'Ombra - prende per mano l'ascoltatore e lo conduce in un impegnativo ma affascinante viaggio in terre sommerse e mortificate da un sentire sociale ormai sordo a voci, storie, suoni e culture di un tempo che è radice e sogno. Radice come la terra, la fatica e il sudore raccontati nelle canzoni della Polvere».
«Sogno come l'onirico, il fiabesco e l'enigmatico narrati nelle canzoni dell'Ombra. Un mondo, quello che l'artista consegna al pubblico dopo una lunga gestazione, partorito dalle immagini del suo ultimo romanzo 'Il Paese dei Coppoloni' e supportato da musiche fortemente evocative, capaci di trascinare i sensi in universi magici ma tangibili - porsgeue la nota sulle motivazioni che hanno portato al prestigioso riconoscimento a Vinicio Capossela - Discostata la polvere da una memoria atavica e collettiva, e intravista, finalmente, la linea delle ombre, si disvela ora tutta la poetica di Capossela, quella stessa che già in nuce intravedemmo nelle sue prime composizioni, che cominciò a definirsi in modo più decisamente personale ne 'Il Ballo di San Vito', e che qui prende vita finalmente consapevole e piena. Le 'Canzoni della Cùpa' sono il risultato di una ricerca appassionata, partita dalle sue radici di terra e tradizioni, di suoni antichi e di ritmi scaramantici, storie e legende che man mano che si allontanano nel tempo perdono le connotazioni personali e locali e divengono storia di tutti, si immergono in un grande inconscio collettivo da cui Capossela può attingere a piene mani. Vi sono l'incedere terzinato e inesorabile della tarantella, i colpi dei tamburi, le stagioni e i loro riti, la festa e il lutto, il battito scandito del canto di lavoro, l'inspiegabile che si fa paura e religione insieme? Un'opera ambiziosa ma sincera, composita e complessa, certo, ma anche spesso cantabile e ballabile come lo è la musica popolare, fatta e tramandata dagli uomini per gli uomini di ogni epoca e latitudine. Una summa del sentire umano - si chiude la nota - che solo un artista vero come Vinicio Capossela avrebbe potuto sintetizzare in forma di canzone».
L’appuntamento è per stasera, con il Lunezia e con Vincio Capossela.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Il Premio Lunezia è patrocinato dal Ministero della Cultura, Regione Toscana e Siae ed è stato realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Carrara, la proloco e i commercianti di Marina di Carrara.
La motivazione musical-letteraria del noto conferimento toscano a cura di Selene Pascasi (Giornalista de Il Sole 24 Ore) e Alessia Pistolini cita questo: «L'album 'Le canzoni della cupa' merita il premio per la capacità di mutare in testi una poetica viva ed essenziale, tenendo alti quei canoni dell'arte musical-letteraria che consacrano la canzone ad opera d'arte. Obiettivo centrato da Capossela che, snodandosi su due binari antitetici ma gemelli - la Polvere e l'Ombra - prende per mano l'ascoltatore e lo conduce in un impegnativo ma affascinante viaggio in terre sommerse e mortificate da un sentire sociale ormai sordo a voci, storie, suoni e culture di un tempo che è radice e sogno. Radice come la terra, la fatica e il sudore raccontati nelle canzoni della Polvere».
«Sogno come l'onirico, il fiabesco e l'enigmatico narrati nelle canzoni dell'Ombra. Un mondo, quello che l'artista consegna al pubblico dopo una lunga gestazione, partorito dalle immagini del suo ultimo romanzo 'Il Paese dei Coppoloni' e supportato da musiche fortemente evocative, capaci di trascinare i sensi in universi magici ma tangibili - porsgeue la nota sulle motivazioni che hanno portato al prestigioso riconoscimento a Vinicio Capossela - Discostata la polvere da una memoria atavica e collettiva, e intravista, finalmente, la linea delle ombre, si disvela ora tutta la poetica di Capossela, quella stessa che già in nuce intravedemmo nelle sue prime composizioni, che cominciò a definirsi in modo più decisamente personale ne 'Il Ballo di San Vito', e che qui prende vita finalmente consapevole e piena. Le 'Canzoni della Cùpa' sono il risultato di una ricerca appassionata, partita dalle sue radici di terra e tradizioni, di suoni antichi e di ritmi scaramantici, storie e legende che man mano che si allontanano nel tempo perdono le connotazioni personali e locali e divengono storia di tutti, si immergono in un grande inconscio collettivo da cui Capossela può attingere a piene mani. Vi sono l'incedere terzinato e inesorabile della tarantella, i colpi dei tamburi, le stagioni e i loro riti, la festa e il lutto, il battito scandito del canto di lavoro, l'inspiegabile che si fa paura e religione insieme? Un'opera ambiziosa ma sincera, composita e complessa, certo, ma anche spesso cantabile e ballabile come lo è la musica popolare, fatta e tramandata dagli uomini per gli uomini di ogni epoca e latitudine. Una summa del sentire umano - si chiude la nota - che solo un artista vero come Vinicio Capossela avrebbe potuto sintetizzare in forma di canzone».
L’appuntamento è per stasera, con il Lunezia e con Vincio Capossela.
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