Sicurezza
Volpi: «Con le primarie sarà un bagno di sangue»
Il sindaco alla festa dell’Unità: la città non comprenderà nessuna spaccatura “ La mia ri candidatura è legata all’approvazione del Regolamento urbanistico”
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MASSA. «Rischiamo il suicidio politico. Un bagno di sangue». È un sindaco preoccupato quello che parla come ospite alla festa dell’Unità del Pd di Massa Carrara. Un sindaco che deve fare i conti con l’uscita di un pezzo importante del centrosinistra che chiede le primarie per la scelta del prossimo candidato sindaco. Il che è, in pratica, un atto di sfiducia, un neanche troppo implicito “tu non vai più bene”. Ma è anche un Alessandro Volpi inaspettatamente combattivo quello parla alla festa di Ricortola. La richiesta di primarie alla fine del primo mandato di un sindaco (e non la sua riconferma) può degenerare – vedi a Pistoia, ad esempio – in spaccature che portano alla sconfitta. Volpi ne pare convinto. E reagisce.
«Subordinare l’apertura a sinistra al tema delle primarie – dice – sarebbe un suicidio politico in questo momento. Prevedo un bagno di sangue elettorale». «È surreale – aggiunge – discutere delle primarie in questo momento. Iniziare con così largo anticipo a parlare di elezioni amministrative significa che stiamo smettendo di governare. E a questo gioco io non ci sto. Stanno trasformando il Regolamento urbanistico in una discussione politica che è solo puro tatticismo, e un documento del genere mostra come ad oggi manchi ormai la grammatica politica. Se l’operazione che intendono portare avanti è quella di indebolirmi devono essere consapevoli che non è una scelta lungimirante per il bene della città. La città non comprenderà questa spaccatura così come è stato a Carrara e La Spezia. Ma lo sconfitto non sarà Volpi, saranno tutti sconfitti».
I punti principali del documento, firmato da Fabrizio Brizzi, Carmen Menchini, Andrea Ofretti, Silvia Francini (Arancioni), Agostino Incoronato (Udc), Luca Anghelè, Giacomo Bugliani, Daniele Carmassi, Graziella Lazzarini, Stefano Alberti, Dina Dell’Ertole (Pd), Giancarlo Casotti e Paolo Della Pina (Psi) e Simone Ortori (Articolo Primo) rimarca la necessità di riunire il centro sinistra in un’unica coalizione, l’individuazione di un candidato che li rappresenti in vista delle primarie, nel segno della trasparenza e della vicinanza con i lettori. E di trasparenza ha parlato anche la consigliera comunale Giovanna Santi, che ha aperto il dibattito al parco di Ricortola: «Siamo stati attaccati molto spesso dall’opposizione sulla questione della trasparenza. Ci hanno accusato di aver privilegiato assunzioni di personale esterno al comune, ma in questa legislazione non sono mai state fatte scelte per valorizzare persone al di fuori dell’ambito comunale».
«Non dobbiamo perderci in queste discussioni – continua il sindaco Volpi– che rischiano solamente di disperderci. Non ci sto a queste dinamiche perché la nostra battaglia è arrivare fino in fondo al compimento del regolamento urbanistico, un atto fondamentale per il futuro di questa città, che è nelle mani del consiglio comunale in questo momento. Ma il consiglio comunale ne sta facendo una discussione politica che io, personalmente, preferirei evitare. Dopo quarant’anni ci sono sul tavolo tutte le condizioni per poter rilanciare l’economia di Massa, ma a quanto sembra non tutti vogliono il bene di questa città. Se non arriviamo in fondo al Ru sarà l’immobilità dell’economia del territorio. Nel 2018 scadranno le misure di salvaguardia per effetto della legge regionale 65/2014, questo significa che in caso di non approvazione del regolamento dovremo ricominciare tutto l’iter burocratico da capo. Non ci sto al ridurre il bene della città a semplice dibattito; dobbiamo lottare per non far andare in fumo il lungo lavoro che sul Ru questa amministrazione ha fatto e continua a fare».
E alla domanda sulla sua ricandidatura alle amministrative del 2018, il sindaco risponde: «Io rimarrò fino alla fine a bordo della nave, ma farà la differenza il destino del Regolamento urbanistico, che per me significa il compimento della mia candidatura e basta guardarsi intorno per rendersi conto di quale sia il prezzo da pagare per possibili spaccature».
Camilla Palagi
«Subordinare l’apertura a sinistra al tema delle primarie – dice – sarebbe un suicidio politico in questo momento. Prevedo un bagno di sangue elettorale». «È surreale – aggiunge – discutere delle primarie in questo momento. Iniziare con così largo anticipo a parlare di elezioni amministrative significa che stiamo smettendo di governare. E a questo gioco io non ci sto. Stanno trasformando il Regolamento urbanistico in una discussione politica che è solo puro tatticismo, e un documento del genere mostra come ad oggi manchi ormai la grammatica politica. Se l’operazione che intendono portare avanti è quella di indebolirmi devono essere consapevoli che non è una scelta lungimirante per il bene della città. La città non comprenderà questa spaccatura così come è stato a Carrara e La Spezia. Ma lo sconfitto non sarà Volpi, saranno tutti sconfitti».
I punti principali del documento, firmato da Fabrizio Brizzi, Carmen Menchini, Andrea Ofretti, Silvia Francini (Arancioni), Agostino Incoronato (Udc), Luca Anghelè, Giacomo Bugliani, Daniele Carmassi, Graziella Lazzarini, Stefano Alberti, Dina Dell’Ertole (Pd), Giancarlo Casotti e Paolo Della Pina (Psi) e Simone Ortori (Articolo Primo) rimarca la necessità di riunire il centro sinistra in un’unica coalizione, l’individuazione di un candidato che li rappresenti in vista delle primarie, nel segno della trasparenza e della vicinanza con i lettori. E di trasparenza ha parlato anche la consigliera comunale Giovanna Santi, che ha aperto il dibattito al parco di Ricortola: «Siamo stati attaccati molto spesso dall’opposizione sulla questione della trasparenza. Ci hanno accusato di aver privilegiato assunzioni di personale esterno al comune, ma in questa legislazione non sono mai state fatte scelte per valorizzare persone al di fuori dell’ambito comunale».
«Non dobbiamo perderci in queste discussioni – continua il sindaco Volpi– che rischiano solamente di disperderci. Non ci sto a queste dinamiche perché la nostra battaglia è arrivare fino in fondo al compimento del regolamento urbanistico, un atto fondamentale per il futuro di questa città, che è nelle mani del consiglio comunale in questo momento. Ma il consiglio comunale ne sta facendo una discussione politica che io, personalmente, preferirei evitare. Dopo quarant’anni ci sono sul tavolo tutte le condizioni per poter rilanciare l’economia di Massa, ma a quanto sembra non tutti vogliono il bene di questa città. Se non arriviamo in fondo al Ru sarà l’immobilità dell’economia del territorio. Nel 2018 scadranno le misure di salvaguardia per effetto della legge regionale 65/2014, questo significa che in caso di non approvazione del regolamento dovremo ricominciare tutto l’iter burocratico da capo. Non ci sto al ridurre il bene della città a semplice dibattito; dobbiamo lottare per non far andare in fumo il lungo lavoro che sul Ru questa amministrazione ha fatto e continua a fare».
E alla domanda sulla sua ricandidatura alle amministrative del 2018, il sindaco risponde: «Io rimarrò fino alla fine a bordo della nave, ma farà la differenza il destino del Regolamento urbanistico, che per me significa il compimento della mia candidatura e basta guardarsi intorno per rendersi conto di quale sia il prezzo da pagare per possibili spaccature».
Camilla Palagi
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