Il Tirreno

Mare "giallo": è un’alga, innocua per l’uomo

di Cinzia Chiappini
Mare "giallo": è un’alga, innocua per l’uomo

L’Arpat certifica la presenza di Fibrocapsa japonica, tossica solo per pesci e molluschi. Scattano i divieti di pesca e consumo

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CARRARA. Nessuna fioritura di alghe. Anzi sì. A causa delle elevate temperature sul nostro litorale prolifera la Fibrocapsa japonica. E' un'alga tossica. Ma solo per i pesci. E per sapere se il mare è davvero balneabile, si dovranno attendere le nuove analisi, in arrivo oggi pomeriggio. Esame di laboratorio dopo esame di laboratorio, mentre le acque antistanti il litorale carrarese restano torbide, l'Agenzia regionale per la Protezione Ambientale della Toscana chiarisce le cause che hanno fatto diventare il nostro mare color caffè.

Dopo che gli esami sui campioni prelevati lunedì 1 agosto avevano escluso fioriture algali e sversamenti oleosi, imputando la causa della torbidità dell'acqua alle alte temperature, ieri i test condotti dal Laboratorio di microbiologia dell'Arpat di Pisa sui prelievi effettuati giovedì presso i Bagno Doride e Bagno Marino, hanno “rivisto e corretto” la diagnosi, evidenziando la presenza di una fioritura algale da Fibrocapsa japonica. Lo stesso fenomeno è stato osservato a Marinella, cosa che ha fatto scattare gli accertamenti dell'Arpa Liguria. Sulle due sponde del Parmignola, dunque, la situazione è la stessa: la Fibrocapsa japonica un'alga tossica, ma solo per i pesci, sta fiorendo. Si tratta di una specie tipica dei climi caldi e tropicali, ma negli ultimi anni si è diffusa anche sulle coste italiane e in particolare dal 2000 sulla costa apuana. La fioritura ha una durata tipica di circa una settimana dopo la quale si esaurisce in modo naturale. Dunque per Ferragosto il nostro mare dovrebbe essere "presentabile".

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Ieri in giornata Arpat ha trasmesso i risultati degli ultimi accertamenti - sollecitati giovedì con una missiva ad Arpat dal vicesindaco Matteo Martinelli - al Comune di Carrara e alla Azienda Sanitaria, per una opportuna valutazione per quanto riguarda gli aspetti relativi alla salute umana. Asl ha immediatamente chiarito che questo tipo di alga non è nociva per l'uomo pur essendo “ittiotossica”, ovvero tossica per i pesci. Cosa che, indirettamente, può avere ripercussioni sulla nostra salute: «Non sono mai stati segnalati casi di intossicazione da consumo di pesce contaminato da questa microalga, mentre per quanto riguarda il consumo di molluschi bivalvi (cozze, vongole, arselle), trattandosi di organismi marini filtratori di grossi quantitativi di acqua marina possono costituire un serbatoio di vari agenti patogeni tra cui anche l’alga tossica».

Per questo l'Ufficio Sicurezza Alimentare e Sanità Pubblica Veterinaria del Dipartimento della Prevenzione, ha proposto un'ordinanza al Sindaco del Comune di Carrara per imporre il «divieto di raccolta e consumo di molluschi bivalvi, effettuata anche a livello hobbistico, personale e per uso domestico, provenienti dal litorale prospiciente Marina di Carrara» e ha raccomandato alla cittadinanza di «acquistare molluschi di provenienza controllata».

Secondo le ultime analisi chi si concede un semplice tuffo in mare dunque non corre nessun pericolo. Anche se per avere la conferma ufficiale si dovrà attendere questo pomeriggio, quando l'Agenzia divulgherà i risultati del test sulla balenabilità.

Certo il colore marroncino del mare non è molto invitante per i bagnanti: ancora ieri gli stabilimenti le presenze in spiaggia erano decisamente scarse, soprattutto considerato il periodo di altissima stagione. Brunello Menconi, del Bagno Marino, uno degli stabilimenti più colpiti dal fenomeno da Fibrocapsa japonica, ha esposto il comunicato diramato martedì da Arpat: «Ho provato a tranquillizzare i bagnanti, con le informazioni ufficiali.

Oggi la situazione è leggermente migliorata e speriamo per i prossimi giorni» ha commentato l'imprenditore. «Il vero problema è che le persone non si fidano più delle istituzioni. Noi abbiamo girato ai nostri clienti le informazioni di Arpat, ma la maggior parte di loro ha deciso ugualmente di non rischiare e se n'è andata» ha osservato Antonio Lenzi, del Bagno Nuova Italia, che ha colto l'occasione per lanciare un appello alla Capitaneria di Porto. «Molti hanno imputato la torbidità dell'acqua alle tante navi in rada. Lunedì ne ho contate io stesso 3, tutte ben visibili dalla spiaggia. Non sarebbe meglio farle ormeggiare a levante, più lontane dalla zona frequentata dai turisti?» ha proposto il balneare.
 

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