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piano regolatore 

«Le ultime 600 osservazioni non hanno il parere degli uffici»

MASSA. Quella dell’approvazione del Regolamento urbanistico sta diventando quasi una barzelletta politica. Eppure è l’atto più importante che una amministrazione possa far votare ed è anche lo...

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MASSA. Quella dell’approvazione del Regolamento urbanistico sta diventando quasi una barzelletta politica. Eppure è l’atto più importante che una amministrazione possa far votare ed è anche lo strumento a cui è legata la ripresa economica della città e, in ultimo, il destino politico del sindaco in carica Alessandro Volpi.

Ma l’opposizione, Arancioni e Udc, oggi lamentano ancora la mancanza di documentazione pervenuta in commissione urbanistica, e tutta una serie di incongruenze nella stesura delle controdeduzioni (ovvero le risposte alle osservazioni dei cittadini) che impedirebbero ai consiglieri di analizzare il lavoro e di votarlo con serenità in consiglio comunale.

Intanto i documenti: «Ci hanno consegnato 1600 protocolli di osservazioni con allegata la sintesi delle controdeduzioni-inizia Andrea Ofretti (Arancioni)- e non ci hanno dato la cartografia corrispondente, soprattutto quella paesaggistica, che è fondamentale». «Una grande incongruenza- continua Agostino Incoronato (Udc)- riguarda le controdeduzioni: le prime 1000 sono state firmate sia dai tecnici che dagli uffici comunali, le ultime 600, invece, vedono il parere soltanto dei tecnici. Pensiamo quindi che gli uffici della pianificazione urbanistica non abbiano visionato l’ultima trance di osservazioni». «Tutte le osservazioni sono importanti- aggiunge Fabrizio Brizzi (Arancioni)- ma ce ne è una che è la più importante, quella dell’ufficio Urbanistica. In pratica il Comune ha osservato il suo stesso Regolamento Urbanistico, scrivendo 156 articoli che, se venissero accolti, anche solo in parte, sconvolgerebbero l’intero regolamento. Chi si prende la responsabilità di approvare o meno un regolamento così, che dice tutto e il contrario di tutto allo stesso tempo?». Il sindaco, secondo Udc e Arancioni, starebbe «scaricando le responsabilità sulla commissione». C’è poi la partita degli Aru: «Il sindaco- commenta Carmen Menchini (Arancioni)- appena emerge un problema di opinione pubblica sugli Aru, come l’ultimo caso del giardino di Pascoli, sostiene di non saperne nulla, dà la colpa ai tecnici e dichiara che stralcerà tutto. Sapete così facendo quante nuove costruzioni vengono a mancare nel Regolamento? Al momento 850, e nessuno ci ha fatto sapere se e dove verrà recuperata la superficie utile lorda, Sul, prevista nel R.u». Intanto la commissione urbanistica è arenata sulle osservazioni, dopo averne visionata soltanto mezza (quella della Regione Toscana).

Manuela D’Angelo

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