Lutto
Ospizio degli orrori, la denuncia: «Io ho visto quell’inferno» - Video
Carrara: una anziana ospite ha denunciato maltrattamenti e crudeltà nella Rsa. Le tre arrestate non rispondono al gip
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CARRARA. Lei, l’anziana signora di Avenza che solo per un breve periodo - e per problemi di salute del marito - era stata ricoverata nella casa di riposo “Il giardino fiorito” ha visto l’orrore. Ha visto i pazienti legati. Gli schiaffi. Le minacce e le dosi massicce di pasticche per tenere sedati gli anziani.
LA SEGNALAZIONE-CHIAVE
La nonnina coraggiosa che, nonostante gli acciacchi non ha mai perso la lucidità, una volta a casa ha raccontato tutto all’anziano coniuge. Insieme hanno deciso di denunciare. E le indagini della Guardia di Finanza avrebbero preso le mosse anche da questa segnalazione. Quelle indagini che hanno portato a scoperchiare il vaso di pandora su quello che accadeva in quella casa di riposo abusiva di via Del Medico, a pochi metri in linea d’aria da via Argine Destro, la strada del muro crollato dove tre anni fa è esondato il Carrione.
Gli agenti delle Fiamme Gialle prima hanno acquisito tutta una serie di informazioni. Poi in quella villetta fatiscente nella zona delle segherie dove - hanno raccontato alcuni dei testimoni ascoltati nel corso dell’anno di attività - «anche le urla non si sentivano», sono scattate gli arresti. E le denunce. Sono stati contestati "atti vessatori", riferisce la guardia di finanza di Massa Carrara, a vario titolo a 5 dipendenti della residenza sanitaria assistita di Marina di Carrara: la legale rappresentante (anche prestatrice d'opera) Luana Ginesi, di 60 anni, e due addette, Sara Luisotti, 53 anni e Simonetta Menconi , 33 anni sono finite agli arresti domiciliari, mentre per due loro colleghe è scattata la denuncia.
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LE INDAGINI
Le indagini sono state costantemente e personalmente coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Massa, Alessandra Conforti, hanno permesso di disvelare una lunga serie di atti vessatori posti in essere ai danni degli anziani ospiti della struttura. In una nota le fiamme gialle parlano di "ingiurie, umiliazioni, strattonamenti, percosse e schiaffi" e poi "limitazioni alla possibilità di movimento degli anziani: i pazienti, in sostanza, venivano legati al letto, o alle sedie a rotelle. Le umiliazioni in quella casa famiglia dove, secondo la legge regionale possono essere accolti un massimo di dieci anziani, e a condizione che siano autosufficienti, erano all’ordine del giorno. Anche nei periodo di caldo torrido (l’indagine è cominciata proprio dalla scorsa estate) non era possibile bere più di un bicchiere d’acqua: gli anziani infatti dovevano utilizzare il bagno il meno possibile per evitare di essere accompagnati. E quelli che invece, nonostante la legge non lo prevedesse, erano allettati dovevano sporcarsi il meno possibile.
Le indagini sono state svolte anche con accertamenti tecnici e sanitari, avrebbero fatto "emergere il totale disprezzo" - si legge nella nota della Finanza - delle indagate verso gli ospiti, e anche "la crudeltà con cui le indagate erano solite comportarsi", con un metodo "unico di gestione incentrato su umiliazione, prevaricazione e aggressione, tali da indurre molte vittime a desiderare la morte, a rassegnarsi o abbandonarsi alla disperazione". All'oscuro di tutto i familiari degli anziani, a cui quest'ultimi sono stati affidati dopo che nella giornata di giovedì gli agenti della Guardia di Finanza si sono presentati nella casa di riposo che, così è stato scoperto nel corso dell’attività, aveva iniziato la propria attività nei primi mesi del 2016, era inoltre "gestita in assenza di qualsiasi autorizzazione amministrativa, non avendo ottenuto l'autorizzazione prevista dalla legge regionale 41/05 e, e, comunque - si legge ancora nella nota delle Fiamme Gialle - « non sono risultate effettuate le comunicazioni previste dalla citata legge». Una situazione quindi fuori legge che è andata avanti per mesi e che è stata interrotta dall’arrivo, nella villetta di via Del Medico, degli uomini della Guardia di Finanza.
IL BLITZ DELLA FINANZA
Il blitz è avvenuto nella giornata di giovedì: sono immediatamente scattati i provvedimenti a carico delle cinque persone che lavoravano a vario titolo nella casa famiglia e che proprio nelle prossime ore saranno interrogate dal giudice del tribunale di Massa.
La notizia dell’ospizio lager e degli arresti ha suscitato grande clamore nella comunità di Avenza dove quella casa piena di anziani la conoscevano in tanti e, soprattutto, conoscevano la donna che la gestiva anche perché già prima dello scorso anno aveva aperto (e richiuso) diverse strutture di questo tipo. Un ruolo centrale è stato anche quello degli accertamenti da parte degli operatori sanitari che hanno constatato l’utilizzo indiscriminato e la massiccia somministrazione di ansiolitici senza alcuna prescrizione medica.
In sostanza, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, gli anziani ospiti venivano tenuti costantemente sedati, quasi addormentati. Se erano svegli venivano invece legati ai letti.
LE TRE ARRESTATE NON RISPONDONO AL GIP
Si sono avvalse della facoltà di non rispondere, in occasione dell'interrogatorio di garanzia stamani davanti al gip del tribunale di Massa Carrara Ermanno Di Mattia, le tre donne arrestate. A sostegno dell'accusa anche immagini video, registrate dagli investigatori all'interno della struttura, che proverebbero i presunti maltrattamenti.
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