Il Tirreno

Le tre arrestate fanno scena muta davanti al gip

Le tre arrestate fanno scena muta davanti al gip

È stata confermata la misura cautelare dei domiciliari I filmati dentro la casa: fai come ti dico o vai nel burrone

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Ieri mattina in tribunale si sono presentate tutte e tre, la direttrice e le operatrici della casa famiglia di via Del Medico agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di sette ospiti della struttura. Le tre donne erano accompagnate dai loro legali: la direttrice Luana Ginesi è assistita dall’avvocato Giovanna Barsotti, l’operatrice Simonetta Menconi, difesa dall’avvocato Elisabetta Borri, e la collega Sara Luisotti, assistita dal legale Luigi Tavella.

Nessuna di loro ha parlato. La direttrice e due delle sue collaboratrici (per altre due è scattata soltanto la denuncia) hanno fatto scena muta davanti al giudice Ermanno De Mattia, si sono avvalse della facoltà di non rispondere.

Adesso i legali hanno una decina di giorni per studiare l’ordinanza: l’avvocato Borri ha annunciato l’attenzione di presentare ricorso al tribunale del riesame di Genova. Gli altri legali al momento non si sbilanciano.

La responsabile e le collaboratrici del Giardino Fiorito sono rimaste in silenzio. Parlano invece, e parecchio, nelle pagine e pagine di intercettazioni ambientali e nei video diffusi dalla Guardia di Finanza.

I filmati. «Non dargli l’acqua a nessuno». Il 5 aprile scorso una delle anziane ospiti della casa famiglia di Avenza viene ricoverata in ospedale, al Noa e tenuta per qualche giorni in osservazione. I medici informano la direttrice della struttura di via Del medico di uno stato acuto di disidratazione in cui versa l’anziana.

Lo stato di disidratazione, si legge nell’ordinanza del tribunale, «deve essere ritenuto causato o quanto meno concausato dalle limitazioni dal consumo di acqua agli anziani». A corredo di questo un filmato in cui la direttrice ordina a una collaboratrice: «Non dargli l’acqua, a nessuno eh». Una delle ospiti si mette a piangere per la sete e viene apostrofata così: «Si è messa a piangere? Non fa niente, poi ride, non ti preoccupare».

«O fai come dico io o vai nel burrone». Nella casa famiglia accanto alle segherie le minacce e le umiliazioni, secondo quanto trapela dalle intercettazioni ambientali, erano all’ordine del giorno.

In un episodio del 17 aprile scorso la direttrice Luana Ginesi ordina a una delle anziane di non muoversi e la rimprovera perché ha dato a sua figlia delle caramelle.

«Se rivai in bagno da sola questo bastone lo prendo e lo faccio sparire come l’altro, okay? Poi ascolta bene, se lo dici a tua figliola non me ne frega niente. Qui comando io o fai come dico io altrimenti vai nel burrone vai».

I cocktail di medicinali. Nelle intercettazioni vengono chiamati proprio così. E per cocktail si intende un miscuglio di tranquillanti che, da quanto emerge nell’ ordinanza del trinale di applicazione di misure cautelari, venivano somministrati agli ospiti dell’ospizio per tenerli tranquilli.

C’è un episodio in particolare, uno dei tanti relativo all’abuso dei farmaci contestato dal tribunale, riportato in ordinanza ed è relativo all’aprile scorso (il giorno 15).

La direttrice lamenta lo stato di agitazione di una delle ospiti e si rivolge a una delle operatrici: «Ma io dopo faccio come l’altra sera: gli faccio aprire la bocca, la confondo, gliene ridò altre di gocce ma gliele metto proprio in bocca, sai, gliele butto proprio giù. Faccio: cosa hai in bocca? Zac e dopo si addormenta subito. Le pasticche gliele diamo mentre mangia».

(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa