La manifestazione
Padre padrone di 92 anni picchia il figlio settantenne
Lo ha preso a colpi di stampella in testa: è intervenuta la polizia
MASSA. Lo ha preso a colpi di stampella in testa e sulle costole. Facendolo urlare per il dolore e fermandosi soltanto quando sono arrivati i poliziotti chiamati dai vicini che temevano il peggio.
A picchiare era il padre, a subire il figlio. Il primo rimproverava all’altro di essere un fallito, uno che nella vita non avrebbe combinato niente di buono. Il problema è che il genitore ha spento da poche settimane 92 candeline sulla torta di compleanno e il presunto sfaccendato altro non è che un settantenne andato in pensione dopo una vita di duro lavoro in fabbrica.
Gli agenti hanno cercato di calmare l’anziano (il padre) e di rincuorare l’anziano (il figlio) e poi hanno tentato di ricostruire una vicenda che definire paradossale è poco. Il novantenne si è sfogato, ha spiegato alle forze dell’ordine che ha sempre mantenuto quel figlio scapestrato che non aveva voglia di fare niente. Soltanto la mamma lo difendeva (la donna è deceduta qualche tempo fa). Ma ne parlava come se fosse un ragazzino, invece la vittima delle percosse, oltre ad aver ottenuto il diritto di andare in pensione, ogni giorno si prende cura del padre.
Che in realtà poi di tante cure non ha bisogno, dato che a parte un piccolo problema alle gambe sta benone: mangia come un ventenne e di tanto in tanto si fuma anche una sigaretta e si beve un bicchiere di vino.
Domenica il settantenne non si sentiva troppo bene, a causa del caldo che c’era. E pensava di poter restare a letto a riposarsi. Soprattutto dopo pranzo. Ma il padre non gli ha permesso di fare la pennichella, perché appena ha messo la testa sopra il cuscino è stato colpito dalla stampella. E a quanto pare non era neppure la prima volta che succedeva. Per fortuna le botte non sono state tali da creare danni peggiori a una semplice contusione. Comunque la volante è riuscita nel suo intento e i due congiunti hanno fatto la pace. Anche se alla fine era il figlio che quasi chiedeva scusa al papà per la confusione che c’era stata a casa sua.
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