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Gasparri: «Chiarezza sull’inchiesta sui carabinieri»

Gasparri: «Chiarezza sull’inchiesta sui carabinieri»

AULLA. Quando era venuto ad Aulla, in campagna elettorale, il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, se l’era presa con la Magistratura nel fare riferimento all’inchiesta che coinvolge...

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AULLA. Quando era venuto ad Aulla, in campagna elettorale, il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, se l’era presa con la Magistratura nel fare riferimento all’inchiesta che coinvolge diversi Carabinieri in Lunigiana in merito a presunte violenze perpetrate verso cittadini stranieri: «C’è una parte della Magistratura che crede all'ultimo straniero che parla, quindi la solidarietà va data sì, ma alle nostre Forze dell’Ordine» diceva l’ex ministro berlusconiano, il quale, pochi giorni fa, ha presentato una interrogazione sull’inchiesta ai Ministri della difesa e della giustizia. Juri Gorlandi, coordinatore regionale di Forza Italia Giovani commenta così l'intervento del senatore: «Ringrazio Gasparri, sempre disponibile alle istanze del territorio. In campagna elettorale ha fatto visita ad Aulla, rimanendo stupito della situazione in cui le forze dell'ordine tentano di operare. Servitori dello Stato messi alla gogna mediatica, mentre chi delinque è nella posizione di poter agire indisturbato; non è demagogia, ma il racconto e le sensazioni che, ogni giorno, i cittadini provano sulla loro pelle. Il territorio si è mosso a sostegno dell'Arma, in più di un’occasione, con manifestazioni, ma anche in modo concreto e pratico», aggiunge Gorlandi, il quale ricorda che è stato aperto un conto corrente per sostenere le spese legali dei Carabinieri coinvolti, indicandone gli estremi: IBAN IT87P0603069862000035753209, intestato a Giorgi Claudio, causale "Pro Arma".

Nell’interrogazione Gasparri chiede di sapere se i ministri «siano a conoscenza della vicenda; quale sia la loro valutazione in merito al provvedimento di divieto di dimora, visto che la sospensione dal lavoro non consentirebbe un'eventuale reiterazione del reato o inquinamento delle prove; se non intendano, nei limiti della propria competenza, attivarsi per accertare il corretto sviluppo delle indagini e verificare le cause della palese fuga di notizie a vantaggio della stampa e a danno degli indagati e delle loro famiglie».

G. U.

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