Il dolore
Guerra dei confini, il Mistral chiede i danni
Il titolare Andrea Biso festeggia la vittoria nel contenzioso con lo stabilimento accanto, il Luciano
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MARINA DI CARRARA. Andrea Biso, imprenditore balneare del Mystral festeggia la vittoria nel contenzioso con lo stabilimento confinante e annuncia: «Adesso chiederò i danni morali». Le ultime due stagioni balneari, per Andrea Biso del Mystral, sono state davvero un incubo. Non solo per l'impossibilità di usufruire di una porzione dell'arenile che lo scorso 25 luglio il giudice Paolo Puzone del Tribunale di Massa ha riconosciuto essere di pertinenza del suo stabilimento. Ma anche per l'amarezza di essersi visto “soffiare da sotto i baffi” un tratto di spiaggia, senza poter fare nulla. Almeno per due anni. «Abbiamo subito un danno economico e morale» spiega il balneare, che annuncia la volontà di portare avanti la battaglia, sia per ottenere un risarcimento che gli riconosca il torto subito sia per fare chiarezza sul perimetro della sua concessione. Tutto per un contenzioso sui confini tra stabilimenti. Secondo il racconto di Biso, nell'estate 2015 i gestori del Bagno Luciano, si sono allargati di 2,30 metri verso ponente, sottraendo metri di spiaggia al Mistral: «Abbiamo dovuto togliere 23 ombrelloni e due gazebo con ripercussioni pesanti sui nostri introiti» racconta Biso. Sì perché la maggior parte di quelle attrezzature erano destinati agli ospiti giornalieri, quelli che arrivano all'ultimo minuto e che, disposti a pagare dai 15 ai 25 euro per un ombrellone, garantiscono il “vero guadagno” ai balneari. «Con questo spostamento del confine poi gli ospiti che avevano la postazione a ridosso del Luciano si sono ritrovati le corde che definiscono il perimetro a mezzo metro dalla sdraia» sottolinea l'imprenditore che rivela di aver dovuto tenere chiusi in cabina per due anni gli allestimenti rimossi dalla spiaggia. Non solo. Lo sconfinamento del Luciano ha avuto ripercussioni anche sull'attività ricettiva della famiglia Biso: «Abbiamo un Bed&Breakfast in via Bassagrande. Normalmente offriamo ai nostri ospiti la possibilità di venire al Luciano, mettendo a loro disposizione gratuitamente un ombrellone. Nel corso delle ultime due stagioni non l'abbiamo potuto fare e questo è stato un grave disservizio per i nostri clienti» aggiunge l'imprenditore che parla di un «danno generalizzato al sistema Mistral». Per questo Biso andrà avanti nella battaglia legale, per avere il riconoscimento dei danni morali e un chiarimento da parte dell'Autorità Portuale sul perimetro della concessione: «Ci sono stati sottratti metri e metri di spiaggia nonostante avessimo tutte le carte in regola, con le mappe nero su bianco dei confini tratteggiati nel 1982, quando dalla divisione in due stabilimenti dell'Umbertino nacquero il Mistral e il Luciano» spiega l'operatore. La sentenza del 25 luglio, secondo Biso, ha fatto giustizia anche se, per recuperare i metri di spiaggia sottratti, il Mistral dovrà attendere la prossima estate visto che a stagione in corso è davvero impensabile riposizionare 23 ombrelloni.
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